

E’ veramente paradossale che una cittadina di provincia, seppur ricca come Modena, da sempre organizzata e ben gestita dalle amministrazioni locali, possa ospitare un evento come il concerto della pop star Vasco Rossi, un evento talmente imponente che in passato se ne sono visti di simili solo nei grandi parchi delle metropoli americane o quelle europee tipo Londra, Parigi, Berlino, di certo non Italia, (se la memoria non ci inganna). Onore a Modena, se l’amministrazione comunali è stato in grado di gestire così bene una tale massa di persone ad un concerto rock lunghissimo, con tutti i rischi del caso e addirittura grazie alla professionalità di coloro che hanno risistemato e pulito il parco, è stato fatto un vero e proprio inventario delle migliaia di oggetti smarriti, alcuni anche di grande valore come il ritrovamento di un orologio Rolex oltre che dei soliti mazzi di chiavi, smartphone, occhiali e persino soldi. Altrove lo sciacallaggio – altrettanto organizzato – avrebbe fatto tabula rasa. Ripetiamo, tutto questo in una città conosciuta al mondo per la Ferrari, per i suoi prosciutti, per il suo aceto balsamico, non certamente perchè fosse una metropoli mitteleuropea. Chapeau! Tutta questa eccellenza però cozza contro l’inconsistenza amministrativa e la fama di una delle città più importanti al mondo come Napoli, conosciuta per le sue bellezze paesaggistiche incomparabili, per la sua storica cultura, per l’arguzia, l’intraprendenza e la particolarità del suo popolo, in alcuni casi tanto indolente quanto malvivente, amministrata dalle istituzioni cittadine e anche nazionali sempre in modo pressapochistico, populistico, e quando va bene in modo dannosamente assistenzialistico. Ci chiediamo come mai è possibile che una cittadina come Modena fosse in grado di gestire un grandissimo evento di spettacolo come quello della settimana scorsa in modo così efficiente, senza alcuna sbavatura, disordine e quant’altro, pur dovendo tenere a bada un popolo affatto tranquillo come quello degli amanti della musica rock, e invece a Napoli, città esperta di feste per naturale cultura popolare, ci si trovi in difficoltà a gestire nella piazza degli eventi, la piazza non a caso chiamata del Plebiscito, che ha visto negli anni decine e decine di eventi da 100mila persone, e oggi si preoccupa di affrontare un evento di poche migliaia di persone che verranno a salutare i dieci minuti sul palco del loro idolo sportivo a cui si offre la cittadinaza onoraria. C’è qualcosa che non quadra in tutto questo, non è affatto possibile che si ricorra a scuse tipo la sindrome di Torino, dove in occasione della finale champions della Juventus, per puro caso e superficialità si son verificati disordini causati da stupido panico, da una psicosi di massa creata proprio da questa imperante cultura della terrore, della paura, che ogni giorno impedisce ai cittadini di vivere appieno la propria vita. Sappiamo benissimo che la folla è pericolosa e va tenuta sotto controllo , ma sappiamo pure che l’aggregazione di massa fa bene alle società, bisogna essere in grado di poter garantire la sicurezza almeno in manifestazioni pacifiche. Un evento con una pop star che sia di spettacolo o di calcio non è minimamente paragonabile a gestire la sicurezza ad un G7 o a una manifestazione di black bloc. Qualsiasi manifestazione va sempre pianificata per tempo, prima di metterla su in tutta fretta, come probabilmente è stato fatto a Napoli in occasione di questa pseudo celebrazione tardiva a Maradona che pochi giorni prima nemmeno si sapeva se si fosse realizzata. Cosa ha spinto l’amministrazione comunale a improvvisare una parata del genere con il mito Maradona se non si avevano a doisposizione risorse economiche affinchè poter gestire al meglio l’evento? E poi perchè limitare l’afflusso della gente privilegiando solo trentamila ingressi qualora ne occorressero molti di più per dare a tutti la possibilità di parteciparvi? Non crediamo affatto alle problematiche di ordine pubblico che hanno limitato l’affluenza della gente in piazza a godersi Maradona, che peraltro comparirà solo per 10 minuti in tutta fretta solo per dimostrare che l’evento nel bene e nel male si facesse. Non c’è un programma, non si conoscono gli ospiti eventuali, si era parlato di Belen giusto per rimanere nel populismo, ma la show girl argentina pare non intendesse presenziare a questa improvvisata, del resto piaccia o non piaccia, ormai Belen è una vera professionista e come tale esige un ruolo ben definito in qualsiasi contesto dove si richiede una sua prestazione. Purtroppo però è evidente come il sole, che la gestione e l’amministrazione di questo governo comunale imbarchi acqua da tutte le parti e adesso nemmeno più le feste di piazza gli riescono, malgrado fossero la parte più attiva del Sindaco e i suoi collaboratori . Ammesso per assurdo che volessimo considerare il problema della pericolosità di tanta gente in piazza Plebiscito, e non è così perchè in passato si sono visti spesso i centomila e passa per Pino Daniele, ma anche per i capodanni alcolici con i botti, però pur volendo comprendere il timore, quale sede e struttura più adatta alla celebrazione di uno sportivo, che festeggiarlo nello stadio di calcio? Quando trent’anni fà arrivo improvvisamente Maradona a Napoli, quindi senza alcuna possibilità di pianificare l’evento, spontaneamente fu festeggiato da centomila napoletani nello stadio San Paolo in festa, e aperto per l’occasione da un momento all’altro e malgrado ciò filò tutto liscio senza tutte queste masturbazioni mentali sulla sicurezza. Ci piacerebbe che qualcuno ammettesse sinceramente che lo stadio è stato negato dal presidente del Napoli, malgrado non fosse il proprietario, ma che in tutta sostanza è il vero sovrintendente a cui De Magistris in qualche modo deve sottostare. Quindi per concludere, ci chiediamo perchè se non si è in grado di organizzare il benchè minimo evento, non si riesce a imporre la propria autorità come sindaco di Napoli, a cui viene negato il proprio impianto sportivo, e allora non ci si cimenti proprioa organizzarlo soprattutto se non si hanno soldi in cassa perchè senza soldi si dice a Napoli non si cantano messe e invece qui si organizzano solo feste di ogni tipo. Piuttosto si impari da Modena, come si fa a regalare alla gente momenti di gioia collettiva in una vita già così difficile di suo. A Napoli di buono è rimasta solo la saggezza della cultura popolare che in questo caso c direbbe come in un famoso detto, “Già a vacante jamme buono carichi”… “ce mancava sulo ‘o sindaco pallist e populista”…
Pippo Trio