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Tra due secoli e due millenni, il romanzo autobiografico di Cristiana Buccarelli

Un tempo di mezzo secolo” l’ultimo lavoro della scrittrice non è solo storia, ma la Storia. Presentazione del volume lunedì 15 alla libreria “Iocisto” a Napoli

di Serena Cirillo

Un tempo di mezzo secolo” non è solo una storia, ma è “la Storia”. La storia di tanti che, come noi, hanno vissuto a cavallo tra la fine del 1900 e l’inizio del 2000, quindi tra due secoli e due millenni. Il romanzo autobiografico di Cristiana Buccarelli, autrice sensibile, profonda, introspettiva ma anche molto attenta agli avvenimenti del mondo, diventa romanzo storico quando narra con precisione i fatti di cronaca attraverso i suoi ricordi, le chiacchierate con parenti e amici, le esperienze scolastiche e le ripercussioni che hanno avuto sulla vita quotidiana.

Chi ha almeno 50 anni si ritrova in questa narrazione, che da personale diventa universale. Rivede ambienti, abitudini, tradizioni, modi di vivere e di pensare di un’umanità testimone di cambiamenti epocali che hanno portato ad una rapidissima evoluzione della società. Si tratta di una generazione che è approdata ad un mondo completamente diverso da quello in cui ha mosso i primi passi e cominciato a sperimentare la vita.

Questo passaggio nel libro di Buccarelli è spiegato in maniera meticolosa, ma allo stesso tempo con leggerezza. I fatti di cronaca fanno da sfondo permanente alla storia personale e non possono, almeno in una certa misura, non condizionarla. Troviamo lo stupore e lo sgomento di una bambina alla notizia del delitto Moro, di cui solo più tardi comprenderà la tragicità, con l’immagine della sua foto rimasta impressa per sempre nella memoria degli italiani.

Percepiamo il senso di vuoto e di catastrofe avvertito dalla stessa bambina quando le raccontano della strage di Bologna, l’euforia provata, comune a tutta la collettività, per la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio. Atterrita dalla minaccia di una guerra nucleare, riporta questa brutta sensazione nel suo diario personale in seguito ai discorsi dei professori a scuola, alternando sempre l’attenzione per i fatti di cronaca alla dedizione per la lettura; dei classici della letteratura italiana e straniera che le fanno sempre compagnia, sostenendola nel suo percorso di crescita, forgiandone la personalità.

Giovane adolescente, si imbatte nell’omicidio di Giancarlo Siani, inevitabilmente a scuola si parla di mafia e da quel momento sviluppa un’ulteriore consapevolezza. Appaiono all’orizzonte concetti e parole nuove come “Stato-cuscinetto”, rimasti impressi per sempre nella memoria della sua generazione. Si palesa quella che fu tristemente definita “La peste del secolo”, l’Aids, che pure ha segnato un’epoca.  

Si assiste alla caduta del muro di Berlino e a tutti i cambiamenti che ne conseguono, al tempo stesso la protagonista rende partecipe il lettore delle proprie riflessioni su tematiche sociali come il maschilismo, le connivenze tra mafia e politica, l’avvento della tecnologia informatica e la contestazione della globalizzazione.

Nel frattempo la sua vita va avanti, finisce il liceo e per gli studi universitari si trasferisce dal suo paese natio a Firenze, dove la vita in autonomia definisce il passaggio all’età adulta, e infine a Napoli. Parla delle sue impressioni sulla città a cui è approdata con inusitata dolcezza: “Quando pronuncia la parola Neapolis, si distende davanti a lei qualcosa di azzurro e una luce marina pervade ogni cosa, una luce tenera viva e morbida che avvolge i palazzi, i vicoli, le chiese, i campanili, tutta la collina che digrada verso il mare. Forse questa città l’aspettava da sempre nella sua molteplicità”.

Cinquant’anni di storia rintracciati attraverso appunti di un diario personale, ricordi di vita vissuta e vecchie fotografie che, immortalando momenti del passato, la riportano con la memoria al periodo in cui sono state scattate e alle esperienze che testimoniano. E’ un romanzo che per coloro che hanno vissuto la transizione tra il ventesimo e il ventunesimo secolo, può risultare evocativo e celebrativo, mentre per le generazioni più giovani, che non hanno vissuto determinati eventi, può essere istruttivo ed educativo.

Può fornire preziosi spunti di riflessione ed essere utile a spiegare i cambiamenti sociali avvenuti e come hanno condizionato il panorama storico, politico e sociale attuale. Un racconto intimo e corale allo stesso tempo, la cui fluidità narrativa, accompagnata a uno stile elegante, pulito e vagamente poetico, rende la lettura scorrevole e piacevolissima.

“Un tempo di mezzo secolo” sarà presentato al pubblico lunedì 15 gennaio 2024, alle ore 18, presso la libreria “Iocisto”, piazzetta Aldo Masullo, a Napoli.

7 Comments

  1. Fabrizio ha detto:

    Sarà sicuramente un libro emozionante, da leggere tutto d’un fiato.

  2. Martina ha detto:

    Parole fanno venir voglia di immergersi in una storia di vita che, in un modo o nell’altro, è lo specchio di ognuno di noi.

  3. Enrico ha detto:

    Mi emoziona ripercorrere attraverso questo articolo così dettagliato ,il pensiero di aver vissuto questa meravigliosa epoca, il libro di sicuro interesse è un po’ la storia di chi come noi …c era .

  4. Antonio ha detto:

    Interessante…

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