

di Serena Cirillo
Rinasce a nuova vita la chiesa di San Potito, situata in via Tommasi 1, a pochissima distanza dal Museo Archeologico Nazionale. Per festeggiare il suo nuovo look un evento che ha coinvolto personalità famose a livello internazionale nel campo dell’arte (musica e teatro), del cinema, del giornalismo, e dell’architettura.
L’inaugurazione della chiesa, finalmente restituita alla comunità e resa fruibile in toto, si è tenuta martedì 23 aprile, giusto in tempo per l’attesissimo “Maggio dei monumenti”, appuntamento annuale che vede la città di Napoli gremita di turisti di ogni parte del mondo perché è l’unico periodo dell’anno in cui si possono visitare tutti i monumenti della città, anche quelli a cui normalmente non è possibile accedere.
La chiesa di San Potito fu edificata nel 1615 e annessa al preesistente monastero di monache brasiliane, ad opera dell’architetto Pietro De Marino, nell’area che aveva ospitato cisterne per la conservazione del grano. Durante la presenza francese a Napoli San Potito, come tante altre chiese, fu spogliata di molte delle sue opere d’arte ed il convento fu adibito ad alloggi per le truppe, dopo aver trasferito le monache a San Gregorio Armeno.
Successivamente, al ritorno dei regnanti di casa Borbone, la chiesa venne affidata alla Congrega degli Ufficiali di Banco, mentre dopo l’Unità d’Italia il monastero venne convertito in caserma dei Carabinieri che persiste tuttora. Nelle cappelle laterali è possibile ammirare dipinti di importanti pittori come Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Pacecco De Rosa e Giacinto Diana, eseguiti tra la seconda metà del 1600 e la fine del 1700.
Il primo intervento di restauro ebbe avuto luogo verso la fine del 1800, ma dopo il terremoto del 1980 la chiesa, sempre di proprietà dell’Arciconfraternita dei Bianchi Cinturati di San Potito, rimase chiusa mantenendo attivi solo i locali della sacrestia utilizzati per gli uffici dell’Arciconfraternita.
Finalmente nel 2018, grazie alla determinazione e alla caparbietà del maestro di canto Carlo Morelli, la chiesa cominciò a rianimarsi. Il Maestro, mosso dal desiderio di trovare una collocazione all’associazione “Ad alta voce”, da lui diretta, e sapendo che in città esistevano molte chiese inutilizzate, si rivolse al Cardinale Crescenzio Sepe.
Colpito dal nobile intento di creare un’accademia musicale per la formazione di ragazzi, con particolare attenzione a quelli disagiati, il Cardinale gli affidò in comodato d’uso la maestosa chiesa di San Potito, grande, bella, ma in pessimo stato.
Il Maestro, già direttore del coro giovanile del teatro San Carlo di Napoli, instancabile e volitivo, si adoperò in prima persona, seguito dai suoi ragazzi, in una prima pulizia in modo da renderla fruibile, e creò l’associazione, presto accreditata come ente di formazione presso la Regione Campania.
L’occasione d’oro venne dalla Legge 160/2019, quella definita “la legge del bonus facciate”, in virtù della quale era possibile usufruire di particolari agevolazioni per la ristrutturazione di edifici, e il maestro Morelli pensò di approfittarne. Dopo l’approvazione del finanziamento e grazie alla preziosa collaborazione dell’architetto Daniela Rinaldini, responsabile del progetto per conto dell’Arciconfraternita, il restauro ebbe inizio nel 2021.
Oggi lavori sono terminati e la chiesa è stata aperta al pubblico. Per l’evento inaugurale è stato proposto un programma ricco di arte e cultura condotto dal giornalista Rai Giovanni Occhiello. Dopo i cenni storici sulla chiesa da parte di Morelli e Rinaldini, che hanno illustrato anche i progetti per il futuro, c’è stata la presentazione del romanzo autobiografico dell’attrice Gaia Zucchi dal titolo “La vicina di Zeffirelli”.
L’autrice ha raccontato per sommi capi il contenuto del suo libro, intervallando la narrazione con la lettura dei brani, intensa e struggente, da parte dell’attore Andrea Di Bella. La descrizione delle molestie sessuali sul luogo di lavoro è stata precisa e dettagliata, ma priva di volgarità, incentrata piuttosto sull’introspezione psicologica della vittima e del carnefice con una notevole capacità narrativa.
Ad arricchire la serata ci sono stati intermezzi musicali a cura di Mariano Lambiase (voce e chitarra) e Andrea Sensale (chitarra), che hanno interpretato dei brani della canzone classica napoletana, e di tre ragazze del coro dell’Associazione Ad Alta Voce.
L’evento si concluso tra gli applausi di un folto pubblico che ha riempito la chiesa nonostante la sua vastità e la grande soddisfazione degli organizzatori. Il Maestro Morelli ha precisato che d’ora in poi lo spazio sarà messo a disposizione della cittadinanza per eventi di interesse culturale o formativo a titolo gratuito, offrendo così un servizio di rilevanza sociale per la città di Napoli.
4 Comments
Sempre molto professionale la D.ssa Cirillo.
Molto interessante.
La chiesa è uno dei gioielli nascosti di cui la nostra città è piena
Grazie, spero cheni muri articoli siano utili ai lettori