

di Umberto Minopoli
Magari per essere umani vi manca qualcosa. Mi riferisco ai giornalisti, agli intellettuali di sinistra, ai politici che hanno trovato, persino sulla cattura e traduzione all’ergastolo di un latitante criminale, particolarmente disgustoso, il modo per indignarsi sulla sua cattura. Un’altra occasione persa per mostrarsi in linea non col popolo ( espressione che aborro) ma col senso comune e il civismo.
Sì perché la soddisfazione piena, entusiasta, plaudente alla cattura di un criminale è umana e civica. Scatta alla cattura di ogni capo mafioso o imprendibile latitante. E’ la manifestazione, elementare, chimica, scontata, di un senso di sicurezza collettiva. E’ come affermare: “ma allora lo Stato c’è! “
Si sono lette cose folli su Battisti: da chi nega i suoi omicidi attestati da processi e condanne a chi ha scoperto ( solo oggi e solo per Battisti ) la tenerezza per la durezza dell’ergastolo, a chi ( l’argomento più lercio e ignobile) ritiene che, essendo passati 40 anni di latitanza, la cattura di questo criminale sia, sentite sentite, “solo una vendetta per lo Stato”. Non le trovo meno barbare e incivili delle manifestazioni opposte di giubilo scomposto della destra estrema.
E dimostrano solo che, a destra e a sinistra, difetta ancora il senso dello Stato.
Detto questo non mi nascondo: a me la pietà di alcuni, a sinistra, e il loro “umanitarismo” applicato a Battisti mi è sembrato peloso, inopportuno, esagerato ed ipocrita. Perché non lo avete manifestato anche per Riina? Lo manifesterete per Matteo Messina Denaro? La verità? Per molti a sinistra resta un equivoco: il crimine e la fuga dalla pena restano di qualità diversa se si riferiscono alla mafia, o a un delinquente che ha dato ai suoi omicidi una targa “politica”: di contestazione dello Stato e del sistema. Anche la destra ha coperto e copre i “suoi” latitanti, gli autori di stragi. E, spesso, ha goduto dei servizi deviati dello Stato. Ma, non nascondiamocelo, sul terrorismo la sinistra ha i suoi scheletri nell’armadio. E non pienamente rimossi.
E il caso Battisti li esemplifica. E’ il suo nervo scoperto. Ancora sensibile, è evidente, per certi intellettuali e persone di sinistra. E’ quello che ha consentito, in 40 anni, a tanti terroristi e criminali comuni di godere della libertà grazie alla folle dottrina, che la Francia ha applicato in modo insultante, che equipara i condannati per reati di terrorismo alla garanzia dei reati di opinione. Come fossero dissidenti perseguitati.
E’ grazie a questa terribile distorsione ideologica di due governi di sinistra ( Mitterand e Lula) che Battisti (come tanti altri) ha goduto di libertà e privilegi e, alla luce del sole, si è fatto beffe del nostro Stato e ha coperto di sarcasmo le vittime innocenti dei suoi reati. Una ferita orribile. E la sua cattura ha fatto tornare alla luce le pulsioni di una ( per fortuna molto minoritaria) residua sinistra, blanda e, sempre, commiserevole verso la pena per chi delinque in nome di ideali politici presunti.
Che è una cosa non meno barbarica, stracciona, incivile, maleducata di chi si esprime col “marcisca in galera”. Ma francamente, lo dico senza imbarazzi, io non riesco a indignarmi a questa espressione poco civile (in galera non si dovrebbe marcire ma ritrovare educazione, umanità e pentimento) più di quanto mi indigni la reazione scomposta, pedagogica, aristocratica di certa sinistra agli applausi e alla soddisfazione delle persone comuni alla cattura del narciso terrorista. E trovo irritante e peloso che taluni siano arrivati al lamento per l’estradizione immediata (che garantisce la pena dell’ergastolo comminato in base alle nostre leggi).
Vale anche per i mafiosi? E se no, perchè no?
Gli applausi comuni alla cattura e all’ergastolo per quel buffone, il giubilo per la fine della sua latitanza dorata, sono della stessa natura delle lacrime dei parenti delle sue vittime: una umana commozione quando giustizia è fatta.
Sì: io esulto alla cattura di Battisti.
E non mi imbarazza che l’abbia realizzata questo governo. Anzi, accresce il mio rimpianto per gli errori, la presunzione, l’aristocraticismo, l’ambiguità, le complicità, l’ipocrisia di una parte della cultura e della politica della “mia” sinistra verso i terroristi di sinistra. I miei capi nel Pci che fu, Battisti in Brasile sarebbero andati a prenderlo di persona per chiuderlo in galera. E, sono sicuro, tante anime belle della nuova sinistra lo avrebbero trovato “stalinista”. Era solo senso dello Stato.