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Il mito di Rocky Balboa diventa un musical, ed è subito un successo

Dopo il grande consenso di pubblico e di critica riscontrato a Torino, Trieste, Milano e Roma, lo spettacolo approderà a Napoli al teatro Augusteo in aprile

di Serena Cirillo

Una storia di riscatto, il sogno americano. Una tematica universale, un film di grandissimo successo, “Rocky”, forse quello che ha dato origine al maggior numero di sequels della storia, tanto da ispirare un musical. L’idea è stata di Luciano Cannito, regista e coreografo che, dopo una carriera costellata di successi con coreografie di balletti classici, da un po’ di tempo sorprende sempre di più il pubblico con i suoi meravigliosi musical, riscuotendo consensi unanimi.

Dopo i titoli: Un americano a Parigi, La bella e la bestia, Cabaret, Sette spose per sette fratelli, Saranno famosi, la stagione teatrale 2024-25 ha visto la nascita del musical “Rocky” tratto dall’omonimo film americano del 1976 vincitore di tre Oscar, un Golden Globe, un David di Donatello e sei nomination.

La trama del film riprende dei temi molto popolari. Rocky Balboa, trentenne italo-americano, è un pugile mediocre della periferia malfamata di Philadelphia che sbarca il lunario lavorando come esattore per il gangster del quartiere, Tony Gasco. Corteggia senza esito Adriana, la sorella del suo amico, nonché sfigato ammiratore, Paulie Pennino, la quale infine accetta di uscire con lui dietro insistenza del fratello finché i due si fidanzano.

La vita modesta di Rocky procede senza scosse fino a quando non arriva la svolta: per un caso fortuito gli capita l’occasione di poter sfidare Apollo Creed, campione in carica dei pesi massimi, che, dapprima titubante, poi accetta, spinto dalla determinazione di uscire dalla sua condizione modesta. Per Rocky inizia un periodo di allenamento durissimo, aiutato dal suo vecchio allenatore, che gli fa anche da manager, e dal fedelissimo amico Paulie.

Privo di risorse finanziarie, di attrezzature idonee, di allenatori quotati o programmi vincenti, Rocky può contare solo sulla sua forte motivazione e ritrovata ambizione, scaturite dalla voglia di riscatto del ragazzo povero e dall’amore per Adriana, che gli dà la grinta necessaria e la voglia di migliorare la sua situazione socio-economica. Il match diventa una guerra e si protrae per 15 riprese. Alla fine Creed conserva il titolo per decisione dei giudici, ma il vero vincitore è Rocky, acclamato dal pubblico e dalla stampa come nuovo idolo della boxe.

Nel musical il ruolo del protagonista è interpretato da Pierpaolo Pretelli, ballerino, cantante, attore rivelazione del momento, che coglie l’occasione per dimostrare notevoli attitudini artistiche, trascurate nelle produzioni televisive che lo hanno reso famoso come “Il grande fratello” o “L’isola dei famosi”.  Adriana è interpretata da Giulia Ottonello, cantante, attrice e ballerina, che ha entusiasmato il pubblico con la sua straordinaria voce da soprano e un grande pathos drammatico meritando lunghissimi applausi a scena aperta.  Le coreografie originali, firmate da Luciano Cannito e Fabrizio Prolli, perfettamente funzionali alla comprensione della storia, rendono lo spettacolo sempre più coinvolgente.

Il musical conserva del film la colonna sonora, alla quale sono stati aggiunti altri brani, scritti per l’occasione da Lynn Ahrens e Stephen Flaherty con libretto di Tony Thomas Meehan, per adattare la sceneggiatura di Stallone all’ opera dal vivo. Ad aumentare la suggestione, le scene di Italo Grassi, che ha progettato il ring estremamente verosimile in cui si combatte il mitico match, e ultima scena, che consacra Rocky alla fama.  I costumi di Veronica Iozzi riprendono fedelmente lo stile dell’epoca e l’ambiente del sottoproletariato urbano in cui si svolge la storia. La direzione musicale di Ivan Lazzara e Angelo Nigro, e le luci di Valerio Tiberi completano lo spettacolo.

Dopo il successo strepitoso di pubblico e di critica che la produzione ha riscontrato a Torino, Trieste, Milano e Roma, il musical Rocky arriverà al teatro Augusteo di Napoli in aprile, e sicuramente non deluderà il pubblico partenopeo.

2 Comments

  1. Jesus ha detto:

    Noi 50-enni abbiamo potuto godere dell’energia fresca di questi film che nonostante la loro semplicità hanno avuto il merito di emozionare profondamente tutti

    L’autore attore Silvester, un geniale tamarrone

    Il mio pensiero va a sti poveri ragazzi di oggi confrontati alla mediocrità spirituale ed intellettuale di adulti e coetanei ululanti, ove l’arte genuina è miraggio remoto ed a cui restano due sponde di riferimento culturale: quella dei froci e quella dei fasci

    Adda passa a nuttat

  2. Fabrizio ha detto:

    Sono molto incuriosito da questa trasposizione di un classico della mia gioventù.

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