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Il tramonto del vecchio guru: Michele Santoro e il ‘pacifismo’ flop

La “Staffetta per la pace” che doveva unire l’Italia da nord a sud, finisce in maniera ingloriosa ignorata da tutti, l’ex anchorman non si rassegna, ma per lui sembra la fine

di Peppe Papa

Non deve essere una bella sensazione per chi ha assaporato l’ebrezza del successo, del potere di orientare masse plaudenti di persone adoranti, sfidare i potenti e farsi paladino degli ultimi, ritrovarsi di punto in bianco dimenticato da tutti, marginalizzato e fuori dai ‘giochi’. Che è quello che è successo, più o meno, a Michele Santoro.

Lui che dalla televisione ha inventato la “piazza populista” alimentandola con i suoi talk show che hanno fatto scuola, costretto a elemosinare comparsate a La7 invitato da vecchi amici, ignorato dalla Rai, di cui è stato conduttore di punta, che lo evita come la peste. Le ha provate tutte pur di riassaporare un po’ della celebrità perduta, finché la Storia non gli ha dato un’opportunità.

Il mondo occidentale, quello delle democrazie liberali per intenderci, è finito sotto attacco della protervia proto-sovietica di Vladimir Putin, il dittatore russo che si è messo in testa di ricostruire il vecchio impero, cominciando con il pezzo più grosso, l’Ucraina.

Che ha invaso con la sua gloriosa Armata, confidando di conquistarne in pochi giorni la Capitale tra ali festanti di folle, e trovando invece una tenace resistenza che gli ha fatto saltare ogni piano.

E’ chiaro a tutti chi è l’aggressore, insomma, chi ha torto marcio. Non si può non sodalizzare per l’aggredito e aiutarlo a difendersi, è un principio etico prima ancora che politico e di accordi internazionali sanciti tra gli Stati.

Santoro, invece, decide che non è così, insieme ad una folta schiera di intellettuali, pseudo intellettuali, movimenti di antagonisti, anticapitalisti, anti-atlantisti e anti Nato, oltreché qualche sincero filo-putiniano, ritiene che gli ucraini con la loro ostinazione non fanno altro che prolungare la guerra.

Farebbero meglio, insomma, rassegnarsi a trattare con il nemico alle sue condizioni, e meglio ancora farebbero gli Stati membri della Ue, ma anche Stati Uniti e Gran Bretagna, a smettere di armarli e sostenerli economicamente.

E ha rispolverato la parola magica, pacifismo, che fa un po’ vintage, ma funziona sempre, per giustificare una posizione controcorrente dal mainstream e rilanciare quel ‘profilo di alterità’ che lo ha reso famoso.

E’ da mesi che batte sullo stesso punto, l’occasione è ghiotta e da abile comunicatore ha capito che è l’unico modo per rubare l’attenzione a buon mercato, perciò ha insistito nel farsi promotore di iniziative pubbliche di ampio rilievo mediatico che però, a conti fatti, non hanno reso quanto sperato. Se non è proprio anonimato, poco ci manca.

La quale cosa ha invelenito ancora di più il bolso ‘capopopolo’ che, all’ultimo flop, non ha più retto, prendendosela anche con i ‘presunti’ amici, nella fattispecie, Myrta Merlino de La7, rea di aver trasmesso nel corso del suo programma “L’aria che tira” nella stessa clip la manifestazione della “Staffetta della Pace” di domenica scorsa organizzata da lui, con quella dei filo-russi in corteo a Roma nello stesso giorno.

Ha minacciato addirittura querele, era infuriato e ha attaccato il telefono in faccia alla collega dopo che, guarda gli scherzi della destino, aveva chiesto in diretta di intervenire, come era capitato a lui stesso con Berlusconi ai bei tempi dell’epopea del Cavaliere a Palazzo Chigi, per protestare e non concedere con sprezzo replica all’interessata. Io sono io, tu chi cazzo sei?

C’è da comprenderlo Santoro per tanto nervosismo, la “Staffetta per la pace” che doveva attraversare l’Italia da nord a sud, da Bolzano a Lampedusa per unire tutta la penisola in una grande manifestazione pacifista, non ha rispettato le aspettative dell’ideatore, a conferma che il carisma è tramontato.

Nonostante il sostegno del sodale Marco Travaglio e del suo “Fatto”, le ospitate da Gruber, Floris e qualche televisione privata minore, la partecipazione è stata scarsa.

Forse il fatto che proprio tra la notte di sabato e domenica, giorno della ‘catena umana’ per la pace, tutta l’Ucraina abbia subito uno dei più pesanti bombardamenti dell’Armata rossa, ha spinto molti a restarsene a casa a rimuginare sulle proprie convinzioni.

Dicono quelli del ‘Fatto’ che, nelle varie piazze, hanno partecipato oltre ventimila persone, ma molte di più quelle collegate via smartphone e sul web. Vai a controllare.

Quel che resta è che l’evento è stato essenzialmente ignorato, nessuno ne ha dato conto, ed è difficile pensare che sia solo ostracismo nei confronti di un vecchio guru alla frutta.

Molto probabile, invece, che la gente non apprezzi quella visione e che pensi che le cose siano molto più complesse di come vengono rappresentate. La saggezza popolare per molti snob, purtroppo, continua a essere una nobile sconosciuta.

1 Comment

  1. Andrea ha detto:

    Articolo infimo, che ribalta su se stesso la critica a Santoro! Palesemente di parte, come Santoro. E non è chiaro quale delle due sia più in malafede…

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