

di Roberto Ziba Martucci
Archiviata la parentesi festival, mi sto preparando psicologicamente al nuovo capitolo, il terzo della saga tardo-scopareccia “Cinquanta sfumature di rosso”. Ovviamente non la vedrò, come non ho visto e tantomeno letto i due capitoli precedenti. Questo perché viviamo in un paese sempre più strano e contraddittorio, le informazioni ti arrivano anche di rimbalzo. Ogni giorno siamo aggrediti da notizie economiche catastrofiche, ci tartassano con lo spread con la pensione che non esiste più e la crisi che non ha mai fine. E sinceramente la vita è già abbastanza sadomaso che non ho bisogno di una dose aggiuntiva. Se proprio voglio farmi male, provo a non pagare la tassa auto per due anni così ci pensa lo Stato a farmi il culo a strisce. Troppi i problemi e noi italiani non riusciamo neanche più a fare sesso, mentre stai lì, rilassato ti tornano in mente le donne del potere come Angela Merkel: diventi euroscettico e ti si abbassa immediatamente il Pil e il tuo spread finisce sotto i piedi. Molti sessuologi, psicologi arrancano con le definizioni, ma non riescono a delineare questa sindrome da impotenza che in tanti hanno cominciato ad accusare. Cerchi un aiutino con i film spinti tipo le Sfumature, ma la cosa non ti aiuta. Tornando al film non posso che sorridere e pensare. Per venti minuti di erotismo esplicito, che sono registrati in un film che farebbero ridere il marchese de Sade, si è creata una serie di notizie decisamente preoccupanti. All’uscita dei primi due film alcuni quotidiani nazionali riportavano la notizia di persone che si erano recate al cinema vestite di latex o con manette e sex toys per festeggiare come si deve o essere più vicino ai personaggi tanto amati.
Inevitabile l’immaginazione naviga, fantastico. Lei che convince il compagno ad andare al cinema: “Amore ti prego vestiamoci in latex perché stasera ho strane intenzioni, voglio vedere le Sfumature, tu magari potresti indossare quel cappuccio che fa tanto schiavo, ti sta molto bene. Vedrai al multisala faremo scintille”. Ora non so se avete mai indossato qualcosa in latex, ma deve essere molto scomodo e poi sicuramente non passi inosservato (per chi ama questo genere su youtube c’è un tutorial che insegna a indossare materiale in latex ndr.).
Mi è piaciuto però anche immaginare la donna non giovanissima, poco documentata e che magari vedendo il titolo del film ha pensato si trattasse di un lungometraggio sulla gioventù passata, credendo che per sfumature di grigio s’intendessero quelle dei capelli. In sala, si siede, vede le prime scene del film, poi arriva il momento clou quello della costrizione della protagonista e pensa: “Certo mio marito era proprio un santo faceva di tanto in tanto qualche ‘apparizione’ senza troppi peccati e mi menava anche di meno”. Però, in realtà volevo solo soffermarmi su una riflessione: esiste già un tipo di film spinti che sono vietati ai minori e che hanno contenuti espliciti come quelli del fantastico Rocco Siffredi che ha fondato sui suoi centimetri in più un impero. Bene, il mitico Rocco, forse troppo distratto, non ha potuto vedere quello che accadeva a sua insaputa. Qualcuno approfittando delle non troppe sfumature ha confuso i due generi usurpando la nicchia dell’hard tanto cara agli amanti del sesso esplicito e senza troppi fronzoli, dove le battute sono poche e non c’è bisogno di tante pause e sguardi particolari.
Nei film del mito Siffredi non c’è tempo per le spiegazioni o giochi di ruolo. Semplice, alla fine arriva sempre lui, Rocco l’indomabile che schiva con maestria le pillole di Viagra come un samurai e senza colpo ferire se le tromba comunque sempre tutte. Le donne dei film hard sono sempre sottomesse come rapite da un piacere mistico e quasi religioso, s’inchinano tutte sotto il totem del mitico Rocco concedendo solo mugolii e piccole grida. Lui si che è un grande del mestiere. Non ha bisogno di corde e bendage vari, usa la forza di cui madre natura l’ha dotato per infliggere colpi di piacere. Le donne di Rocco sono bionde, more, nere, gialle e tutte molto spogliate e disponibili hanno un look tardo-trash o per spiegarci un mix fra la zoccola di periferia e l’escort verso la pensione. Non esiste conflitto razziale e tantomeno stato sociale, alla fine finisce sempre con la vittoria di Rocco che lascia tutti senza parole dalla prima all’ultima scena del film.
Nessuna si lamenta o ha dubbi esistenziali, Rocco doveva essere il vero protagonista delle sfumature altro che. Di fronte a venti centimetri in molte si commuovono ancora, in poche fanno marcia indietro. Il simbolo della virilità italiana nel mondo non molla anche quando è apparso ultimamente in tv con occhiali tondi segno di una forte miopia. Un segnale che ci fa pensare: anche i grandi invecchiano, o forse quando il prete ci diceva che toccarsi faceva diventare ciechi non avevano tutti i torti visto i culi di bottiglia che indossava lo stallone italiano. In tanti mi hanno riferito che forse i preti dicevano così perché poi volevano essere loro a toccare, ma questa è un’altra triste e oscura storia troppe volte raccontata e poche volte ascoltata. Bene le sfumature non mi preoccupano, tantomeno m’incuriosiscono. Spesso però mi fa incazzare l’ondata perbenista che hanno circondato e preceduto l’uscita di film considerato scandaloso.
Ignorare che esiste un mondo hard sul nostro pc alla portata di tutti è quanto di più stupido possa esistere al mondo. Se sbagli a digitare una parola ti ritrovi in un labirinto senza uscita di siti porno senza pudore e censura che offendono sempre tutti, ma che tutti guardano per mera curiosità o per abitudine e gusti sessuali. Non mi scandalizzano queste cose perché pur non essendo un nativo digitale, so cosa c’è nella rete e soprattutto conosco le trappole malefiche che si nascondono al suo interno. Non riesco a difendermi dai perbenisti incalliti che gridano allo scandalo se vedono una tetta in Tv e poi la sera vanno con le prostitute e con i trans.
Queste sono le stesse persone che giudicano un abominio l’omosessualità e come reato la ricerca di porno su internet. Da quest’ondata integralista bisogna salvare solo l’innocenza e la vita dei bambini, perché l’orco è dietro l’angolo e spesso si nasconde proprio dietro il velo omertoso di chi giudica troppo in fretta facendosi scudo con una falsa moralità. Forse in tutto questo esistono delle sfumature, ma io non le ho ancora capite, ma sono certo che sono più scure del grigio del nero e del rosso. Buona visione.
1 Comment
Sei un grande! Ciao, dEn!O