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Pd, il ‘giovane’ Sarracino parla da leader e bacchetta il partito: a Napoli il congresso provinciale subito dopo le amministrative

di Peppe Papa

Congresso subito dopo le amministrative, spazio a Napoli ad un nuovo gruppo dirigente e ritornare a parlare ai giovani come a tutti quelli che a sinistra non si sentono rappresentati dal sindaco attuale Luigi De Magistris, campione di demagogia politica e movimentismo mediatico. Poi annuncia le dimissioni da segretario dei Giovani democratici campani e attacca l’apparato che ha governato il Pd locale negli ultimi tre anni formato “da incapaci” che hanno portato il partito ai minimi storici e consegnato tanti comuni agli avversari di sempre e ai nuovi populisti. Così, Marco Sarracino, membro della direzione nazionale del Pd in quota Orlando e segretario dei Giovani democratici di Napoli nel corso di un colloquio con l’Agenzia di stampa DIRE. “Penso che andrebbe fatto un congresso a Napoli e provincia, magari subito dopo le amministrative – spiega – per aprire la strada a un nuovo gruppo dirigente e poi per mettere in campo proposte per la città perché in questo momento De Magistris occupa un vuoto politico lasciato dal Partito democratico. Questo non può essere tollerabile per la prima forza del Paese”. Poi chiarisce la sua posizione in merito agli incarichi di partito dando la notizia, peraltro attesa, delle sue dimissioni. “Sono segretario dei Giovani democratici ma solo fino al mese prossimo. Ho intenzione di dimettermi non in polemica per qualcuno ma per il lasciare testimone dopo 4 anni e mezzo di guida dei Gd di Napoli”. E’ giusto “lasciare spazio a nuovi ragazzi, un patrimonio che abbiamo costruito dell’organizzazione giovanile del Pd” spiega. E accusa: “In tante occasioni abbiamo anche sostituito quel vuoto che il Pd ha lasciato in città e in provincia di Napoli, penso alle Feste dell’Unità che il Pd non organizzava e alle liste dei Gd che eleggono ancora oggi consiglieri comunali in provincia. Questo patrimonio ha bisogno di un ricambio generazionale e di persone, che possono essere già oggi la nuova classe dirigente del Pd”. L’ingresso in direzione e una leadership consolidata tra i giovani democrat locali, dà certamente forza e credibilità ad una possibile candidatura al prossimo parlamento grazie ad una legge elettorale che avrà, comunque vadano le cose, un podio di nominati e lui certamente tra questi. E non si lascia sfuggire l’occasione, dopo anni di malcelato ‘silenziatore’ ad opera del gruppo dirigente locale e non solo, di bacchettare l’apparato mettendo nel mirino in primis Venanzio Carpentieri, segretario provinciale e ricandidato a sindaco di Melito dopo la sua disastrosa precedente esperienza (sfiduciato dal suo stesso partito e costretto a dimettersi). “In questi anni – sottolinea – abbiamo vissuto uno spartiacque tra persone capaci e persone incapaci, veniamo da tre anni in cui oggettivamente il Partito democratico ha perso tanti Comuni e mai c’è stato un dato in città così basso”. Quel “vuoto” lasciato dal Pd è stato colmato dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, “che ha un’impostazione movimentista che affascina moltissimo i giovani e poi è sicuramente un campione anche nella comunicazione. E’ vero che il Partito democratico ha smesso di parlare ai giovani – prosegue – ma questo è successo nel Paese non solo in città, e ha smesso di parlare a tanti settori. Questo è dovuto a una dinamica sicuramente nazionale perché abbiamo perso non solo Napoli ma anche città come Roma e Torino. Oggi abbiamo bisogno invertire completamente questa tendenza, dobbiamo dire a tutti quelli che non sono rappresentati da questo sindaco di Napoli, e sono tantissimi, di venire nel Partito democratico e sentirsi rappresentati da questo Pd”. Infine, perché non guasta, un riconoscimento, seppur innocuamente caustico, al segretario “di tutti”, Matteo Renzi. “Il cambio generazionale di Renzi? E’ stata un’operazione di marketing politico che però abbiamo apprezzato – dice – E’ un segnale positivo la scelta di inserire 20 Millennials in direzione nazionale”. Be’, come non dargli ragione. Ora però c’è da capire come fare per riavvicinare i giovani alla ‘bella politica’. Sarracino non sembra avere dubbi, beato lui. “Bisogna fare proposte concrete che possano favorire ricambi generazionali nei gruppi dirigenti – afferma – e poi risolvere quei problemi concreti di una generazione che da Napoli dal Sud va sempre più via. A loro bisogna dare risposte su lavoro, diseguaglianze, università e istruzione. Penso alle borse di studio e agli idonei non assegnatari, stiamo provando a lavorare per questo”. Appunto, provare, provare. Ottimo parlare per un giovane cresciuto a pane e politica che si appresta a diventare un rappresentante del popolo a Montecitorio.

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