

di Serena Cirillo
Niente di meglio per dare il benvenuto al nuovo anno con allegria ed entusiasmo che la produzione spumeggiante e piena di brio “La gaîté parisienne”, recente frutto del genio creativo del coreografo Fredy Franzutti, sempre al passo coi tempi e in linea con gli eventi. Una ventata di vivacità che il “Balletto del Sud” porta in scena e trasmette al pubblico, replicando l’eccitante atmosfera della “Belle époque” parigina diffusasi presto in tutta Europa.
Il balletto, nuova produzione di un atto unico su musiche di Jacques Offenbach orchestrate da Manuel Rosenthal, comunica quella sensazione di febbrile attesa di tutto il “bello” che ci si aspettava dalla nuova era. Con animo positivo e fiducioso, il popolo d’Europa assisteva all’avvento della modernità post rivoluzione industriale, sicuro che avrebbe apportato benessere, progresso, libertà e emancipazione dei costumi.
Il nuovo stile di vita imponeva mondanità e divertimento, socialità in pubblico e non solo nelle dimore private. Si diffusero ristoranti, caffè, teatri, clubs e “Cafés Chantants”. Si assisteva ad una progressiva emancipazione femminile attuata da donne che prendevano sempre più consapevolezza della loro appartenenza alla società in quanto individui attivi.
Non più soltanto mogli e madri relegate al ruolo di angelo del focolare dipendente dal capo famiglia, cominciavano ad uscire di casa per lavorare, guadagnare ed essere indipendenti. Era l’epoca delle donne che finalmente prendevano parte alla vita sociale, culturale ed economica del paese.
L’epoca di Matilde Serao, giornalista napoletana che fu la prima donna a fondare un quotidiano, di Grazia Deledda, prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura e sempre impegnata nella lotta per l’emancipazione femminile, di Marie Curie, insignita del premio Nobel per la chimica nel 1903.
Ma è anche l’epoca delle “Chanteuses” (in Italia dette Sciantose) dei “Cafés Chantants”: donne libere, emancipate, che sceglievano autonomamente di lavorare nel mondo dello spettacolo e conquistare il successo con le loro doti fisiche.
Queste donne intende celebrare l’ultimo lavoro di Franzutti che è, più in generale, un inno all’emancipazione femminile che si stava diffondendo in un periodo storico in cui la crescente libertà dei costumi veniva vista come momento di riscatto e a volte persino promozione sociale.
La donna stava acquistando una nuova consapevolezza del proprio potere seduttivo, l’atteggiamento ammiccante non era da stigmatizzare ma da ammirare e perseguire come uno degli ingredienti per la scalata al successo.
“Il progetto ‘Gaîté parisienne’ (bella vita parigina, ndr) – spiega il Maestro Fredy Franzutti – nasce nel 2023 su commissione da parte del Conservatorio di Lecce per celebrare l’apertura dell’anno accademico. E’ ispirato alla coreografia originale di Léonide Massine del 1938, intesa come un revival della moda di inizio secolo che voleva raccontare la vita notturna durante la belle époque di una Parigi al centro di un grande fermento culturale in seguito all’Expo del 1900”.
“Si voleva celebrare il nuovo secolo – prosegue il maestro – caratterizzato dall’espansione economica, dalla fiducia nel benessere conseguente al progresso scientifico e dal divertimento sfrenato. La versione attuale del balletto – sottolinea – rievoca il 1900 come il secolo che ha visto il maggior numero di cambiamenti della storia e ha segnato l’inizio di una nuova era. E’ l’era della borghesia – conclude – nuova classe sociale che prende sempre più potere, ampiamente descritta nel romanzo francese dell’epoca, e della libertà generale che si estende rapidamente anche ai costumi generando un nuovo stile di vita”.
La decisione di riprendere questo spettacolo, ampliandolo rispetto all’originale con nuovi quadri, sapientemente arricchiti dalle scene di Francesco Palma, cade a pennello per inaugurare il nuovo anno. Impossibile non essere contagiati dall’allegria dei can can e dall’entusiasmo che i ballerini comunicano al pubblico.
La coreografia, brillante come la nuova vita a cui si affacciava l’Europa dell’epoca, a prima vista può apparire leggera, ma presenta notevoli difficoltà tecniche ben dissimulate dai professionisti del Balletto del Sud, perfettamente calati nei ruoli di spensierati avventori o Chanteuses dei famosi locali parigini.
Impossibile non restare rapiti dalle prodezze atletiche di Ovidiu Chitanu, solista da manuale, e dai passi a due dei primi ballerini Nuria Salado Fusté e Matias Iaconianni, di un’espressività intensa e tecnica impeccabile. Le danzatrici del corpo di ballo sono incantevoli e seducenti nell’interpretazione delle cancaneuses parigine; gli uomini energici e pieni di vitalità che esprimono con grandi salti, pirouettes, assoli e coreografie di gruppo.
La prima avrà luogo il 6 gennaio alle ore 18 presso il Teatro Apollo di Lecce. Seguirà la tournée e lo spettacolo sarà replicato il 14 al Teatro Comunale di Piacenza.
9 Comments
Articolo molto interessante che mostra una chiara preparazione storica di chi scrive , rendendolo più allettante alla lettura
La bella epoque è un momento storico molto interessante
Complimenti! Davvero interessante! Sarebbe bello da vedere. Chissà se sarà rappresentato anche a Napoli
Adorerei poterlo vedere a Napoli!
purtroppo non è stato venduto ai teatri napoletani, insistiamo per il futuro!
L articolo è molto bello reso scorrevole dalla mano che lo ha redatto con una descrizione quasi visiva.Indubbia la professionalità della Dott.ssa Cirillo.
GRAZIE!
Un bello spettacolo in una città deliziosa!
Una descrizione leggera e davvero molto piacevole che fa venir voglia di correre a teatro. Momento storico estremamente affascinante. Sarei veramente curiosa di vedere come è resa possibile l’espressione dei temi trattati attraverso la danza.