

di Peppe Papa
Renzi si è dato “una pausa” per occuparsi della sua holding e per “perdere quei dieci chili presi negli ultimi tempi”, Calenda salta da una televisione all’altra, sta sui giornali e soprattutto sui social che presidia come un soldato, a discutere di politica à la carte e battagliare con tutti.
Intanto la fusione tra Italia Viva e Azione non vedrà la luce prima del 10 giugno, mentre a ottobre è previsto un congresso e sul territorio l’organizzazione langue, nonostante forze fresche e competenze pronte a darsi da fare.
Se questo è il quadro non sorprende che in Friuli Venezia Giulia, non si entri in consiglio regionale e si finisce quasi doppiati dai no-vax. Davvero umiliante.
Tanto da far correre un brivido lungo la schiena ai tanti liberaldemocratici e riformisti che finora ci hanno creduto, alla possibilità della nascita di una nuova forza politica in grado di rappresentarli.
Speranza vana. L’idea della terzietà lanciata dall’ex presidente del Consiglio e il suo allora ministro all’Industria, evidentemente non suscita appeal.
Un problema che, come abbiamo visto, ha delle cause ben precise le quali nascondono forse un problema politico più serio, relativo al disegno tattico immaginato dai due e chissà quanto condiviso.
Insomma, la famosa “prateria” da conquistare, conseguenza della radicalizzazione del sistema, c’è ma non si vede.
Anzi, l’elettorato sembra gradire la polarizzazione premiando la destra al governo guidato dalla post-fascista Meloni e il neo movimentismo tutto diritti, ambiente e difesa degli ultimi del Pd versione Schlein. Chi sta in mezzo, pur se maggioranza, resta a casa e continua a non andare a votare.
E non è colpa loro se chi si è dato come obiettivo di conquistarne la fiducia, cincischia, prende tempo, impone tempi biblici all’organizzazione del partito in tutte le sue articolazioni, dandosi un anno di tempo, elezioni europee del 2024, per dispiegarsi in tutta la propria potenza attrattiva.
Ma un anno in politica è già domani, di questo passo si arriva morti, o mai nati. E sarebbe un peccato.