

di Peppe Papa
Governo giallo-verde alle porte, l’Italia a serio rischio di precipitare una ventina di anni indietro e non si intravede un briciolo di opposizione in grado almeno di arginare la folle deriva. Il Partito democratico, grande sconfitto alle elezioni dopo aver guidato il Paese per cinque anni, dovrebbe essere il faro per dimensione e struttura organizzativa di quel pezzo di società, quasi la metà della popolazione, che non si riconosce nella ricetta sovranista-populista di M5S e Lega pronta ad agguantare le chiavi del Palazzo. Invece tra i dem prosegue imperterrita la guerra contro Matteo Renzi, ingaggiata dalla minoranza correntizia del partito, vanificando ogni possibilità di messa a punto di una strategia in grado di contrastare quello che si appresta ad essere uno dei governi più di destra della Repubblica italiana. Lo spettacolo andato in scena all’assemblea nazionale di sabato scorso ne è stata la conferma, dove non è stato permesso all’ex segretario di introdurre la riunione plenaria e, tra tifo da stadio, fischi, claque organizzate, è finita a stracci in faccia con una mezza decisione di confermare Maurizio Martina reggente fino al prossimo congresso che non si sa quando verrà celebrato, così come le primarie. Insomma, la frammentazione è diventata conclamata, il progetto Pd irrimediabilmente fallito, la “fusione” a freddo, o a caldo che sia, non è stata possibile. Resta un marchio, con un suo tesoretto – certo – vuoto ormai di contenuti, ma che evidentemente c’è chi tiene a rivendicarne la ‘proprietà’ cercando di evitare in questo modo una nuova inconcludente scissione che condannerebbe sicuramente ad una nefasta irrilevanza politica. Pertanto, Andrea Orlando, Ministro del governo Renzi e poi di Gentiloni, ci ha tenuto a far sapere che dopo l’esito del meeting “il partito è adesso contendibile” perché, dal suo punto di vista, la maggioranza non c’è più: “Matteo deve farsene una ragione”. E non è il solo a pensarlo. Vedi Dario Franceschini, anche lui Ministro e sostenitore del ‘vecchio’ corso passato inopinatamente sull’altra sponda, l’immarcescibile catto-comunista Gianni Cuperlo, in verità coerente come l’ultimo dei giapponesi, alla sua posizione contro e il para-grillino, Michele Emiliano, il confusionario rivoluzionario alle “cozze pelose” governatore della Regione Puglia. Senza contare i commenti arrabbiati sui social, anche da parte di dirigenti locali del partito, che invocano l’immediata cacciata del “leader leopoldino”, con le “buone o le cattive, per iniziare a fondare un vero partito di centro sinistra”. Nel frattempo Renzi tace. Dopo la comparsata in assemblea, lasciata appena dopo la relazione di Martina seguito da buona parte dei convenuti, tanto da metterne a rischio il numero legale, prende tempo e matura l’idea di essere lui a fare la prima mossa, quella definitiva, salutare tutti e dare vita al suo movimento liberale-riformista transeurpeo, senza più “palle al piede”. Ci si avvia ad una legislatura che, nella peggiore delle ipotesi, durerà non meno di due anni – Bruxelles e mercati internazionali permettendo -, un margine di tempo congruo per dare le gambe ad un soggetto nuovo che si mette “in marcia”. I numeri in parlamento per configurare un gruppo di nuovo conio dell’opposizione sono schiaccianti, agli Orlando e compagnia non resterebbe altro che mettersi insieme ai vecchi compagni di LeU, evidentemente felici della prospettiva, certificando il nuovo corso del Pd, ma probabilmente marginale a quello della storia. Il congresso, prossimo futuro, “sarà il momento dello show down”, giurano i fedelissimi di Renzi, salvo improbabili novità.
10 Comments
Secondo meè il momen6o di decidere! In marcia!
Il PD se nè accorgerà senza Renzi sono finiti.
Non vedo l’ora che Renzi lasci il PD e fondi il suo partito! #AVANTI!!!!
Il nostro Leader è Matteo Renzi e lo seguiremo ovunque AVANTI insieme
Renzi è il leader di partito coi peggiori risultati raggiunti. Certo che intestardirsi a volerlo seguire……. Ha avuto le sue chance e le ha fallite tutte.
Capace solo di un lessico da diario di ragazzina di terza media…..ma evidentemente c’è a chi piace.
Io preferisco i fatti, e quelli parlano chiaro
#ioseguorenzi Bye Bye PD
Sono fiduciiso che tutto ciò accada in fretta considerato che molti di noi lo avevamo chiesto e rivendicato già nel 2013.
Perfetto sempre al fianco di Renzi unico politico serio e leale!!
Aspetto da sempre che Renzi faccia un partito suo e dopo…avanti!!! Ai caminetti alle lingue merde a chi ha sempre bisogno di una polemica per rivendicare di esserci…..un grande CIAONE
Non resta nient’altro da fare! IN MARCIA!!! Il PD senza Renzi e’ condannato all’estinzione.