

di Peppe Papa
In un ‘partito non partito’, Roberto Fico presidente della Camera ha capito che doveva farsi una corrente sua personale, esattamente come la stavano costruendo gli ‘amici’ Di Maio e Di Battista, ma soprattutto caratterizzarla ideologicamente. In versione sinistra radicale, ovviamente, dati i trascorsi personali e lo spirito che ha animato i meetup delle origini di cui è stato uno dei protagonisti.
Intorno a lui è riuscito a creare una discreta squadra di parlamentari (Barbara Lezzi, Luigi Gallo, Andrea Colletti, la battagliera Elena Fattori con un piede già fuori dal Movimento, Nicola Morra, Mirella Liuzzi, il presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera Giuseppe Brescia e la fida Paola Nugnes), oltre a diventare un interlocutore di primo piano per la nascente forza di sinistra-sinistra transnazionale lanciata dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e che ha trovato l’adesione immediata di Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni il quale, ne ha approfittato, per salutare gli amici dei LeU.
Obiettivo immediato le elezioni europee di maggio prossimo dove il nascente rassemblement conta di “costruire un’opzione politica e culturale maggioritaria” parlando di “solidarietà e del contrasto alle diseguaglianze e di organizzare una offensiva alle politiche xenofobe e regressive in grado di reagire all’attacco ai diritti che sono stati messi in discussione prima dai Governi dell’establishment e oggi, ancor di più, dal Governo Lega-M5S”.
Propositi incendiari ai quali, per ovvi motivi, Fico al momento si mantiene distante non esitando però a fare intuire il suo ‘gradimento’.
Con De Magistris, infatti, i contatti sono continui attraverso i propri apparati e la difesa del presidente della Camera alle rozze dichiarazioni del capo del Viminale a proposito degli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, ne sono la conferma. “Non mi piace – ha detto il presidente a margine della manifestazione per i 45 anni della scuola di Medicina e chirurgia della Federico II ieri a Napoli – che si dica al sindaco di Napoli di mangiarsi i rifiuti. Nessuno parla così al sindaco della capitale del sud Italia, capitale fondamentale, europea e del Mediterraneo”.
No, proprio non si può e il primo cittadino ha apprezzato: “Quelle di Fico sono parole importanti perché segnano anche il rispetto tra le istituzioni”.
Bene. Allora, tra i due e Frantoianni è cosa fatta?
Calma. Si avvicina Natale, prima della ‘chiusura per ferie’ c’è ancora tanto da lavorare e nessuno ha voglia di far precipitare la situazione con una legge di bilancio in bilico, per via dell’opposizione di istituzioni e mercati internazionali, e una partita ancora tutta da giocare i cui esiti sono al momento incerti.
Difficile, comunque vadano le cose, che il “radical chic vomerese”, come il suo ‘sodale’ compaesano, vadano a vedere le carte con lo stesso ‘punto in mano’.
Lasciare il Movimento per Fico sarebbe un azzardo troppo grande, ammesso che il neurone che lo ha portato ai massimi livelli del ‘Palazzo’, non gli indichi il contrario. De Magistris gongola e attende. Per entrambi la prospettiva futura, se dovesse andar male, è ritornare nell’anonimato da cui sono venuti. Amen.
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sarebbe interessante che intanto cominciasse a parlare del condono delle case abusive di Ischia che è, guarda che caso,nel collegio elettorale di Di Maio