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“Babylon, da esotico a esoterico”: l’evoluzione della moda secondo i ragazzi dell’Accademia Iuad

Suggestiva la sede e la location, non da meno la mostra, allestita per esporre le opere di oltre trenta studenti dell’Institute of Universal Art e Design di Napoli e Milano

di Serena Cirillo

Suggestiva è la sede, suggestiva è la location, il contesto circostante, e non è da meno la mostra dal titolo “Babylon: da esotico a esoterico”, allestita per esporre le opere di oltre trenta studenti dell’Iuad (Institute of Universal Art e Design) di Napoli e Milano.

La sede dell’esposizione è il Musap (Museo Artistico Politecnico), che occupa il secondo piano di Palazzo Zapata in piazza Trieste e Trento, a pochi metri dalla famosissima piazza Plebiscito, di fronte al Palazzo Reale e al Teatro San Carlo e proprio accanto allo storico caffè Gambrinus.

Per questa settimana le sale del Musap, che già ospitano una magnifica collezione permanente di dipinti, sculture, fotografie, volumi, documenti, accessori e arredi d’epoca che ricostruiscono la storia di Napoli dalla Bella Epoque all’arte contemporanea, saranno ulteriormente arricchite dalle creazioni dei ragazzi dell’Iuad.

Il tema assegnato dai docenti dell’Istituto diretto dal preside Michele Lettieri e dall’Archivio Mazzini, cambia ogni anno, e stavolta il focus dell’evento “Babylon” è l’ispirazione dell’esotico nella moda italiana e occidentale del ‘900 e come questa tendenza ha influenzato e trasformato lo stile rendendolo a volte eccentrico, ma comunque denso di significati.

Ogni studente ha dato un’interpretazione personale al tema “da esotico ad esoterico” liberando la propria creatività ed offrendo spunti molto originali. I modelli proposti evocano terre lontane, antiche leggende, personaggi storici o letterari entrati a far parte del mito.

Tra questi si notano l’abito “La bella époque di Isadora”, creato da Tresi Di Domenico e Morena Granato, ispirato a Isadora Duncan, danzatrice che ha operato una rivoluzione cambiando per sempre il balletto e dando origine a quella che poi sarebbe diventata danza contemporanea.

La lunga sciarpa di seta con perline ricamate a mano è il simbolo della sua tragica morte che l’ha resa ancor di più personaggio da romanzo. Un romanzo per eccellenza è evocato dall’abito di Nadia Soria, che ricorda la Russia degli Zar, Anna Karenina e le eroine del balletto classico.

Icaro”, di Aurora De Vivo e Francesco Paolo Fierro, è un abito monumentale con bustino e ali in vetroresina oro che, come suggerisce il nome, rimanda al mito di Icaro e simboleggia il sogno fantastico di volare e l’aspirazione concreta di superare i propri limiti.

Di ispirazione naturalistica è il modello “Iris” di Annarosa Boccia, imponente abito-scultura in seta con un Iris gigantesco dipinto a mano dalla stessa stilista. Il tipico fiore neozelandese è stato scelto in quanto icona di esotismo, ma anche erotismo e passione.

Numerose sono le citazioni alle dinastie imperiali cinesi o ai Samurai giapponesi, evidenti nei modelli in stile orientale, semplici e rigorosi ma arricchiti da preziosi dettagli. Uno dei più ricchi è senza dubbio il modello di Roberta Oliveri, sontuoso abito in shantung viola e organza bianca col corpetto completamente rivestito da bottoni gioiello.

Abito degno di una regina delle fiabe la cui creazione ha richiesto mesi e mesi di ricerca e lavoro certosino. La stilista ha raccolto ovunque antichi bottoni preziosi, mettendone insieme più di 200, acquistati o donati, ognuno dei quali ha una storia. Per impreziosire ulteriormente il capo, Roberta ha bollito l’organza creando un effetto stropicciato ad arte e vi ha cucito all’interno minuscoli bottoni gioiello.

Anche per la mostra di quest’anno l’Istituto si è avvalso della collaborazione degli Archivi di Ricerca Mazzini di Ravenna, custodi di un tesoro composto da più di 400mila capi di abbigliamento e accessori, che per l’occasione hanno prestato modelli di grandi nomi della moda come Giorgio Armani, Jean Paul Gaultier, Romeo Gigli, Roberto Cavalli e Issey Miyake.

Durante una delle giornate, gli studenti hanno partecipato ad un incontro con Fausto Puglisi, direttore creativo di Roberto Cavalli e si è tenuto un workshop gratuito sugli accessori dal titolo “Babylon – con gli occhi di Guido”. La prima serata è stata allietata dalle note della violinista Sofia Di Somma, allieva del corso di perfezionamento per professori d’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano e del chitarrista Gianluca Marino.

L’evento, ad ingresso gratuito, è sostenuto dall’Unione Europea, il Ministero dell’Università e della Ricerca e Italia Domani nell’ambito del Gran Tour Afam 2024-2026. E’ possibile visitare la mostra fino al 1° luglio dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 19, presso la fondazione MUSAP, piazza Trieste e Trento n.48, (2° piano) Napoli.

1 Comment

  1. Antonio ha detto:

    Peccato non poter esserci….

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