

Quasi duemila persone alla manifestazione del 28 marzo scorso conclusasi sotto la Prefettura per dire no ai tagli imposti dal governo alle politiche sociali che hanno messo in ginocchio migliaia di cittadini.
di Sara Manzo
Tornano in piazza gli operatori sociali a Napoli. A cinque anni dall’ultima manifestazione del comitato il welfare non è un lusso, ricomincia la battaglia contro i tagli alle politiche sociali. Quasi 2mila persone, tra molte persone con disabilità e i loro familiari, il 28 marzo scorso sono scese in piazza a Napoli per dire no ai tagli vergognosi imposti dal Governo alle politiche sociali che mettono in ginocchio migliaia di cittadini fragili, già duramente colpiti da discriminazioni e «a cui un Paese civile dovrebbe garantire servizi appropriati ai bisogni e ai diritti delle persone», secondo quanto recita il documento ufficiale diffuso dai manifestanti.
Il corteo è partito da piazza Municipio, attraversando Via Verdi, Via Santa Brigida, Via San Carlo, Piazza Plebiscito, per fermarsi nei pressi della Prefettura di Napoli dove una delegazione è stata ricevuta dal viceprefetto Biagio Del Prete (che ha dichiarato di essere sceso anche in piazza per osservare la manifestazione) in rappresentanza delle ventisei organizzazioni che hanno promosso il presidio. A portare al prefetto vicario le istanze dei manifestanti perché se ne faccia carico con il Governo nazionale sono stati Sergio D’Angelo (gruppo Gesco), Toni Nocchetti (associazione Tutti a Scuola), Daniele Romano (Fish Campania), Rosario Stornaiuolo (Federconsumatori Campania) e Luca Sorrentino (Legacoopsociali Campania) e Angelica Viola (associazione Orsa Maggiore). Con loro anche Caterina Musella dell’Aima, Francesco Fusiello della Lega per i Diritti degli Handicappati, Pina Colosimo del consorzio Solco, Lina Esposito dell’associazione Andare oltre, Paola D’Atri dell’associazione Volontari della sofferenza. Bloccare immediatamente la scure dei tagli che hanno inevitabili ripercussioni sulla spesa sociale di Regioni e Comuni, costretti a loro volta a tagliare le risorse già esigue destinate ai cittadini più fragili e alle loro famiglie; aumentare il Fondo nazionale per le Non Autosufficienze a 500 milioni di euro, reinvestendo nuovamente i 50 milioni di euro, peraltro promessi dallo stesso ministro Poletti ma successivamente cancellati dall’intesa Stato e Regioni del 23 febbraio scorso; fermare l’altalena di tagli che rende precari, instabili e senza alcuna certezza dei servizi che dovrebbero essere essenziali, intralciando il lavoro di definizione dei livelli essenziali di assistenza: queste, messe nero su bianco, le richieste delle organizzazioni sociali campane al Governo nazionale. Al viceprefetto è stato chiesto inoltre di farsi da tramite per un colloquio tra i rappresentanti della vertenza e il ministro Giuliano Poletti e di sollecitare un incontro tra il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca. Molte delle organizzazioni che hanno protestato, come Gesco e Legacoopsociali Campania, sono tra le oltre duecento che nel 2011 promossero le lotte del comitato Il welfare non è un lusso. Battaglie che si distinsero per l’occupazione simbolica di alcuni monumenti di Napoli, come il Maschio Angioino e Palazzo Reale, e che coinvolsero quasi 10mila le persone, in rappresentanza dei circa 40mila operatori del comparto campano, di cui circa la metà a Napoli, il cui posto di lavoro era rischio. Da allora la situazione della spesa sociale è addirittura peggiorata, se pensiamo che oggi la Regione Campania spende circa 24 euro a persona all’anno contro i 33 di sette anni fa.
Alla manifestazione hanno aderito ventisei organizzazioni sociali, tra cooperative, associazioni, consorzi e reti informali: Gesco; Tutti a Scuola; Fish Campania; Federconsumatori Campania; Legacoopsociali Campania; Legacoop Campania; Uil Fpl Napoli e Campania; Usb (Unione Sindacale di Base); Specialmente noi onlus; Andare oltre onlus; Terra e Libertà cooperativa sociale; associazione Social Skills; associazione Spazio a Sinistra, cooperativa sociale Casba; Unione Nazionale Italiana Volontari Prociechi (Univoc) sezione provinciale di Napoli; Afasp; cooperativa sociale Gli amici di Willy; cooperativa L’Orsa Maggiore, Sol.Co Napoli Consorzio di cooperative sociali; Articolo UNO Movimento Democratici e Progressisti – Campania; Società Cooperativa Gea Irpina Impresa Sociale Fattoria Sociale Onlus di Pratola Serra (AV); Rete Crescere al Sud; Rete Donne Meridiane; Associazione Jonathan; Arcigay Napoli; Comitato Gennaro Capuozzo del movimento “Possibile”.