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Renzi dice sì a Moratti e inguaia Letta: “Non è ferrato in strategia politica, ma sa giocare bene a Subbuteo”

Una candidatura forte e con significative chance di successo che fornirebbe pure la possibilità di condizionare il dibattito interno al Pd, impegnato nelle calende greche di un congresso di là da venire, costringendolo a compiere in fretta delle scelte

di Peppe Papa

C’è da convincere Calenda, ma l’operazione è fattibile e con buone possibilità di successo. In politica l’importante è cogliere il momento e la rottura di Letizia Moratti, con la giunta di centrodestra della Regione Lombardia, è uno di questi.

Matteo Renzi ne è convinto e per questo si dice pronto ad assicurare il sostegno del Terzo Polo all’intenzione dell’ex sindaca di Milano di sfidare il presidente uscente della Lega, Attilio Fontana alle prossime elezioni regionali.

Una candidatura forte e con significative chance di successo che, oltre a contendere credibilmente la vittoria alla destra, darebbe la possibilità di condizionare il dibattito interno al Partito democratico, impegnato nelle calende greche di un congresso di là da venire, costringendolo a compiere in fretta delle scelte.

Stare con i riformisti, i liberaldemocratici, mollando al loro destino le cariatidi interne del massimalismo post-comunista, oppure assecondarli e completare l’abbraccio mortale con Conte e il suo M5S? Un dilemma che va sciolto per evitare il rischio di nuove scissioni. Che è esattamente l’obiettivo del leader di Italia Viva.

Le elezioni regionali all’inizio del prossimo anno, sono un terreno ideale per mettere alla prova la strategia. Si vota anche nel Lazio e lì il Pd vorrebbe stringere l’accordo con i Cinquestelle, che non vogliono il termovalorizzatore a Roma e pretendono il presidente. In questo caso è stato Calenda a precisare che nessun accordo sarà possibile se ci sono di mezzo i grillini.

Renzi, intanto, ha approfittato delle telecamere di “L’Aria che tira” su La7 per lanciare il suo affondo e seminare zizzania. “Il Terzo Polo su Moratti deciderà come federazione”, ha premesso per tranquillizzare il suo pard di Azione al quale ha riconosciuto pubblicamente la leadership, dopo di che “la cosa della Moratti è politicamente interessante e se fossi il segretario del Pd la chiamerei di corsa e le direi andiamo insieme, se il Pd avesse voglia di vincere, ma il Pd di Letta voglia di vincere…”.

Infatti non andrà così, quel partito è destinato a implodere per effetto dell’incapacità della sua classe dirigente, strenuamente abbarbicata ai suoi privilegi e incapace di visione futura. Su questo Renzi è stato spietato. “Per effetto della strategia fallimentare di Letta, al governo c’è Meloni”, ha affermato per subito dopo aggiungere sarcastico: “Ha dimostrato che di strategia politica non è ferrato, ma è bravo a Subbuteo”.

Parole che vanno a incidere su uno dei nervi scoperti dei dem rappresentato dalla componente di Base Riformista che fa capo all’ex ministro della Difesa (gli ex renziani per intenderci) Lorenzo Guerini, sponsor del governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini alla segreteria del partito, tentata dal ragionamento del senatore fiorentino.

La prospettiva della nascita di un blocco riformista attorno alla Moratti in Lombardia avrebbe di sicuro un risvolto nazionale e potrebbe anche aiutare nel chiarimento in corso nei dem a prescindere dal congresso che prima o poi si farà. Non è da escludere, dunque, qualche clamoroso sviluppo, compresa l’adesione al consesso degli ultimi liberal rimasti in Forza Italia, stanchi del vecchio Cavaliere.

Tutto lascia pensare, insomma, che l’ex ‘rottamatore‘ pure questa volta ci abbia visto giusto, il detonatore innescato nel Pd è di quelli destinati a fare danni e al Nazareno non sembrano in grado di reagire.

Sia a Milano che a Roma viaggiano in ordine sparso. In Lombardia i maggiorenti dicono “no” a Moratti, nel Lazio litigano tra di loro e ogni componente ha il proprio candidato e il suo quadro di alleanze. La bomba potrebbe scoppiare da un momento all’altro.

1 Comment

  1. Remigio De Iulis ha detto:

    Con Renzi mi ci ritrovo sempre, senza problemi

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