

di Peppe Papa
Il sole che splende, cielo terso e il Vesuvio che si staglia nello scenario magico del golfo in tutta la sua maestosità. Siamo a Napoli in una calda, estiva, domenica ottombrina (cosa non inconsueta nei secoli dalle nostre parti), lungomare e centro storico pieno di gente, autoctoni e moltissimi turisti rapiti dal panorama, dal clima e dall’odore di pizza, fritture miste terra-mare, pulcinella mascherati con mandolini annessi ad ogni angolo di strada e bancarelle fornite di ogni ben di Dio in vendita, tutto rigorosamente pezzottato. Una cartolina che ha scatenato i bassi istinti del nugolo di mezzemaniche di una parte dei seguaci di DeMa ai quali, l’occasione, è apparsa ghiotta per ‘cantare’ le gesta del sindaco, appropiandosi, ahinoi, delle bellezze naturali della città, comprese le sue contraddizioni che fanno tanto colore, postando sui viral-social commenti entusiasti. Del tipo, “viva il Re”, morte ai bastardi giacobini. Senza considerare che i giacobini, fino a qualche anno fa, prima di mettere piede a palazzo San Giacomo erano loro. Il che ci sta (anche se per sola compiacenza), considerando che la storia la fanno i vincitori e chi dice il contrario è solo un mentecatto “reazionario”, o meglio, “servo dei poteri forti”. E già, così va il mondo. A distinguersi in questa perversa pratica è stato ieri il consigliere comunale eletto con DeMa, Carmine Sgambati, dipendente aeroportuale, ex assessore della seconda Municipalità all’epoca delle giunte Iervolino, poi portaborse dell’ex assessore regionale Pasquale Sommese e oggi ‘miracolato’ aficionados di Giggino, Questa la sua esternazione su Fb: “In giro per Napoli di domenica mattina – e giù una serie di foto, giusto per rendere l’idea – eppure leggiamo ogni giorno post rancorosi del Pd, gli hastag degli ex sindaci (Bassolino-Maroni!?), i giudizi livorosi di chi non si fa capace, la collera di chi sa che deve ancora aspettare anni (certo fino la fine della consiliatura, quasi quattro anni ancora) Ma una città così bella, così passionale si è vista solo con l’avvento di De Magistris. Fatevene una ragione “. Insomma, ragazzi, finché va così è meglio che stiate zitti, poco importa che non funzioni quasi niente nella terza città d’Italia e la “nostra” amata fascia tricolore faccia la spola tra Napoli e Roma con il cappello in mano per cercare di scongiurare il default. Godiamoci il momento, al resto ci pensa il padreterno che per il momento sembra continui a volerci bene. Ecco, quella di Sgambati, è esattamente la rappresentazione surreale che una parte dei nostri concittadini continua a professare di una metropoli inesistente, viva e vegeta nella loro interessata immaginazione. Il sole, il mare, la pizza e i mandolini, senza dimenticare chitarre e puti-pu, oltre il meteo tipico del parallelo 41 (lo stesso di New York) sono la nostra identità e quindi non bisogna vergognarsene, tanto meno permettersi di criticare. Mentre il mondo va da un’altra parte senza chiedere permesso e aspettare che chi resta dietro si accodi. Non c’è tempo. De Magistris, il fratello e i suoi più stretti collaboratori l’hanno capito, mentre i fans, soprattutto quelli incollati alle proprie poltrone, benché modeste, continuano a far finta di niente. Ma questo è il destino dei peones, a qualsiasi latitudine.