

La voce delle società operanti all’interno del’impianto.
CORRADO GRASSO (Geos – Amatori atletica Napoli ’72)
“E’ uno scandalo. Le principali istituzioni non fanno il loro dovere che dovrebbe essere quello di tutelare le proprietà dei cittadini e quella del Collana è una di queste. Comune e Regione sono insolventi e responsabili della perdita del potere economico di un patrimonio della collettività come l’impianto in cui fino a qualche tempo fa le nostre associazioni hanno operato, senza preoccuparsi minimamente della valenza sociale della nostra attività. Ci occupiamo di benessere fisico, di sport agonistico e legalità riuscendo ad offrire a tanti giovani un’alternativa alla strada e i suoi pericoli. La nostra associazione è frequentata da diabetici, disabili, atleti amatoriali e agonistici che al momento non sanno dove allenarsi, per questo motivo stiamo perdendo molti iscritti, che poi sono cittadini cui è negato un diritto senza che nessuno se ne curi, salvo quando c’è da celebrare qualche successo è avviene la corsa alla passerella dei politici. Non abbiamo molta speranza che si muova qualcosa , la manifestazione di oggi è un ulteriore dimostrazione che noi ci siamo per fare la nostra parte, l’amarezza è constatare che se si fosse trattato della Società Calcio Napoli la situazione si sarebbe risolta in breve tempo”
Daniela Zoccolante (Chp Francesca Crimaldi pattinaggio)
“Da due mesi siamo senza impiantosportivo e su 40 associati siamo rimasti in otto, nel frattempo nessuno ci ascolta, né le istituzioni preposte ci indicano un percorso e tempi certi per la risoluzione del problema. Nessuno è in grado di darci garanzie rispetto alla riapertura. La nostra società, intanto, è al collasso nonostante abbiamo tra le nostre eccellenze un campione italiano di categoria , Giovanni Maria Crispino, che da tre anni domina la classifica nazionale e che al momento, per via della chiusura del Collana, si allena pochissimo, come può e dove capita. La nostra associazione è per il momento ospitata in alcune palestre di Monterusciello e Marano, ma ovviamente la cosa non può durare, i disagi per le famiglie che hanno i loro figli iscritti alla nostra società sono diventati veramente onerosi, per questo motivo abbiamo perso i tre quarti degli aderenti e la cosa che dispiace di più è soprattutto il fatto che per gran parte di loro si tratta di ragazzi e bambini che sono rimasti davvero in pochi a seguirci, sperando che anche loro non ci abbandonino”.
PEPPE ESPOSITO (Cesport Italia – pallanuoto)
“L’unico obiettivo della manifestazione è quello di accelerare al massimo per quel che è possibile l’iter della riapertura del Collana. La struttura consente a più di settemila persone di poter praticare sport sia a livello agonistico che amatoriale che al momento con molte difficoltà hanno trasferito le proprie attività in palestre e piscine private sul territorio. E’ assolutamente trascurata la funzione sociale che le nostre associazioni svolgono rispetto al fenomeno dei giovani strappati alla vita di strada e all’illegalità con l’iniezione di regole e rispetto degli altri. La sentenza del Consiglio di Stato è arrivata inaspettata, eravamo già pronti con il via libera della Regione a gestire l’impianto, poi purtroppo la doccia gelata. Nostro malgrado il provvedimento della giustizia amministrativa crea un precedente pericoloso che può interessare anche altre palestre e realtà sportive che operano in una fascia ambigua di interpretazioni legislative che ne possono pregiudicare l’attività. Quello che è certo, in questo momento, che a fronte dei 400 iscritti che avevamo associati, ne abbiamo perso oltre la metà.”
NANDO PELLEGRINO (Judo)
“In questo momento non possiamo fare altro che seguire i percorsi istituzionali nella speranza che ci sia una accelerazione delle pratiche per la riapertura al più presto dell’impianto sportivo. Il nostro appello alla Regione è che si faccia presto, seguendo lo stesso percorso tracciato dalla nostra associazione di imprese che aveva vinto la gara per la gestione dello stadio Collana. Quello che nessuno dice è che la vicenda è di interesse della magistratura per via della mancata messa in sicurezza della struttura che noi avevamo assicurato anche grazie al contributo dei vigili del fuoco dopo il loro sopralluogo che aveva accertato la mancata certificazione del rispetto delle norme mai prodotte dal Comune . La Regione, proprietaria dell’impianto , è la sola che può decidere, in attesa della giurisprudenza in materia, di dare il via libera alla riapertura, se pure in deroga, della struttura, Intanto le quattro società che fino a qualche tempo fa gestivano il settore delle arti marziali, con 300 persone coinvolte e un centinaio di collaboratori tecnici, non possono fare altro che registrare un danno grave al loro impegno e tanta amarezza e rammarico per il difficile momento che stanno vivendo.”
MONICA DEGLI UBERTI (Centro addestramento ginnastica Napoli)
“Noi svolgiamo attività agonistica ad alto livello, abbiamo vinto il campionato nazionale di categoria giovani a dicembre a Iesolo per la prima volta da una società della Campania. Abbiamo con noi circa 300 bambini che al momento siamo costretti a smistare su cinque palestre private che ci stanno dando una mano ad andare avanti. Anche se questo non ha impedito di perdere più della metà degli iscritti e la beffa di avere le nostro attrezzature in qualche maniera ‘sequestrate’ all’interno del Collana che non possiamo recuperare. Eppure sabato scorso le nostre squadre hanno vinto tre campionati regionali su quattro di categoria, un vero peccato, dunque, vedere sfumare una eccellenza sportiva territoriale per le timidezze di una istituzione come la Regione che dovrebbe spingere invece per una riapertura veloce della struttura. Per quanto ci riguarda non abbiamo remore per metterci al fianco dell’amministrazione regionale per dare una mano. La sentenza del Consiglio di Stato, di per sé ambigua, non implica la chiusura dell’impianto che andrebbe messo immediatamente nella disponibilità dei cittadini.”
SANDRO CUOMO (presidente dell’Ati e olimpionico di scherma)
“Il senso della manifestazione di oggi è , chiaramente, quello di sollecitare l’opinione pubblica e le istituzioni coinvolte a comprendere la nostra disperazione. Abbiamo percepito da parte della Regione la volontà di aspettare il nuovo verdetto dell’udienza a luglio del tribunale amministrativo, il che significa arrivare a ottobre-novembre per la risoluzione della vicenda a livello formale. Inimmaginabile per noi aspettare tutto questo tempo. Voglia invece far sentire la nostra voce, precisando che la nostra protesta non ha nessuna valenza politica di schieramento, ma solo far sentire la nostra voce. Vogliamo sapere cosa fare. Ci auguriamo che la questione venga affrontata dalla partecipata della Regione, vale l’Aru guidata dal presidente Raimondo Pasquino, e siamo pronti ad affrontare anche un nuovo bando di gara se è necessario. Nel frattempo invitiamo l’ente regionale a prendere atto delle cose già fatte dalla nostra associazione e riaprire subito quelle sezioni non soggette a restrizioni burocratiche che potrebbero essere riattivate immediatamente . Il messaggio che vogliamo inviare è di essere disponibili a qualsiasi discorso per andare avanti e che nel frattempo siamo disperati.”
ITALO PALMIERI (Direttore Generale Napoli Carpisa Yamamay)
“A Napoli il diritto allo sport continua ad essre negato, calpestano e ignorano anche le ragioni dei diversamente abili. Noi operatori e sportivi napoletani siamo impossibilitati a proseguire nel pieno stagione agonistica le nostre attività. Sono sessanta giorni, che le società del Consorzio si sono viste sottrarre di accedere all’impianto. Vacilla la pazienza degli addetti ai lavori, che rivendicano, certezze e pretendono di conoscere il proprio destino. Vogliamos apere dalla Regione Campania se intende garantire il diritto allo sport o fare di questo impianto una nuova struttura commerciale. Basti con i proclami e gli slogan, le istituzioni escano finalmente allo scoperto con fatti e proposte concrete. Non si possono lasciare a casa settemila persone fra sportivi e operatori. E’ una vergogna!”