

di Serena Cirillo
Quali sono i punti di contatto tra Napoli e Nairobi? Cosa spinge una talentuosa fotografa partenopea ad allestire una mostra nel quartiere prima malfamato ora reso famoso dal turismo e da tanta letteratura che lo vede protagonista, e, per di più a decidere di devolvere il ricavato della vendita delle foto alla Fondazione Malaika?
Carolina Tuozzi, pedagogista da sempre interessata ai temi dell’infanzia e alla storia geo-antropologica di Napoli, con una grande passione per la fotografia, ha raccontato le origini della sua ricerca artistica.
“Ero una bambina timida e riservata – ha ricordato – non chiedevo mai nulla ai miei genitori, ma spinta da un grande desiderio, per la mia comunione chiesi quello che mi sembrava il regalo più importante che potessi sognare, la mia prima macchina fotografica. Era una Polaroid che subito cominciai ad usare in maniera forsennata, e da quel giorno l’obiettivo è diventato un compagno di vita inseparabile”.
Con questo potente strumento riesce a coniugare la sua passione con i suoi interessi, ed ecco che il quartiere Sanità, dove lavora da quindici anni con i bambini in classi multietniche, diventa il soggetto preferito da immortalare.
La Sanità con la sua schiettezza e le sue contraddizioni, quartiere verticale, emblema della città verticale per antonomasia ove l’ascesa è, secondo l’autrice, metafora di vita. I suoi lavori infatti sono pieni di percorsi in salita che sembrano tendere al cielo, al divino, in linea con la religiosità intrisa di superstizione dei napoletani.
Lo scopo di Carolina è catturare l’immagine, immortalare un simbolo, comunicare attraverso quel simbolo. L’idea della mostra nasce per caso, dall’entusiasmo di Giuseppe Giovinetti, volitivo proprietario del bar “Sciò”, diventato ormai importante luogo di ritrovo e punto di riferimento per il quartiere.
L’amicizia con Carolina si sviluppa giorno per giorno, durante le pause della fotografa dagli scatti sul quartiere, complice qualche caffè preso al bar di Giuseppe, e si fonda su un interesse comune: cercare e mostrare a tutti il bello di un luogo spesso bistrattato e non valorizzato.
Giovinetti, noto per essere stato uno degli artefici della “rinascita” della Sanità in quanto promotore di tante iniziative volte al recupero del quartiere, si è impegnato personalmente in questa missione cominciando proprio dal suo locale. Il primo passo è stato chiedere l’autorizzazione per occupare con tavolini il vicolo antistante al suo locale, abbellirlo e renderlo fruibile mediante una serie di iniziative sociali e culturali.
“Da ricettacolo di micro-criminalità il vicolo è diventato uno dei salotti della Sanità – ha affermato orgoglioso Giuseppe Giovinetti – mi sono impegnato concretamente, giorno per giorno, sottraendo spazio al brutto per darlo al bello”. Affascinato dalle immagini ritratte da Carolina Tuozzi, offrirle il suo locale per allestire una mostra è stato automatico, motivati entrambi dall’amore condiviso per il quartiere in cui lavorano. Ma non è finita qui.
Il costante impegno di Carolina a favorire l’integrazione di bambini di varie etnie, religioni e ambienti più disparati, la porta a collaborare con la Fondazione Malaika di Mauro De Bettio, fotografo di fama internazionale che, colpito durante un viaggio di lavoro dai bambini di strada di Nairobi, ha scelto i loro ritratti come tema prevalente delle sue opere, decidendo prima di raccontarli, poi di agire concretamente per aiutarli.
Ed è così che la fotografa napoletana, spinta dallo stesso spirito umanitario e sostenuta dal proprietario del bar, ha stabilito di devolvere il ricavato della vendita delle sue opere alla fondazione del suo amico e mentore.
In un’atmosfera gioiosa e amichevole, la mostra è stata inaugurata sabato scorso e ha visto un’ampia partecipazione di conoscenti, amici, avventori occasionali, turisti, e soprattutto abitanti del quartiere. Le fotografie esposte hanno colpito anche gli altri fotografi presenti per la loro spontaneità e capacità comunicativa.
Salvo Zanca nella presentazione è stato preciso nel sottolineare il valore dell’esposizione. “In una città dove l’arte si respira ovunque, la cui bellezza è stata immortalata da illustri fotografi – ha sottolineato – Carolina è riuscita ad approcciare al rione Sanità col suo modo semplice, ma mai banale, illuminando il quotidiano di chi vive nel quartiere. Scatti semplici, ma che raccontano tanto”.
13 Comments
Il vostro interessamento per le mie fotografie ed il risvolto sociale della nostra iniziativa è davvero un grande soddisfazione per me! Grazie mille
Sono iniziative encomiabili per cui ritengo importante partecipare e dare un contributo. Grazie a te per esserti adoperata per la comunità
La fotografia come arte di comunicare un territorio in continua evoluzione…colori, atmosfere, emozioni e…quasi quasi…sembra di sentire i suoni del quartiere nelle foto di Carolina. Complimenti a lei e a Giuseppe per aver ideato tutto ciò! Ad Maiora!
Solidarietà e arte. In giro per la Sanità con le foto di Carolina . Bellissima iniziativa .
Da vedere
Riuscire a comunicare emozioni, pensieri e stati d’animo attraverso una fotografia è un dono che invidio a chi ce l’ha. Complimenti.
Ti consiglio di vedere la mostra, le foto sono davvero suggestive
Per me è stato molto bello riuscire a vedere la Sanità attraverso gli occhi di Carolina Tuozzi. Nel guardare le foto con il gioco di luci ed ombre ho percepito amore, passione, entusiasmo per la fotografia, curiosità per il mondo ed, in particolare, per il quartiere della Sanità. Sono rimasto piacevolmente colpito anche dall’operato di Giuseppe Giovinetti che contribuisce concretamente e rendere “bello” il quartiere della Sanità offrendo spazi di “salvezza” e mettendo al servizio del quartiere la propria passione. Molto anche bella l’unione delle passioni per la fotografia, la Sanità ed il mondo.
Entrambi fanno un kavoro encomiabile
Come genitore di Carolina non posso che essere orgoglioso della primogenita che si distingue con grande valore in tanti campi di approccio all’educazione dei minori con il suo contributo pedagogico e figurativo ( è diventata una bravissima fotografa che coniuga brillantemente con l’azione educativa in un quartiere difficile ma stimolante
Napoli è sempre stata è sempre sarà una città d’arte, una città che va ben oltre i banali clche’ della pizza e mandolino. C’è bisogno quindi di persone come Carolina, che con la sua arte sappiano puntare i riflettori sulla vera essenza della città, con immagini semplici che possano arrivare a tutti.
Le sue immagini sono semplici e dirette come lei, per questo così empatiche
Bellissima iniziativa e complimenti a Carolina Tuozzi per il tema scelto e per il suo vero spirito umanitario e a Serena che è riuscita a descriverlo perfettamente!
Grazie Rossana