
di Serena Cirillo
Un mito, un personaggio più che iconico, leggendario, si racconta in una biografia sotto forma di intervista dal titolo: “Mettetevi comodi; vita, peripezie e tutto il resto”. Renzo Arbore ha presentato il suo libro, scritto insieme al giornalista Andrea Scarpa, al Teatro Trianon di Napoli il 22 gennaio, davanti a un pubblico fedelissimo, tanto entusiasta quanto eterogeneo.
Amato da tutti, specialmente a Napoli, sua città di adozione che gli ha dato tanto e a cui ha dato tanto, Arbore l’ha scelta per la prima presentazione della sua biografia proprio perché qui ha vissuto gli anni più importanti della sua formazione. I napoletani hanno ricambiato l’affetto con un teatro gremito: 530 posti tutti esauriti già una settimana prima dell’evento.
Nel libro intervista Arbore racconta, con la sua proverbiale ironia, la vita rocambolesca intrecciando testimonianze pubbliche e ricordi privati: carriera, amicizie con personaggi iconici quanto lui, artisti che ha lanciato, storie d’amore ed esperienze di vita varie.
Tanti episodi inediti e aneddoti divertenti di un’epoca che dura da più di mezzo secolo, dal dopoguerra ai giorni nostri, il ritratto di un personaggio pubblico e allo stesso tempo di un paese, l’Italia, che dopo il boom economico ha vissuto anche anni bui, ma tutto narrato con leggerezza e ottimismo da chi ha avuto come suo motto: “Il sorriso fa bene ed è contagioso”.
Si parte dagli anni giovanili a Foggia, da quelle chiacchierate con gli amici bizzarre, a volte demenziali, frutto della noia (per sua stessa ammissione) di una vita semplice; conversazioni che poi ha portato in TV nelle sue trasmissioni dai format geniali e sempre nuovi.
Si continua con gli anni dell’Università a Napoli da studente fuori sede, importanti e formativi, anni in cui si è appassionato al jazz e alla canzone classica napoletana, che poi ha riproposto in una versione rinnovata, più ritmata e mescolata a sonorità diverse, con la sua celebre “Orchestra italiana”, fortunatissima formazione che va avanti da 30 anni e ha al suo attivo più di 1600 concerti in tutto il mondo.
Si parla del successo, arrivato nel 1970 con la trasmissione radiofonica “Alto gradimento” con cui, insieme a Gianni Boncompagni, ha stravolto la radiofonia italiana ed è stato precursore della figura del DJ. Per la prima volta è andata in onda una trasmissione con testi improvvisati, non preparati prima, conversazioni spontanee e interazione con gli ascoltatori.
Poi, un excursus da un successo all’altro con le trasmissioni televisive seguitissime e consacrate all’eternità nella memoria collettiva come “L’altra domenica”, “Quelli della notte”, “Indietro tutta”, che hanno portato il sorriso nelle case degli italiani rendendo Arbore il beniamino di un pubblico vasto e trasversale.
Per quanto riguarda la vita privata, lo showman non può fare a meno di ricordare nella sua biografia il grande amico di una vita: Luciano De Crescenzo. Ne ha parlato anche dal vivo, durante la presentazione, con un’altra amica storica: l’attrice e attuale direttrice del teatro Trianon, Marisa Laurito.
In una conversazione spontanea e divertente, hanno raccontato aneddoti esilaranti ripetendo molte battute di De Crescenzo, personaggio eclettico dall’ironia geniale, e ricordando tanti altri personaggi che hanno fatto parte della vita professionale e privata di Arbore.
Ad un pubblico sempre più coinvolto, divertito e a tratti commosso, hanno parlato dell’incontro con Massimo Troisi quando esordì in un locale semisconosciuto col trio “La Smorfia”, insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro e della successiva collaborazione; dell’amicizia col famigerato Gerardo Gargiulo (che citava anche in una pubblicità che lo vide protagonista negli anni ’90) e altri “ragazzi” della Napoli bene le cui famiglie lo accolsero con tanto calore quando era studente e con cui si è creato un legame indissolubile (alcuni di loro erano presenti in sala).
Da ottima intervistatrice e spalla, Laurito ha saputo porre le domande giuste, spesso provocatorie, ad Arbore, che, come un fiume in piena, ha parlato per circa tre ore fino a perdere la voce. Storie interessanti, divertenti, commoventi e pure edificanti, storie che parlano di un vero signore, intelligente e di grande umanità, una persona speciale; storie raccolte in una preziosa biografia da leggere tutta d’un fiato.