

di Peppe Papa
Una maxi foto di Marco Travaglio inginocchiato ai piedi di Giorgio Napolitano per chiedere scusa. Inizia col botto, il Riformista firmato da Matteo Renzi, a chiarire subito la ‘navigazione’ che intraprenderà il giornale dell’editore, anche del risorto Unità, Alfredo Romeo. Primo: nessuno sconto ai giustizialisti.
E’ stato lo stesso Renzi ad annunciare a “Porta a Porta” di Bruno Vespa il pezzo forte del primo numero del giornale sotto la sua gestione. “La trattativa Stato-mafia non c’è stata, lo ha detto la Cassazione – ha spiegato – e alla luce di questo mi aspetterei che dopo 10 anni Travaglio venisse in televisione e dicesse ‘scusate’, ho sbagliato”.
“Siccome non lo farà lui – ha proseguito – domani metteremo una foto gigantesca sul Riformista, fatta con l’intelligenza artificiale, con Travaglio in ginocchio che chiede scusa a Giorgio Napolitano”.
Chissà come la prenderà il direttore del “Fatto quotidiano”, certo gli sarà chiaro che il suo principale nemico, oltre ai tribunali, avrà dalla sua una formidabile tribuna comunicativa rappresentata da un giornale concorrente e lui sarà uno dei bersagli preferiti inquadrati nel mirino.
Sarà più complicato sparare accuse a grappoli, ché tanto se ne occupa la magistratura anche se sono cause quasi tutte perse, il fuoco di contraerea disporrà di un cannone altrettanto efficace per rispondere immediatamente all’attacco. Converrà, insomma, cautela, proprio quella di cui Travaglio non ha dato finora prova di possedere a sufficienza.
Ancora più complicato, ma questo non è solo un problema per direttore del Fatto, apparirà il mercato editoriale italiano costretto a fare i conti con un nuovo partecipante al banchetto delle vendite. Per niente, tra l’altro, intenzionato a ritagliarsi una piccola fetta di lettori ‘militanti’. Infatti, ha assicurato il neo direttore editoriale, “non sarà un giornale di partito“. Anzi.
“Assolutamente no – ha risposto così alla domanda di Vespa sull’argomento – nel primo numero penso non ci sia mai la parola ‘Italia Viva’. Però ci sono riflessioni sulle tasse – ha aggiunto – c’è tutte le volte un confronto tra uno a favore e uno contro, come nel caso di questo numero sulla ricandidatura di Biden”.
Dunque, la politica internazionale, pare di capire, rappresenterà un tema di sicuro approfondimento, e lo stesso metodo verrà seguito per la politica nazionale. “Ho chiesto oggi in parlamento alla Camusso – ha raccontato l’ex premier – di scrivere un pezzo contro il jobs act, mentre Nannicini lo farà a favore”.
Insomma, “un luogo di dibattito con una serie di iniziative che tengano forte il Dna garantista del Riformista” – ha concluso Renzi. Resta da vedere se le premesse diventeranno realtà ed effettivamente il giornale sarà capace di diventerà un riferimento dell’area liberal nazionale. Ben più ampia e diffusa di quella del solo “Terzo Polo”.
1 Comment
Ho votato il 3° polo alle ultime politiche x “disperazione “: speravo che l’area di centro venisse finalmente rappresentata, dopo l’ormai sbiadita immagine di Berlusconi.
Lei, Renzi, è una possibilità per chi, come me, ha perso la casa comune (FI)….
Non ci deluda, non rifaccia il PD ….
Serve altro.