Il caffè allunga la vita
Luglio 11, 2017
Come si conservano i farmaci in estate
Luglio 11, 2017

SETTE GIORNI. De Luca, De Magistris, Caldoro: tra battute, farneticazioni e idee bislacche a Napoli il fantasma della politica!

di Peppe Papa

Se non fosse per De Luca e il suo sermone settimanale su Lira Tv, al netto dei disagi vissuti quotidianamente dai campani e in particolar modo quelli del capoluogo, si potrebbe pure sprofondare nella depressione. Il governatore mantiene alto l’umore dei partenopei con le sue uscite sferzanti, provocatorie, ben evocate non è un caso da un comico di talento come Crozza, occupando il vuoto politico che di sette giorni in sette giorni riempe le indolenti vite dei ‘diavoli’ che vivono sotto il Vesuvio. Ne ha per tutti De Luca, i populisti sono dilettanti al suo confronto, senza peli sulla lingua attacca il proprio partito, lo stesso popolino che ha imparato ad amarlo, amici e nemici, oltre il M5S e il suo epigono, “Luigino Di Maio”, riuscendo a crescere in simpatia e a dare sostanza alla sua idea di potere: ‘prima e dopo di me il nulla’. Il “Rosatellum” 2.0 proposto dal suo collega di partito Fiano?  “Sinceramente non ci ho capito niente” ha affermato, mettendo da parte qualsiasi remora, rispetto alla nuova proposta di legge elettorale del Pd. “E’ in corso un dibattito da troppi anni – ha spiegato guardando dritto nell’occhio della telecamera  – e certo non possiamo andare al voto in queste condizioni, con una legge elettorale diversa tra Camera e Senato. Quest’ultima è almeno ‘enologicamente’ interessante, perché proposta da Fiano. Spero che dopo questo ‘Fianellum’ non si passi al ‘Pippellum’. Ma in Italia non si sa mai, siamo sotto il cielo”. Per qualcuno è stata un’esternazione delirante, ma che sarebbe irriconoscente non attribuirle un fondo di verità che tanto fa ‘godere’ i suoi fans. Delle elezioni via  Rete dei pentastellati che hanno scelto (sic) il proprio “portavoce” da traghettare a Palazzo Chigi, appunto il vituperato Di Maio, il giudizio poi non poteva che essere irridente, ai limiti dello sfottò : “Siamo di fronte a una truffa clamorosa – ha sentenziato – Ma davvero c’è qualcuno in Italia che pensa che si faccia politica gratis? La piattaforma serve per fare soldi in maniera occulta – ha affermato – Hanno fatto le primarie, ma di che, di chi? Siamo di fronte a una mistificazione – ha sottolineato – Sono stati quelli che hanno introdotto nella vita pubblica l’inaccettabile elemento della violenza verbale, l’offesa permanente, presentandosi come portatori di Vangelo. La cosa più grave è che, a cominciare dal principale candidato si sono messi in tasca 13mila euro netti al mese per 5 anni e hanno documentato per 2 anni 200mila euro spese elettorali. Dove li hanno presi? Di cosa hanno vissuto se non dello stipendio parlamentare? È una cosa sconvolgente”. Insomma, congresso sì, congresso no, il messaggio è chiaro: in Campania il partito sono io! Be’ provate a dargli torto.

De Magistris come un pugile suonato

Il sindaco, ormai commissariato dal governo su tutte le principali questioni che riguardano la città, da Bagnoli ai trasporti, dai conti dell’amministrazione in ‘super rosso’ permanete con il rischio default, assediato dai suoi stessi sostenitori cui ha promesso la Luna e che si sono presentati all’incasso, anche in questo scorcio finale del mese di settembre dopo la lunga pausa estiva, continua a pagare dazio in termini di vivibilità e vuoto di idee che non siano quelle che in qualche maniera contribuirebbero a rendergli lustro, come il corno sul Lungomare. Sonoramente bocciato dalla Sovrintendernza e dirottato, forse, nel Porto – sempre che ‘l’amico’ patron dell’Italstage (lo stesso che ha fatto business con ‘Nalbero a Natale scorso) e sperando che questi sia d’accordo – spera che non ci siano più intoppi e possa giocarsi l’evento facendolo passare come una grande iniziativa turistica di Palazzo San Giacomo, in grado di portare a Napoli centinaia di miglia di turisti. Nel caso, chi potrebbe negargli il successo se pure effimero? Intanto, ha solidarizzato  con i separatisti catalani e domani incontra  Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze del primo governo Tsipras, per fare fronte comune per “l’Europa dei popoli”.  Giusto, se non fosse che la Funicolare centrale faccia ‘stop and go’ ogni tre o quattro ore, i servizi funzionassero come in Svizzera (ma ci accontenteremmo anche di quelli stile Milano, Bologna ecc.) e gli autoctoni partenopei potessero evitare di declinare il vecchio motto “comm’è bell’ Parigi” compresi tutti suoi guai.

Caldoro, prove di fuga dall’anonimato

Non poteva mancare in questa settimana “bestiale” il desaparecidos Stefano Caldoro. L’ex capo di Palazzo Santa Lucia con un partito, il suo (NPsi), ormai ridotto in briciole, che ha provato a “mettere una scopa” per dimostrare di esistere rilanciando una sua vecchia proposta, cioè la costituzione delle magro regioni. Troppe 20, meglio ridurle a tre: Nord, centro e Etruria, più o meno quello che vagheggiava il professor Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega degli albori targata  Umberto Bossi, nei primi anni novanta del secolo scorso. E ha lanciato, a suo modo, l’idea di un referendum consultivo (sulla stessa falsa riga di quello ‘Padano’ prossimo ad essere celebrato senza alcun effetto pratico) per “l’autonomia della Campania”. Una proposta di legge affidata per il momento a un quotidiano cittadino (Cormez) con l’enfatico slogan di una “battaglia per il sud”. L’annuncio non è che abbia stimolato granché le “folle in sonno” del centrodestra. Ma tant’è, siamo alle comiche.

La speranza

Il Napoli domina a Ferrara e batte la Spal per mantenere la testa della classifica del campionato di serie A. Una eventualità non peregrina. I tifosi ci credono, come credono che la Juve perda il derby con il Torino (anche un pareggio non sarebbe male) e molli la presa sugli azzurri. Sarebbe perfetto. Giusto per affrontare un’altra settimana da ‘fantasmi’ con il sorriso sulle labbra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *