

di Peppe Papa
L’arte del compromesso è l’essenza della politica. È ciò che distingue chi prova a costruire da chi preferisce alzare muri. Matteo Renzi ne ha fatto una cifra costante della propria azione e, proprio per questo, si è attirato negli anni più di un’antipatia. Il problema, però, nasce quando ci si ostina a cercare un punto d’incontro con interlocutori che non hanno alcuna intenzione di ascoltare. È accaduto con Carlo Calenda. Sta accadendo, ancora di più, con Giuseppe Conte, uno dei suoi più irriducibili nemici. Ed è proprio su questo che molti, anche tra i suoi estimatori, faticano a seguirlo.
“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Mai proverbio è sembrato più azzeccato. Conte, ormai lanciato verso primarie di coalizione che è convinto di poter vincere, ha definitivamente calato la maschera. Sulla politica estera, ha chiarito, non esistono margini di trattativa, si fa come dice lui. Sull’Ucraina la linea è una sola: “basta armi“. Poi, con uno schema che ricalca quello già sentito da Trump, promette che, un attimo dopo aver messo piede a Palazzo Chigi, telefonerà prima a Zelensky per ribadire la solidarietà italiana e subito dopo a Putin per portarli al tavolo della trattativa diplomatica.
Con un leader che, su questo terreno, finisce per incrociare posizioni come quelle di Vannacci, Salvini e dei rossobruni di varia specie, e che sembra ormai convinto di essere destinato, perché ‘unto dal Signore’, a guidare il centrosinistra, lo spazio per una mediazione tende semplicemente a svanire. Conte sta giocando la partita della vita. Se conquista la leadership della coalizione, fa bingo e riscrive gli equilibri politici del centrosinistra entrando nella storia. L’uomo è ambizioso. Per questo tirerà la corda fino all’ultimo, anche a costo di spezzare definitivamente una alleanza già tenuta insieme più dalla paura di perdere che da una reale visione comune.
Il problema è soprattutto di Elly Schlein la quale, prova a minimizzare, smussa gli angoli, abbassa i toni, ma non può fingere che il macigno non sia lì davanti. La sfida lanciata da Conte riguarda anzitutto lei e la leadership del Partito democratico. Eppure, continua a rinviare la scelta che, prima o poi, sarà inevitabile: rompere oppure accettare che il Pd si trasformi nella nave di scorta delle ambizioni del leader del Movimento 5 Stelle, rinunciando definitivamente a quella centralità che avrebbe dovuto conquistare e che, invece, non è mai realmente decollata.
In questo scenario, Renzi prova a correrle in aiuto e ancora una volta a fare ciò che gli riesce meglio: cercare una composizione. Invoca un “conclave” del centrosinistra dove “si butta la chiave e si esce solo con un programma condiviso”. Poi propone le primarie, con candidati che abbiano, naturalmente, “spazio di manovra”, ed è pronto a candidarsi con una linea nettamente filo-Ucraina in alternativa a Conte. Ma aggiunge anche di essere disposto a “rimettersi al parere degli elettori” e ad “accettare il responso dei gazebo”.
Una posizione che, per quanto politicamente comprensibile, finisce per assomigliare a un raffinato esercizio di pilatismo. In sostanza: lasciamo decidere al popolo se preferisce Barabba o Gesù, “facciamo il tifo per Gesù e, se dovesse vincere Barabba, ce ne laveremo le mani”. È il prezzo che Renzi sembra disposto a pagare pur di non rompere il tavolo e conservare la possibilità di un’alternativa al centrodestra.
La domanda, però, resta lì, ostinata e senza risposta. Unire tutti può essere un obiettivo. Ma unire tutti per fare cosa? Per governare con quale politica estera, quale idea d’Europa, quale linea economica? Se il compromesso serve a costruire una sintesi, ha un senso. Se diventa l’alibi per convivere con posizioni inconciliabili, rischia di trasformarsi soltanto nell’anticamera della ennesima sconfitta.
1 Comment
Condivido tutto , M.Renzi ha sempre sostenuto che il candidato premier è quello del partito con più voti, E Schlein ! Peccato che Avs e M5s non vogliono Renzi in coalizione e una buona parte del Pd altrettanto. La ricerca ostinata del compromesso tra Conte e Schlein è stucchevole ed una perdita di tempo .