

di Roberto Martucci
All’improvviso lei gli disse esattamente quello che si aspettava. Lui sprofondò nel silenzio mente la sua vita cambiava in un secondo. Un attimo… quelle parole spostarono l’asse terrestre: il cielo non era più blu, il mare era una pozza di fango e la natura delle cose, a lui tanto cara, gli sembrò il principio della fine del mondo. Le tenebre scesero sul suo muscolo cardiaco, l’anima era in pezzi e un male profondo squarciava il petto e il cuore sembrava volesse cambiare casa. Rifletteva su come, pochi vocaboli messi assieme ad uno po’ di logica, potessero cambiare lo stato delle cose demolire attimi eterni di felicità e rovinare momenti di estasi unici. Stava lì steso sul divano come paralizzato, pietrificato, mentre in tv davano la sua serie preferita: 45 minuti adrenalinici che non poteva assolutamente perdere, un finale di stagione senza precedenti dove tutti i nodi, di una trama surreale, si sbrogliavano grazie al pettine della logica che metteva in piega tutto lasciando poco al caso. Non poteva assolutamente perdere un secondo di quella sublime sequenza, ma le parole di lei sfondarono la barriera del silenzio, ruppero l’estasi del momento e quella voce stridula entrò come la punta di un trapano nei pensieri facendo un buco nell’isola felice tra il divano e la tv. Non riusciva a concentrarsi quelle parole… sentiva solo quelle parole. Erano senza senso, ma riuscivano a rovinare sempre tutto, non era capace di alzarsi mentre lei tornava alla carica con voce sottile e isterica ripetendo sadica la stessa frase: “Oggi si butta carta e cartone e umidooooo!” Allora aveva sentito bene era una frase che prevedeva un’azione in movimento, doveva alzarsi dal divano e buttare la spazzatura. Nooooooo!!! In quel momento era un puntino su Google maps e gli sembrava vedere la sua immagine dal satellite sempre più distante mentre si scrostava dal divano di pelle come un hamburger lasciato cuocere troppo tempo: carbonizzato dai doveri e troppo amaro per essere mangiato. Lei parla, ma lui la vede come un film russo sottotitolato in giapponese: non sente. Come un bradipo nella foresta dei doveri, si alza non distogliendo mai lo sguardo dalla Tv. S’incammina verso la porta quasi in lacrime si trascina dietro i sacchetti del dispiacere e getta via nel cassonetto anche la sua dignità. Sale arrabbiato e scopre che la sua serie è finita: trama vendetta, ma la dignità gli impone imperturbabilità. Entra in casa, cammina come un modello di Armani sulla passerella dell’indifferenza e di tanto in tanto lancia fulmini con lo sguardo. Poi affonda nel suo divano ride sornione: è stato furbo ha registrato il finale. Schiaccia play con veemenza e due secondi dopo si addormenta vergognosamente.