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Pd, “Comitato 30” dei giovani del partito: esordio social e polemiche, partenza ad handicap

di Peppe Papa

Pronti a candidare uno dei loro al congresso, la proposta di ridurre a dieci il numero dei circoli del partito (uno per Municipalità) e la richiesta che il segretario non svolga il doppio ruolo anche di amministratore qualunque esso sia, ma che si dedichi una buona volta e per tutte solo all’organizzazione. E’ con queste – per il momento – tre indicazioni che si è presentato il neonato “Comitato 30” del Pd. Il 30 sta per la data in cui si sono svolte le ultime primarie che hanno incoronato Renzi segretario e per l’età media dei partecipanti. Insomma, i giovani democratici che provano a mettere la ‘testa fuori dal sacco’ con la speranza che sortisca l’effetto, in altre occasioni mancato, di dare una scossa al Pd locale ridotto ad uno stato prossimo alla morte clinica conclamata. Una nuova componente? “Perché no! – afferma Tommaso Ederoclite, ex membro della segretaria (dimessosi all’alba delle sconvolgenti primarie del Pd del 2016) e uno degli ispiratori dell’iniziativa – Contiamo di diventare riferimento delle numerose reti civili che operano sul territorio, delle esperienze politiche alternative che si muovono in provincia”. La pagina Facebook su cui hanno lanciato pubblicamente l’operazione ‘gioventù’si è immediatamente riempita di sostenitori, tutti con un unico mantra, la partecipazione e la guerra alle “maschere dei politici italiani” (cit. P.P.Pasolini). Una bella idea. Il problema è declinarla nel contesto politico attuale. Che è tutto, tranne che un verbo appunto declinabile. Ma loro ci provano ed è giusto dargli credito. Intanto, senza peli sulla lingua, hanno fatto chiarezza, al di là della retorica politica, sul congresso che prima di ottobre, nella migliore delle ipotesi, non può essere celebrato. “”Il segretario attuale, Carpentieri – spiega Ederoclite – dovrebbe convocare assemblea e commissione di garanzia, servono perlomeno 60 giorni per una decisione. Stiamo parlando praticamente del nulla”. Dunque c’è tutto il tempo per cercare di mettere in piedi una piattaforma da proporre per provare a mettere una pezza all’emorragia di consensi che sta falcidiando il Pd napoletano. La richiesta che arriva dai social, dove tutto è nato, è paradossalmente quella di ritornare a guardarsi negli occhi. “Ok, tutto bellissimo ma è previsto un momento di confronto dal vivo, come ai bei vecchi tempi? Una piccola assemblea dove potersi guardare in faccia?” , scrive ad esempio Gaspare D’Esposito, uno degli aderenti al gruppo Fb. La speranze è che gli diano ascolto, ma non è scontato in tempi di “furore mediatico”. Intanto, sono i cosiddetti “vecchi” (quelli da “rottamare” nell’accezione comune) che non ci stanno a sentirsi indicati, anche se sotto traccia, come responsabili del disastro con conseguente, ignominiosa uscita di scena. L’ex senatrice Graziella Pagano, combattiva come non mai, per esempio, non le ha mandate a dire a Luciano Crolla, insieme ad Ederoclite, animatore del gruppo il quale, senza riverenze, ha bollato gli attestati di stima ricevuti dai “vecchi compagni” in maniera sprezzante. “Sono molto commosso dagli accorati appelli di queste ore – ha scritto su Fb Crolla – di alcuni eterni piazzati, poveri pluriparlamentari, a vario titolo nominati, sempre in qualche modo sistemati. Piango e mi pento!”. “Mamma mia Luciano che toni – ha contrabattuto Pagano – non insultare la mia intelligenza. Chi sono i ‘poveri’ pluriparlamentari? – ha chiesto – Andiamo, su facciamo i nomi – ha sfidato – Se mi dai della pluriparlamentare ti mando a quel paese. Non mi offendo, anzi sorrido della tua acidità. Perché non ricordo di aver mai usato toni così grevi con te, o con nessuno degli altri amici del Comitato 30. Dopodiché come sai sono sempre stata eletta e mai nominata. La mia plurielezione me la sono guadagnata. Ti inviterei a usare toni diversi specie nei confronti di chi non ha mai fatto della volgarità la sua cifra politica e personale (parlo di me e di te) Immagino che Tommaso Ederoclite e Francesco Nicodemo e gli altri amici del Comitato siano d’accordo con me”. Sta di fatto che Nicodemo (il dominus renziano dell’operazione “verità generazionale”) non ha potuto fare a meno di intervenire per buttare acqua sul fuoco e cercare di stemperare le tensioni, mantenendo comunque un profilo terzo di tipo democristiano da prima Repubblica. “Raga’, vi voglio bene. Io non sono del gruppo (nessuno aveva dubbi a proposito, ndr), sono entrato perché mi avete taggato.Do solo un consiglio, ai napoletani di queste discussioni frega una mazza”. E’ chiaro! Da Roma nessun endorsement: arrangiatevi da soli. Ok! Grazie per l’aiuto.

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