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La ‘rivincita’ di De Luca sui giornali: “Non leggeteli, comprate una pastiera o un babà”.

di Peppe Papa

Vincenzo De Luca ‘insulta’ giornali e giornalisti, scatena il putiferio tra gli addetti ai lavori, soprattutto quelli più precari che, al riparo delle tastiere, si sono scatenati sui social macinando vagonate di improperi nei riguardi del governatore della Campania. Tanto da obbligare il neonato sindacato di categoria napoletano a prendere posizione nello stigmatizzare le parole del presidente della Regione con una nota dura in cui ha ricordato a De Luca “che il diritto di cronaca non vale solo quando si tratta di elogiare la sua amministrazione” e invitato “ tutti, in primis gli altri organismi di categoria a livello locale, a prendere le distanze da un interlocutore che non ha alcun rispetto verso la stampa”. Un appello che per ora, a parte alcuni commenti da parte di autorevoli colleghi di importanti testate cittadine, è rimasto disatteso dall’Ordine dei giornalisti, la più autorevole delle rappresentanze di categoria, la quale non ha ancora balbettato nessun commento. Vedremo. Intanto l’attacco dell’inquilino di Palazzo Santa Lucia è stato deflagrante.  “Non leggete i giornali – ha riportato l’agenzia di stampa Omninapoli – anziché comprare i giornali comprate una pastiera o un babà, così evitate di intossicarvi il fegato e di leggere bestialità”. L’invettiva però, bisogna dirlo, ha qualche giustificazione. Ricorderanno tutti, certamente, il bailamme mediatico circa le “fritturine di pesce” che aveva suggerito all’amico sindaco di Agropoli, Franco Alfieri di offrire ai ‘suoi’ elettori per convincerli a votare Sì al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Bene, la cosa, come era prevedibile è finita in un nulla di fatto. Il gip del Tribunale di Napoli, Luisa Toscano ha archiviato l’inchiesta aperta dalla Procura dopo la pubblicazione sul Fattoquotidiano.it dell’audio della riunione con circa trecento tra sindaci e amministratori locali svoltasi appunto ad Agropoli in cui De Luca aveva pronunciato l’esortazione ad Alfieri, sentenziando che “non si è trattato di istigazione al voto di scambio”. Una notizia che, visto i precedenti, avrebbe meritato quanto meno la stessa attenzione da parte di stampa e web. Macché. Un pezzo di Adolfo Pappalardo sul Mattino da Salerno e la doverosa nota sul Fattoquotidiano.it. Punto, basta. La cosa è passata più o meno in Cavalleria, tranne che tornare alla carica sulla questione mobilità, chiamando la Regione sul banco degli imputati per la disastrosa situazione del servizio di trasporto pubblico locale, in particolare del capoluogo con un’Azienda, l’Anm, prossima al tracollo. La reazione di De Luca, già tronfio e inorgoglito dalla decisione del Tribunale di Napoli, è stata veemente, non ha perso l’occasione per rincarare la dose e chiarire definitivamente i suoi rapporti di circospetta distanza con i ‘professionisti’ della comunicazione. “Continua l’intollerabile abitudine a inventare polemiche inesistenti e ad alimentare tensioni e contrapposizioni del tutto false” ha detto in merito ai commenti sulle sue osservazioni rispetto alla crisi dell’Anm. “In relazione alle questioni del trasporto pubblico ci si è limitati a comunicare in maniera banale e ovvia che ogni istituzione è responsabile dell’azienda di cui ha la proprietà. Null’altro. La Regione, nell’ambito delle proprie responsabilità è aperta ad ogni forma di collaborazione nella chiarezza e distinzione dei ruoli”. Insomma, ognuno faccia il suo mestiere con dignità facendo parlare i fatti, che è poi la principale missione sia di chi amministra la cosa pubblica che di chi è chiamato a fare il “cane da guardia della democrazia”.

1 Comment

  1. Lazzaro montini ha detto:

    Sig. De luca am,lmeno lei sputtana questi giornalai da strapazzo, il pd ha nel suo interno petsone cone lei, io la seguo sempre, sono rammaricato di una nota non positiva, il ministro orlando premiato da Renzi e ora lui sputa nel piatto, Emiliano, povero illuso, lui sa che non sara piu ricandidato e percio va in tv private e da contro renzi, Errani tolto dalla strada davRenzi e ora. Dice di non riconoscersi ne PD, non parlo dei fuori usciti perche sarei querelato, non meritano nessuna attenzione, sig. DE LUCA INSISTA NEL DARE VOCE DELLA SUA PROFESSIONALITA’ e della sua Regione

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