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Polizia municipale di Napoli, cade il velo delle ipocrisie

Il primo novembre in occasione della commemorazione dei defunti, si è tenuta un’assemblea del Corpo di Polizia Municipale, con notevoli disagi cittadini sia presso i Cimiteri che in occasione dell’evento Napoli – Manchester city. La categoria, come è noto, non è delle più amate dai napoletani per i temuti ed odiosi verbali che ce li fanno conoscere, ma cerchiamo di capire.

Parallelamente all’agitazione sindacale alcune notizie hanno squarciato il velo che copre la quotidiana vita nel Corpo, la prima inerente alle dimissioni di una mamma vigilessa, la quale con amarezza ha fatto capire sulla stampa cittadina di essere costretta a dimettersi da un posto di lavoro “privilegiato”, in quanto nel Corpo chi assiste minori o disabili non ha alcuna tutela, legislativamente concesse a tutti……..

Di ben altro tenore una altra notizia uscita sulla stampa locale in merito alla organizzazione (?) dei turni di lavoro. Pare infatti che la gestione del lavoro nel Corpo, compresi i notturni ed i festivi, sia appannaggio del clientelismo più sfrenato, al fine di condizionare voti politici o sindacali e relative tessere. Insomma in pieno XXI secolo per fare mattina o pomeriggio, al fine di programmare vita familiare, tutela dei figli ecc.. nella Polizia napoletana devi avere “il santo in paradiso”.

In pochi sanno però, che 5 anni fa un manipolo di agenti vinse una vertenza legale ottenendo un risarcimento cospicuo dal Comune di Napoli (pagato dai contribuenti ovviamente, alla faccia della Corte dei Conti ) proprio per questo danno familiare ed esistenziale. Al proposito abbiano sentito uno di loro.  Claudio Lamari sindacalista della Cgil. “E’ vero, abbiamo iniziato tempo fa questa vertenza ed è ancora in essere, ma osservo però singolari manovre presso il Tribunale di Napoli…”.

Cioe’?

“A quella sentenza il Comune fece appello avendo ragione nel 2016, ma la cosa singolare è che la sentenza dava ragione al Comune su un argomento totalmente diverso, nello specifico noi chiedevamo la programmazione dei turni, ed il Giudice  rigettò dicendo che avevamo chiesto del lavoro festivo, strano non crede?

Un errore giudiziario?

 

“Ne riscontro molti. Alcuni ricorsi avverso miei trasferimenti in comportamento antisindacale sono andati dispersi, molti esposti in Procura vengono archiviati senza neanche ascoltare i segnalanti, una causa specifica il Giudice ha dichiarato di non volere affermare l’argomento.

Lamari, cosa vuole dire che il Tribunale tutela solo il Comune?

“ Non so cosa dire, certo non mollo; a mie spese sto portando avanti numerose vertenze e probabilmente dovrò chiedere l’intervento del Csmo della Commissione Giustizia della Camera”

 Non le sembra di esagerare?

“Beh, per questi fatti ho inoltrato diverse segnalazioni sia al Ministro di Grazia e Giustizia che al Presidente del Tribunale di Napoli senza riscontro, credo di avere diritto ad un giusto processo in tempi rapidi. C’è anche chi si diverte a querelarmi al mero scopo di farmi tacere, ma serenamente mi siederò innanzi ai Giudici……”.

 

1 Comment

  1. Michele ha detto:

    Il velo delle ipocrisie? A Napoli vige il “sistema”, non l legge e i regolamenti. Quello che mi meraviglia , ma debbo dire mi indigna e il “silenzio” del sindaco e degli assessori competenti. Un “silenzio” complice della disorganizzazione e dei provvedimenti disciplinari nei confronti degli agenti che non si piegano a pratiche illecite e vergognose. A Napoli vengono “trattati” circa 300 provvedimenti disciplinari che impegnano circa 5 agenti per almeno un turno:chi fa la contestazione, chi la riceve e la in strada, chi deve decidere cosa fare e a chi, chi dibatte nel provvedimento chi irrora la sanzione eventuale ed il soggetto della contestazione . Mostruoso. Solo a Napoli lo sanno fare. Il guaio grosso e che chi si occupa dell’informazione non indaga e non fa inchieste sui “vigili” e sulla loro organizzazione, preferiscono, come la magistratura inquirente dedicarsi in modo esclusivo alla “camorra”, dimenticando che questa si nutre della corruzione e della ignominia dei colletti bianchi. Falcone Giovanni rimarrà nei nostri cuori, ma Caponnetto aveva ragione: è tutto finito.

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