

di Serena Cirillo
Prende il via domani 21 marzo l’iter per la fusione dei partiti di Matteo Renzi e Carlo Calenda. Si terrà infatti a Roma la riunione fondativa del nuovo soggetto politico che definirà la road map per arrivare competitivi alle elezioni europee della primavera del 2024.
Ci sarà da stabilire, oltre ovviamente mettere le basi per la discussione sul “manifesto”, l’iter dei congressi locali sia di Italia Viva che di Azione in funzione della kermesse nazionale prevista per ottobre e dirimere la questione del nome che al momento sembra quello cominciato a circolare fin dal primo momento, cioè “Italia in Azione”. Certo, non molto originale, ma rende l’idea.
Per quanto riguarda il leader è già deciso, sarà Calenda segretario mentre Renzi dovrebbe assumere la presidenza e occuparsi della proiezione internazionale del partito legata a Renew Europe collocata nel gruppo politico liberale al parlamento europeo.
Che è poi il core business di tutta l’operazione. Una affermazione importante alle europee, sopra la doppia cifra magari superando il M5S, aprirebbe uno scenario inedito sul fronte politico interno. Il Pd, è l’auspicio, di fronte a un risultato del genere sarebbe costretto a ripensare la sua strategia.
Lasciar perdere i populisti di Giuseppe Conte e imboccare decisamente la strada di un’alleanza riformista con “Italia in Azione” (salvo ripensamenti) per ritornare a vincere e costruire un’alternativa credibile all’attuale maggioranza di destra al governo.
Non è detto, ovviamente, che questo accada e che tutto fili liscio, il percorso è accidentato a partire dalla mancanza sul territorio di una struttura di rappresentanza organizzata. Va costruito, insomma, il partito in tutte le sue articolazioni con luoghi fisici di incontro e confronto sparsi per la penisola e nelle principali città.
Probabilmente il compito più arduo, ma essenziale ai fini del progetto di radicamento nell’opinione pubblica nazionale, soprattutto quella stufa delle chiacchiere e che non va più a votare, decisivo per nutrire una speranza di vittoria. Sia Renzi che Calenda si sono detti sicuri di farcela, staremo a vedere.
3 Comments
E’ una cosa necessaria da fare, per l’Italia e per l’Europa.
Spero che quello che scrivete non sia vero. Aver sofferto tanto per chiamarci azione non va. Noi di Italia Viva siamo già un partito ,annullarci in azione non è giusto ….
Senza parlare di Renzi….
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Sono d’accordo ssimi con De Iulis