

di Peppe Papa
Mario Draghi è tornato, o meglio non se n’è mai andato e pur non ricomprendo più alcun incarico istituzionale, continua a dispensare analisi, consigli ed esporre la sua visione del futuro, invitato dai più prestigiosi consessi internazionali che si svolgono nel mondo, dove non perde mai occasione di lanciare ammonimenti.
Che puntualmente colgono nel segno e sono difficili da confutare, riconoscendogli l’autorevole terzietà e il rispetto che si deve a un vero leader. Sarebbe, insomma, un perfetto presidente degli Stati Uniti d’Europa se ci fossero le condizioni, anche se non è detto che le sorprese riservate dalla Storia non le rendano possibili molto prima di quanto si immagina. Intanto lui c’è.
Questa volta il messaggio lo ha lanciato da Parigi dove, ospite d’onore del “World investment forum di Amundi”, è stato chiamato a parlare di fronte a una platea di grandi investitori globali. Intervistato dall’ad di Amundi, il colosso del risparmio francese, Valérie Baudson ha sciorinato la sua ‘dottrina’, toccando tutti i principali temi politico-finanziari dello scenario internazionale, con una particolare attenzione al destino dell’Europa.
E’ partito dalla Bce, di cui è stato indimenticato presidente, colui che “ha salvato l’euro”, promuovendo sostanzialmente l’operato della banca centrale di Francoforte sui tassi e l’inflazione. “Non ho consigli da dare ai vertici della Bce – ha spiegato – è molto sensato che le banche centrali continuino a combattere l’inflazione come stanno facendo finora”. Anche a proposito dell’ancoraggio al 2% che a suo avviso non deve essere toccato.
“Anche a me chiedevano ogni volta di cambiarlo quando l’inflazione era a zero – ha raccontato – Ma non lo abbiamo mai fatto allora non vedo perché farlo ora: se cambi perché non sei in grado di raggiungere gli obiettivi – ha avvertito – la tua credibilità è intaccata”. Parole che alla Lagarde saranno sicuramente piaciute, anche per lei una gioia ogni tanto ci sta.
Poi è passato all’Europa, la sua fissazione, la cosa cui tiene di più intuendone l’importanza sul piano geopolitico e finanziario planetario. Una ‘grande casa’ in grado di competere ad armi pari con i principali player del mondo globalizzato.
Ha “esortato” i politici europei a “lavorare per la nuova Europa, è questo il momento” rimproverandoli per la mancanza di consapevolezza di questa urgenza.
“In molti Paesi come in Italia e Francia – ha affermato – molta gente pensa che vada bene fare qualcosa qui e là, andando avanti con un approccio incrementale. Ma c’è un fattore nuovo – ha rimarcato – ed è che l’Europa nella sua storia non ha mai avuto così tante questioni sovranazionali da affrontare”. Transizione energetica, il bisogno di una difesa unita e forte, i flussi migratori, l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione.
“Sono tutte sfide che i Paesi membri non possono affrontare da soli – ha insistito – e il modo in cui le gestiranno insieme, con un metodo di decisione condiviso, definirà la strada che prenderà l’Europa. O siamo capaci di ridefinire politicamente l’Europa o dovremmo abbandonare ogni sogno di Unione, restando un mercato comune, il che va bene ma è un ritorno al passato”.
Occhio, intanto anche all’economia con il ‘Vecchio continente‘ che deve prepararsi all’immane esborso di risorse per affrontare queste sfide con il peso delle politiche fiscali determinanti. Il deficit dei Paesi sarà più alto “e anche il livello dei tassi lo sarà, e saranno problemi per i gestori dei conti pubblici”, ha previsto. Serviranno, dunque, competenze e capacità di azione per evitare il peggio, gli interessati comincino a studiare.
Infine il capitolo guerra sul quale Draghi non ha mostrato tentennamenti rispetto a quello che ha sempre sostenuto. Battere la Russia sul campo è l’imperativo per “preservare l’unione politica dell’Europa” che in caso di sconfitta “non ci sarebbe più”.
“L’Ue è stata creata sui valori di libertà, protezione dei diritti umani e solidarietà – ha ricordato – tutti questi valori sono stati violati da Putin” con il quale vanno chiusi i conti una volta per tutte. Applausi.
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Il professore DRAGHI ECCELLENZA INTERNAZIONALE