

di Peppe Papa
Il fiato della Corte dei Conti sul collo, la riscossione che non parte e l’indigesto accordo su Bagnoli costretto a firmare dopo più di un anno di inutili impuntature. Salvate il soldato De Magistris, sbarcato sulla terra e impegnato a schivare le ‘pallottole’ dei suoi avversari. Colpi pesanti cui non riesce più a rispondere con i fuochi pirotecnici dei richiami identitari e della rivoluzione permanente, ricordo malinconico di un passato che fu, sì glorioso, ma che adesso presenta il conto. E questa volta rischia grosso. Intanto si è fatto sentire l’obice della magistratura contabile che sta monitorando i conti dell’amministrazione e che a Palazzo San Giacomo ha stabilito da tempo un ufficio dedicato con suoi funzionari la quale, dopo le ultime verifiche effettuate, ha dato notizia di due miliardi e 200 milioni di euro di possibile ulteriore disavanzo per il Comune di Napoli nel biennio 2015-2016. Che ha fatto scattare il suo deferimento in udienza pubblica il prossimo 21 luglio davanti alla Sezione di Controllo, dove l’amministrazione potrà presentare le proprie controdeduzioni. Non è chiaro quali, se proprio il sindaco e la sua squadra hanno dimostrato di avere un controllo approssimativo, ma è un eufemismo, del bilancio, dettagliatissimo sulle uscite, ma opaco, per non dire ambiguo sul fronte entrate. Dove la parte da leone la dovrebbe fare il recupero dei crediti: multe, tasse comunali (le più alte d’Italia), affitti ‘passivi’, vendita del patrimonio immobiliare e quanto altro compete ad un’autorità pubblica che si rispetti. Ma che dalle parti di piazza Municipio sembra sia una questione marginale. Tanto per dire, non c’è traccia della delibera che avrebbe dovuto sancire il battesimo di “Napoli riscossione”, la società in house che dal primo luglio doveva sostituire Equitalia, definitivamente pensionata dall’esecutivo nazionale. Una ricerca che ha provato a fare l’ex consigliere di Fi, Raffaele Ambrosino, ma senza esito. “Dal primo luglio scorso Equitalia è formalmente sostituita dalla AER (Agenzia delle entrate e Riscossione ) – ha spiegato un allibito Ambrosino – Il comune per aderire a questo nuovo gestore pubblico deve comunque produrre una delibera di proposta al Consiglio di cui non si sa niente. In alternativa – ha proseguito – dovrebbe fare una gara per un gestore privato, oppure internalizzare, come avevano promesso, annunciando in pompa magna la costituzione di una società ad hoc che finora nessuno ha mai visto”. Non meno caustico sullo stesso argomento è stato Bernardino Tuccilo, ex assessore della prima giunta De Magistris, spietatamente fatto fuori appena mostrato qualche umore critico nei confronti dell’allora sodale ‘sindaco arancione’. “No, non sono i numeri da giocare al lotto e non è nemmeno Lercio – ha scritto sul suo profilo Fb – è la Corte dei conti che squarcia il velo di un insopportabile storytelling intessuto di populismo e insulsa demagogia facendo emergere via via il vero fallimento di un progetto che si era proposto di cambiare dal profondo la nostra città. Non voglio parlare di me, ma l’elenco di coloro che hanno provato a segnalare che si stava imboccando una strada sbagliata e che sono stati dimissionati o costretti ad andare via è lungo e noto a tutti”. L’impressione è che su questa partita il primo cittadino partenopeo si stia giocando la possibilità stessa di restare alla guida del Municipio fino alla fine della scadenza naturale del mandato. In queste storie c’è poco da fare, contano i numeri (che sono soldi dei cittadini) e questi sono impietosi. Dal punto di vista politico, una prematura dipartita dell’amministrazione De Magistris, bisogna convenire, sarebbe una iattura. Chi sarebbe in grado di prenderne il posto? Nessuno! Lo scioglimento del Consiglio e il triste epilogo del magistrato “zapatiano” con la nomina di un Commissario, sarebbe il naturale epilogo di una storia (un’utopia?) finita male. In questo contesto, l’annuncio di apporre la firma al progetto per la definitiva bonifica di Bagnoli e il piano di sviluppo dell’ex area industriale dismessa proposto dagli ‘uomini’ di Palazzo Chigi circa una anno fa alle stesse condizioni, è il minimo da parte del sindaco per far capire di avere capito la lezione. Il fratello Claudio e il suo amico fraterno, l’assessore all’Urbanistica Piscopo, evidentemente, gli hanno fatto comprendere (si spera) che sarebbe stato meglio passare la mano. Pare ci siano riusciti, ma non garantiamo che sia così e che, soprattutto, basti.
2 Comments
Il Sindaco di Napoli parla troppo e ha tanti nemici. Ha l’apparenza e i comportamenti di un padre padrone. Sarà anche una persona onesta ma ha un carattere che non gli permette di fare una buona politica. Sono sei anni che è sindaco e non supera la sufficienza. Strade rotte e rattoppate e sporche, scarsa manutenzione del verde, trasporti che non funzionano e mezzi obsoleti, Polizia Municipale non impiegate bene, impianti sportivi abbandonati infine ha sforato il Patto di stabilità alla Città Metropolitana danneggiando non poco i dipendenti. Da quando gestisce l’ex Provincia ai Dipendenti è stato tolto quasi tutto il salario accessorio. Ha sprecato migliaia di euro per nominare capo gabinetto, Direttore Generale e staffisti attuando alla lettera il manuale Cencelli. Ha dato gratis immobili comunali ai centri sociali. Infine è moroso con l’enel per 10 milioni di bollette del 2016 mai pagate. Questa non è buona politica. Scusate dimenticavo il casino che ha provocato con l’ordinanza che ha danneggiato i dipendenti di Ciro a Mergellina. Per non parlare di Bagnoli e il Porto di Napoli.
Il Sindaco di Napoli parla troppo e ha tanti nemici. Ha l’apparenza e i comportamenti di un padre padrone. Sarà anche una persona onesta ma ha un carattere che non gli permette di fare una buona politica. Sono sei anni che è Sindaco e non supera la sufficienza. Strade rotte e rattoppate e sporche, scarsa manutenzione del verde, trasporti che non funzionano e mezzi obsoleti, Polizia Municipale non impiegata bene, impianti sportivi abbandonati infine ha sforato il Patto di Stabilità alla Città Metropolitana danneggiando non poco i Dipendenti. Da quando gestisce l’ex Provincia ai Dipendenti è stato tolto quasi tutto il salario accessorio. Ha sprecato migliaia di euro per nominare capo gabinetto, Direttore Generale e staffisti attuando alla lettera il manuale Cencelli. Ha dato gratis immobili comunali ai centri sociali. Infine è moroso con l’enel per 10 milioni di bollette del 2016 mai pagate. Questa non è buona politica. Scusate dimenticavo il casino che ha provocato con l’ordinanza che ha danneggiato i dipendenti di Ciro a Mergellina. Per non parlare di Bagnoli e il Porto di Napoli.