“Allarme siam fascisti”: Cospito-Donzelli-Del Mastro, la ‘democratura’ italiana nonostante Meloni
Febbraio 4, 2023
Addio Pd: sfida Schlein-Bonaccini in equilibrio instabile, M5S e Terzo Polo pronti ad approfittarne
Febbraio 9, 2023

Mussolini, la lezione di Alessandra sui diritti: no al passaporto Ue perché “discriminatorio”

Ha rifiutato il lasciapassare europeo per gli eurodeputati che prevede solo la qualifica di maschio e femmina senza alcuna possibilità di indicazione ‘gender fluid’

di Peppe Papa

Quando si dice che la classe non è acqua. Mentre nel Paese infuria il tentativo revanscista dei nostalgici del Duce in salsa post moderna di riprendersi il potere e la mente degli italiani, arriva lei, Alessandra Mussolini, quella che più di tutti può vantare un pedigree che fa la differenza nel mondo della destra-destra, e spiazza tutti.

Soprattutto il fronte in cui milita da anni, non a caso ai più alti livelli, che assiste muto ogni volta alle sue uscite, quasi sempre sopra le righe a rimarcare la diversità di lignaggio, attonito e rassegnato al silenzio in attesa che passi. D’altronde chi vuoi che dica qualcosa, con il nome che porta con orgoglio può dire ciò che vuole, nessuno si azzarda a contraddirla.

L’ultima provocazione, a testimonianza di uno spirito libero e a suo modo anticonformista che tanto imbarazzo provoca tra i suoi, è andata in scena a Bruxelles dove, appena nominata eurodeputata in quota Fi al posto di Antonio Tajani nel frattempo diventato ministro degli Esteri del governo Meloni, ha creato l’incidente, rivendicando con convinzione il suo animo ‘arcobaleno’.

Insospettabile, per chi non la conosce e la considera con il pregiudizio dovuto alle sue origini, ma non una sorpresa da parte di quelli che negli anni del proprio impegno politico l’hanno seguita in parecchie battaglie sui diritti civili sempre in prima linea.

Ha rifiutato, perché “discriminatorio”, il lasciapassare Ue per gli eurodeputati che “prevede solo la qualifica di maschio e femmina senza alcuna possibilità come una X”. A spiegarlo è stata lei stessa incontrando i giornalisti nella sede del parlamento nella capitale europea.

Il passaporto dell’Unione, come riporta il regolamento nell’articolo dedicato ai privilegi e immunità dei parlamentari “assicura la libera circolazione negli Stati membri e negli altri Paesi che lo riconoscono come un documento di viaggio valido”. Viene rilasciato dall’Ue su richiesta del deputato e “a condizione che il presidente del parlamento lo autorizzi”.

Pertanto lei, tra l’altro membro della commissione Libe (libertà civili) non ritiene si possa “accettare una cosa del genere, anche in considerazione che l’Aula si è pronunciata n molte occasioni contro la discriminazione di genere”.

Così, dopo il rifiuto del funzionario del Parlamento alla sua richiesta di inserire una ‘x’ nella casella in cui indicare il genere ha deciso di cancellare la sua domanda per il lasciapassare.

Tutto ciò mentre a Roma alla Camera, una certa Maddalena Morgante, deputata di Fdi, chiedeva l’esclusione del rapper Rosa Chemical (Manuel Franco Rocati) dal Festival di Sanremo perché inquietante e diseducativo esempio di “gender fluid”. Roba da Medioevo per una Mussolini doc che del nonno conserva il rispetto, ma nessuna ‘nostalgia’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *