

di Vittorio Keller
Rimandata al mittente anche la richiesta di proroga della legislatura, fino alla primavera del 2026, per Vincenzo De Luca è giunta l’ora di tirare le somme, decidere se continuare a battagliare con il Nazareno, oppure acconciarsi a un accordo che gli assicuri una onorevole uscita di scena. Per il momento si gioca sull’attesa, sia da parte di Elly Schlein che del governatore campano, ufficialmente tutti i canali di dialogo sono aperti, ma senza costrutto. E non si sa a chi giovi di più questo stallo.
Di sicuro, tra i consiglieri regionali uscenti, tutti di fede deluchiana, comincia a serpeggiare l’inquietudine per loro, sapere che si prospetti un “rompete le righe” in tempi utili per organizzarsi, è importante. Si aspettano, insomma, che entro tempi ragionevoli, qualcuno ha parlato del 15 luglio, arrivi una chiamata da parte del presidente, una qualche convocazione di riunione, un’indicazione, una parola chiara.
In caso contrario, ognuno per sé, con il proprio destino da costruire. Le voci che circolano nei corridoi del Consiglio regionale sono più che semplici indiscrezioni, il malumore monta, un segnale di insofferenza che certamente è arrivato a De Luca. Che per ora tace e non sembra preoccuparsi. Intanto, a ingarbugliare di più la questione, è arrivata la notizia del passo indietro di Roberto Fico.
L’ex presidente della Camera del M5S, candidato alla successione di De Luca e da questi assolutamente avversato, dicono abbia deciso di tirare fuori il suo nome, divisivo, dalla contesa a favore di un altro esponente del Movimento, uno tipo Sergio Costa o Cafiero de Raho. Sarebbe difficile per l’ex sindaco sceriffo trovare un appiglio per mettersi di traverso, si aprirebbe, allora, un’altra partita e si salvi chi può.