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A Torino, studenti-danzatori: nasce la University Dance Company e va subito in scena

Lo spettacolo “Ad Vitam”, andato in scena il 28 marzo negli spazi di “Officine Caos”, ha dato inizio al percorso professionale della Compagnia universitaria, sotto la direzione della coreografa e insegnante Carola Giarratano

di Serena Cirillo

Una bella sorpresa per gli appassionati di danza da parte del CUS di Torino, dove accanto alle discipline sportive è possibile praticare anche danza e da poco è nata una Compagnia: la University Dance Company. Lo spettacolo “Ad Vitam” andato in scena il 28 marzo negli spazi di “Officine Caos” ha dato inizio al percorso professionale degli studenti/danzatori della Compagnia universitaria, che finora si erano cimentati in progetti pilota sotto la direzione della coreografa e insegnante Carola Giarratano, esibendosi per lo più nell’ambito di manifestazioni sportive.

Grazie alla determinazione della vicepresidente del CUS Marcella Ioppolo, sostenuta dal presidente Riccardo D’Elicio, al CUS di Torino da un paio di decenni offre lezioni di danza con un’ampia scelta: classica, modern jazz, contemporanea, hip hop, tango, latino-americana). Gli studenti iscritti all’Università possono accedervi pagando una quota di soli 140 euro all’anno, gli esterni pagando una quota più alta.

Negli anni le richieste per i corsi di danza sono cresciute a livello esponenziale, tanto da dover assumere più insegnanti e attrezzare più sale; oggi gli iscritti sono circa 3000 tra interni ed esterni.  La svolta è arrivata con l’insegnante di contemporaneo Carola Giarratano, giovanissima, con una solida formazione nel balletto presto trasferita nella danza contemporanea lavorando nel corpo di ballo di Susanna Egri.

Tenace, poliedrica ed energica, rendendosi conto del seguito e delle potenzialità dei suoi ragazzi, ha avuto l’idea, con l’appoggio della vicepresidente, di fondare una Compagnia di Danza Contemporanea. Così nel 2022 è nata la University Dance Company all’interno del CUS, con 11 ballerini/studenti nel proprio organico, diretti nelle coreografie dalla stessa insegnante che, assorbita a tempo pieno dal nuovo lavoro, ha smesso di danzare per dedicarsi completamente alla coreografia.

Inizia con delle creazioni a livello sperimentale, una sorta di progetto pilota di spettacoli rappresentati per lo più nell’ambito di manifestazioni sportive. Nascono così: “Apolcalypse” nel 2023, che racconta l’uomo, la sua creazione e la sua distruzione; “M’Arcord” nel 2024, che rievoca un tempo e una società passati di cui si sente l’eco oggi; “En Plein Air” nel 2025, racconto del percorso umano incentrato sul valore della speranza.

E’ del 2026 “Ad Vitam”, il primo spettacolo più strutturato, messo in scena in uno spazio chiuso, le Officine Caos, con scenografie, luci e costumi a cura della coreografa Giarratano.” Ad Vitam” è un viaggio nella memoria di mente e corpo, un percorso tra i ricordi con presente e passato interconnessi che si intrecciano, la forza delle immagini evocative di sensazioni e sentimenti che restano per sempre dentro di noi.

Lo stile è il teatro danza ispirato alla grande Pina Bausch, genere in cui i danzatori del CUS hanno dato il meglio dimostrandosi artisti completi nel racconto che attraversa una vita.  Una donna anziana (interpretata in modo magistrale da Valeria Contarini) entra in scena e si sistema sul divano a guardare la televisione, che si rivela essere l’unico “ponte” con l’attualità e forse l’unica forma di relazione.

La solitudine è uno spettro che incombe, foriero di drammatici presagi; quindi, la donna si lascia andare ai ricordi del passato con un atteggiamento nostalgico, ma consolatorio. Un fascio di luce illumina, di volta in volta, ciò che è stata nelle varie fasi della sua vita. Matura, giovane, giovanissima, rivede le esperienze che ha vissuto e le persone che l’hanno accompagnata.

Tra tutti emerge il suo grande amore, futuro marito, con cui balla un valzer romantico che vede protagonisti la stessa Contarini con Emil Prazzoli, alternandolo con passi a due intensi e appassionati su coreografie contemporanee eseguiti da Matilda Buchan e Antonio Mosca.

La musica accompagna più di mezzo secolo di storia e geografia italiana: dalle canzoni tradizionali siciliane (terra di origine della Giarratano) come “Si fossi aceddu” di Paolo Buonvino e Simona di Gregorio, a “Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni, passando per “Two pieces for piano (1946) di John Cage. Molto coinvolti e perfettamente all’altezza i danzatori, tutti concordi nel manifestare gioia e gratificazione per questa formula che permette loro di passare dai banchi dell’Università al palcoscenico.

È quanto affermano Alice Abaldo (Scienze dell’Educazione), Matilda Buchan (Lingue), Martina Marchettini (Ingegneria Biomedica), Lucrezia Molinari (Filosofia), Gaia Villani (Chimica), Linda Ennio (Ingegneria Aerospaziale), Alice Ortelli (Filosofia), Emil Prazzoli (Architettura), Amelie Huc (Arti della Scena), che si è trasferita a Torino dalla Svizzera proprio per cogliere questa opportunità.

La pièce è un omaggio a mia nonna e ai suoi racconti –  afferma la coreografa – i ricordi emergono come tracce che il tempo non cancella” sottolineando che ciò che resta di una vita, accompagnandola e andando oltre, è la memoria, ed è fondamentale trasmetterla alle generazioni che si susseguono. Sala gremita e grande successo per la performance che sarà replicata in altre sedi. Agli studenti/danzatori e allo staff che li supporta non resta che augurare: “Ad maiora semper!

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