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Accoppare Azione e Iv, Pd e M5S ci provano fiancheggiati dai ‘loro’ giornali

Si sono spartiti le vice presidenze di Camera e Senato mentre Repubblica e Il Fatto rilanciavano la velina su un presunto gelo tra Renzi e Calenda. L’opposizione sono loro destinati a diventare una cosa sola e non prevedono un terzo incomodo. Ma la partita non è chiusa

di Peppe Papa

E’ andata come previsto, Pd e M5S si sono spartite le vice presidenze di Camera e Senato assegnate all’opposizione, escludendo il “terzo polo” di Azione-Iv che per questo non ha partecipato al voto che distribuiva anche altri incarichi negli uffici di presidenza.

Il tentativo di marginalizzare Calenda e Renzi, portato avanti dai leader di dem e Cinquestelle fiancheggiati dai loro media di riferimento, è in pieno svolgimento e questo è stato solo un assaggio. Prima o poi, sembra ormai chiaro, i due partiti che adesso si guardano in cagnesco, sono destinati a incontrarsi, essere una sola cosa.

Non è chiaro chi si mangerà l’altro, i sondaggi li danno a un tiro di schioppo, quel che conta sarà appropriarsi dell’egemonia, sempre in ottica bipolare, del campo avverso alla maggioranza di governo, con tutto ciò che questo comporta in termini politici. Un terzo incomodo non è previsto, soprattutto se si tratta della “strana coppia” (copyright di Matteo Renzi), due a cui nessuno affiderebbe le chiavi della macchina.

A rendere più esplicito il concetto se ne sono incaricati Repubblica e il Fatto quotidiano, i primi a far girare la velina su un presunto gelo calato fra loro corredata da ampi retroscena, con l’intento di disarticolare il fronte liberal.

A niente sono valse le smentite, anche ironiche degli interessati, il mainstream ha le sue regole e solo un nuovo fatto altrettanto ‘pop’ da cavalcare, potrà spostare l’attenzione su un’altra news. Come potrebbe essere quella sull’assegnazione di due importanti presidenze di commissioni di garanzia.

Copasir e Vigilanza Rai che per prassi toccano anche queste all’opposizione, solo che il voto coinvolge anche la maggioranza, impossibile un altro accordo a due.

Pertanto una ‘clamorosa’ affermazione dei candidati terzopolisti sarebbe nelle cose, facendo naturalmente gridare all’inciucio, alla conferma del sospetto di avere fornito i voti utili all’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato.

La legislatura è lunga ci saranno altre nomine e restituiremo il favore” ha per dire avvertito un big renziano. Di certo non li potrà spaventare l’ennesima campagna di discredito, orchestrata nei loro confronti, da parte di chi li vuole morti. La politica, però alla fine presenta sempre il conto e per gli sprovveduti non sempre torna.

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