

di Serena Cirillo
Caravaggio, genio e sregolatezza, il fascino di una delle figure più discusse e maledette della storia dell’arte, rievocato da un artista altrettanto affascinante: Roberto Bolle. Debutta in Italia il 9 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino lo straordinario balletto “Caravaggio” di Mauro Bigonzetti, che vede protagonista l’étoile italiano, 6 danzatori solisti di fama internazionale: Maria Khoreva, Anastasia Matvienko, Ekaterine Surmava, Vania De Rosas, Gioacchino Starace, Ildar Young e un corpo di ballo creato per l’occasione composto da 24 giovani ballerini e ballerine free lance.
Oltre che interprete, Bolle è stato anche promotore del progetto, da instancabile sostenitore della necessità di fondere la danza con tutte le arti, comprese quelle figurative, coniugando la bellezza dell’armonia in movimento, la danza, con quella della staticità che immortala l’azione rendendola eterna, la pittura. E nessuno meglio di Caravaggio, pittore rivoluzionario per la sua epoca, poteva prestarsi a tale ambizioso confronto.
I suoi dipinti rendono in modo sorprendentemente realistico la dimensione umana, fisica ed emotiva delle figure che rappresentano. Volti dallo sguardo vivo, corpi potenti, muscolosi, drammatici proprio come quelli dei ballerini. Opere che sembrano prendere vita e prendono realmente vita grazie alla forza espressiva di Bolle e degli altri danzatori che lo accompagnano in questa creazione intensa e struggente.
La coreografia si ispira alle opere di Caravaggio, ma anche alla sua complessa figura di uomo e artista dall’ animo inquieto, introverso, che trovava espressione solo attraverso la sua arte. Si tratta dunque di un balletto psicologico e drammatico, in cui gli assoli e i passi a due descrivono il travaglio interiore, mentre le scene corali sono funzionali ad attenuare il pathos.
Un fluire continuo di pose ed esercizi di danza classica che sfociano in figure contemporanee. Corpi che vibrano nell’aspirazione costante a superare i limiti della natura, nella stessa tendenza alla perfezione che si riscontra nelle opere del genio del XVII secolo. Incantevoli i passi a due: quelli tra Bolle e le donne, in cui Khoreva e Matvienko interpretano rispettivamente la luce e il buio, allegoria dei volti contrastanti dell’artista, e quelli maschili tra Bolle e Starace, che disegnano le tipiche immagini caravaggesche di una virilità possente e realistica.
L’étoile scaligera mostra una maturità teatrale che lascia senza fiato, da cui è evidente come abbia assorbito lo stile classico-contemporaneo di Bigonzetti, apparentemente spontaneo ma che non lascia niente al caso. C’è una rigorosa cura del dettaglio sia nell’esecuzione dei passi legati, sia nel lavoro di braccia e mani. La stessa attenzione alla tecnica classica, senza nulla togliere agli slanci della danza contemporanea, è evidente nel corpo di ballo, i cui danzatori si muovono all’unisono come a sottolineare il dramma corale di un’epoca caratterizzata da forti contrasti.
Unica trovata scenografica di questa produzione è il ricorso alla “metadanza” con l’inserimento di una gigantesca cornice dorata in uno spazio sopraelevato rispetto al palcoscenico, in cui un danzatore ripete a specchio gli stessi gesti di Bolle/Caravaggio, azione che rappresenta in confronto tra l’uomo e l’artista. Dal “quadro” Bolle infine estrae un lungo drappo rosso, colore ricorrente nelle opere del genio e simbolo del sangue con cui si macchiò con l’omicidio.
Le musiche di Claudio Monteverdi, riorchestrate da Bruno Moretti, creano ulteriore suggestione. La scenografia è minimalista, affidata prevalentemente agli effetti luce di Carlo Cerri che riproducono in maniera sorprendente gli stessi chiaroscuri del geniale Maestro.
Una nota di colore nonché fonte di orgoglio per la Campania è la presenza nel corpo di ballo di un giovane napoletano, selezionato tramite audizione direttamente da Bolle: Valentino Neri, che si sta facendo notare e di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro.
Dopo la prima di Firenze, lo spettacolo sarà proposto a metà maggio a Milano, al teatro degli Arcimboldi, e in autunno a Torino.
2 Comments
Questa è un’ idea geniale! Bravissimo Bolle! Deve essere uno spettacolo entusiasmante.
Si, lui poi è sempre eccellente e si circonda di un corpo di ballo alla sua altezza