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Avviso di sfratto alla Schlein: i riformisti Pd battono un colpo e presentano il loro correntone

A Cesena è in corso la convention di “Energia Popolare”, il nuovo soggetto politico interno presentato dal presidente del partito, Stefano Bonaccini con la benedizione di Romano Prodi

di Peppe Papa

La luna di miele di Elly Schlein con il partito, vale a dire l’apparato militante dell’organizzazione, è finita. Il Pd che aveva vinto i congressi in grande scioltezza e perso, altrettanto in scioltezza, le Primarie ha ripreso l’iniziativa mandando un chiaro segnale alla leader, avvertendola che il tempo è scaduto, non si vedono risultati e i matrimoni possono pure finire.

A Cesena è in corso la convention di “Energia Popolare”, il nuovo correntone riformista messo in piedi dal presidente del partito, Stefano Bonaccini, lo sfidante alla segreteria sconfitto dalla Schlein, che ha avuto nella prima giornata come ‘guest star’, Romano Prodi nella parte del padre nobile, del vecchio saggio e emblema dell’Ulivo, la massima espressione dell’unità del centrosinistra finché e durata.

Alla kermesse tutti principali esponenti del fronte liberale, cattolico, socialista a partire da Lorenzo Guerini che ha portato con sé gli amici di Base riformista, la vecchia guardia renziana rimasta nel partito dopo la scissione.

Piero Fassino, Graziano Delrio, Pier Luigi Castagnetti, il vituperato Piero De Luca in ‘rappresentanza di papà Vincenzo, Gianni Cuperlo, il ‘comunista mite’, messo alla porta dalla fondazione del partito e sostituito dalla segretaria con Nicola Zingaretti.

Il lungo intervento di Prodi ha spaziato dalla crisi geopolitica, alla globalizzazione, dalla sfida della potenza cinese, al ruolo degli Usa, il futuro della Ue di cui auspica la massima integrazione, fino ai problemi più spiccioli della politica nazionale, bacchettando il partito.

Il populismo non è un evento casuale – ha detto – ma il rifugio del popolo che non trova casa e non l’ha trovata neanche nel Pd che in 15 anni ha perso metà del suo elettorato”. “C’è bisogno di parlare con tutti gli italiani – ha affondato – un viaggio in pullman non basta, oggi nessuno si fermerebbe alle fermate”.

Una affermazione impietosa, ma anche l’invito a ricercare l’unità, a insistere su battaglie come quella per il salario minimoassolutamente da continuare”, la sanità, l’immigrazione, l’ambientalismo, tenendo però a bada il radicalismo spinto e spesso inconcludente.

Il riformismo è indispensabile, accompagnato da una certa necessità di radicalismo – ha concesso – che poche settimana fa in famiglia avremmo definito radicalismo dolce”. Un richiamo al moderatismo, insomma, per non perdere di vista le cose che si possono fare concretamente.

Esattamente quello che alla neo segretaria non sembra stia riuscendo, aggiungendo sconfitte alle sconfitte e dimostrando scarse capacità di elaborazione politica e visione. Basterebbe a proposito, citare le tagliole in cui è andata a cacciarsi nella sua campagna di “estate militante” per avere un’idea dell’incapacità di incidere.

La prossima settima si voterà sulla gestazione per altri, il partito è assolutamente contrario, ma l’emendamento di Più Europa che la consentirebbe purché gratuita, ha spaccato i parlamentari dem. Lei sarebbe favorevole, ma non lo dice. Il risultato è che sicuramente non passerà, la maggioranza ha i numeri dalla sua parte per spuntarla, la cosa migliore sarebbe stata dare libertà di coscienza, evitando di fare brutte figure.

In Aula approderà la sfiducia alla Santanché, voluta fortemente da Giuseppe Conte e a cui il Pd si è accodato pedissequamente, sapendo di subire una sonora sconfitta, “un’idiozia” l’ha definita Carlo Calenda, e probabilmente ha ragione. Infine l’iconico “salario minimo”, una battaglia identitaria per un argomento serio che andava gestita meglio per non essere costretti a subire l’ennesima débàcle annunciata.

Ce n’è abbastanza per risvegliare il ‘mostro’ della ribellione interna, l’inizio di una nuova Intifada per ora solo annunciata, a mò di avvertimento. Gli interventi che si sono susseguiti all’assemblea di Cesena lo hanno certificato a cominciare proprio da Bonaccini, che ha richiamato il partito a “essere plurale e più aperto” e quindi “più grande e forte” dove, è evidente, non può bastare la rincorsa al M5S.

Cuperlo ha apertamente invitato, a suo modo, a rompere il velo di ipocrisia e annunciare la nascita della nuova corrente. “Fatela, riempitela di proposte – ha incitato – contro la pigrizia di un tempo che male sopporta la creatività del pensiero”, chissà se pensava al suo siluramento dalla Fondazione. Delrio più diretto ha ventilato l’avviso di sfratto: “Se il capocordata sbaglia strada, lo si deve dire o si precipita tutti”.

E Guerini è stato ancora più duro, confermando la necessità di “costruire un’area politicamente organizzata nel partito” ricevendo una valanga di applausi, poi attaccando: “Io questa dannazione della memoria non riesco più a tollerarla, è vero come dice Bonaccini che non bisogna segare il ramo su cui siamo seduti, ma ho qualche preoccupazione per l’albero, a partire dalle radici”.

La sfida alla Schlein è partita, sarà difficile fermarla se l’andazzo proto-massimalista della segretaria non cambia. Insomma, la festa è finita e le tocca prenderne atto. Il resto si vedrà.

7 Comments

  1. Lorenzo ha detto:

    È tutto previsto, quando in partito come il PD che ha già di suo mille contraddizioni interne, elegge il suo segretario con primarie aperte a cani e porci, non ci si può aspettare altro. Ora la Snchiner continui pure a fare la massimalista, i riformisti ringraziano.

    • Vincenzo ha detto:

      Spero davvero che la Schlein riesca a prevalere su questi finti riformisti, che con le loro politiche moderate, culturalmente subalterne alla destra conservatrice e lontane dai bisogni delle persone hanno quasi distrutto la sinistra e le idee socialiste in Italia, impedendo qualsiasi progresso civile e sociale. Sono proprio i Delrio, i Guerini, i Bonaccini e i vari compagni di merenda del Renzi del Jobs act ad aver fatto perdere milioni di elettori al nostro partito, loro e i vari capibastone alla De Luca, che in Campania ha prodotto solo disastri. Forza Elly.

      • Vito Pisano ha detto:

        E c’è ancora chi difende questa linea della Segretetoa della Schlein dopo i risultati questi ultimi 6 mesi ?
        La politica è intelligenza e misura, solo così si costruiscono, con il tempo, i successi, non slogan e tattiche movimentate quanto fallimentari !
        Siete stati in troppi troppo contenti quando questa outsider che avrebbe fatto meglio a rimanere nelle posizioni non di seconda schiera, ma più opportunamente in quelle di terza e di quarta , ha inaspettatamente vinto, imprimendo al partito una linea che andava in direzione opposta a quella di cui il PD aveva bisogno: i diritti civili ancora una volta preferiti a quelli sociali.
        Avete fatto sciocca e compiaciuta ironiaxquando dicevate che…” non l’avevano vista arrivare”, quanto vi è piaciuta questa adolescenziale battuta…
        Bene,…ora che l’hanno vista sembra proprio faccia schifo a un po’ tutti questo PD. eccetto che a voi..

  2. Gioacchino Assogna ha detto:

    È incredibile che la Schelin avendo vinto le elezioni primarie proponendo una linea più marcatamente di sinistra, gli si chieda di far propria quella dei gruppi che sono stati sconfitti.
    Certamente deve cercare di non escludere le posizioni della parte restante del Partito, ma non si può pretendere che debba rinunciare alle proposte su cui ha ricevuto il consenso della maggioranza.
    Altrimenti la democrazia non esiste.

  3. Vincenzo ha detto:

    Spero davvero che la Schlein riesca a prevalere su questi finti riformisti, che con le loro politiche moderate, culturalmente subalterne alla destra conservatrice e lontane dai bisogni delle persone hanno quasi distrutto la sinistra e le idee socialiste in Italia, impedendo qualsiasi progresso civile e sociale. Sono proprio i Delrio, i Guerini, i Bonaccini e i vari compagni di merenda del Renzi del Jobs act ad aver fatto perdere milioni di elettori al nostro partito, loro e i vari capibastone alla De Luca, che in Campania ha prodotto solo disastri. Forza Elly.

  4. Vito Pisano ha detto:

    E c’è ancora chi difende questa linea della Segretetoa della Schlein dopo i risultati questi ultimi 6 mesi ?
    La politica è intelligenza e misura, solo così si costruiscono, con il tempo, i successi, non slogan e tattiche movimentate quanto fallimentari !
    Siete stati in troppi troppo contenti quando questa outsider che avrebbe fatto meglio a rimanere nelle posizioni non di seconda schiera, ma più opportunamente in quelle di terza e di quarta , ha inaspettatamente vinto, imprimendo al partito una linea che andava in direzione opposta a quella di cui il PD aveva bisogno: i diritti civili ancora una volta preferiti a quelli sociali.
    Avete fatto sciocca e compiaciuta ironiaxquando dicevate che…” non l’avevano vista arrivare”, quanto vi è piaciuta questa adolescenziale battuta…
    Bene,…ora che l’hanno vista sembra proprio faccia schifo a un po’ tutti questo PD. eccetto che a voi..

  5. Vito Pisano ha detto:

    E c’è ancora chi difende questa linea della Segreteteria della Schlein dopo i risultati di questi ultimi 6 mesi ?
    La politica è intelligenza e misura, solo così si costruiscono, con il tempo, i successi, non slogan e tattiche movimentiste quanto fallimentari !
    Siete stati in troppi troppo contenti quando questa outsider che avrebbe fatto meglio a rimanere nelle posizioni non di seconda schiera, ma più opportunamente in quelle di terza e di quarta , ha inaspettatamente vinto, imprimendo al partito una linea che andava in direzione opposta a quella di cui il PD aveva bisogno: i diritti civili ancora una volta preferiti a quelli sociali.
    Avete fatto sciocca e compiaciuta ironia quando dicevate che…” non l’avevano vista arrivare”, quanto vi è piaciuta questa adolescenziale battuta…
    Bene,…ora che l’hanno vista sembra proprio faccia schifo a un po’ tutti questo PD, eccetto che a voi..

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