

di Gennaro Prisco
VII Municipalità, nessun venerdì di Passione. Il 12 ottobre 2018 non verrà ricordato come l’inedito inizio della contesa politica, verrà tenuto in mente come l’ennesima presa per i fondelli nei confronti di una comunità che già fa ampiamente a meno dell’Istituzione municipale.
Dunque, niente sfiducia e nessun voto. Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno possono continuare a fare uso di sedativi sociali come nel resto di una città allo sbando con i turisti veri.
Fritto misto e baccalà e andiamo a raccontare il cunto delli cunti di una ordinaria mattinata farsesca.
Maurizio Moschetti è ancora Presidente.
Vediamo come è andata.
A raccontarcela è il consigliere municipale del Pd Pasquale Esposito sulla sua pagina Facebook.
Facciamole, queste considerazioni.
Facciamole tutte.
Su trenta consiglieri, alle 13.30 di venerdì dodici Ottobre, sono presenti in dodici.
Cinque, dopo i funerali, sono andati a pranzo.
Numero legale non raggiunto.
Sconfitta per chi vuole ridare la parola ai cittadini.
Fine.
Potremmo chiuderla qua.
Ma c’è qualcos’altro che non si può tacere: la premeditazione delle motivazioni che ha utilizzato il presidente per recuperare altro tempo prezioso alla sua volontà di rimanere dov’è: il dolore.
Quello della famiglia e degli amici e delle persone colpite dall’uccisione di un innocente per mano di quella cultura egemone che si esprime sopprimendo l’altro.
A quelle donne che sono entrate furiose nell’aula consiliare, bastava dire: avete ragione, rimandiamo, lo avevamo già deciso, adesso lo decretiamo. Parteciperò ai funerali con la fascia tricolore, come Primo cittadino di questa Municipalità. Invece ha detto: ci sono consiglieri farabutti in quest’aula.
E’ straziante doverlo scrivere.
Alle 12.00 presso la parrocchia dei Santissimi Alfonso e Gerardo di Miano ci sarebbe stato l’ultimo saluto al ragazzo, a Lello, una bella persona di 21 anni.
Una vita strappata via all’improvviso, un’attesa di giustizia che non si potrà negare, che non sarà sostenuta da questa politica politicante vuota di senso e mancante di parola se, alla prossima convocazione, lascia che sia.