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Scuole ‘insicure’, il dirigente addetto della Città Metropolitana si dimette: il sindaco stanzia 300mila euro per gli ‘amici’ che si occupano di beni confiscati

di Peppe Papa

Il sindaco metropolitano, Luigi De Magistris stanzia 300mila euro per mettere in sicurezza le case confiscate alla camorra e renderle fruibili ai napoletani, nel frattempo il dirigente della Direzione gestione tecnica dell’edilizia scolastica della Città Metropolitana, l’architetto Francesco Russo dice “basta” all’insopportabile peso della responsabilità per un patrimonio edilizio scolastico che proprio in materia di sicurezza è ai limiti del collasso e si dimette chiedendo di essere assegnato ad altro incarico. Fatti scollegati all’apparenza, ma che in realtà fanno parte di un unico canovaccio che attiene la gestione della cosa pubblica dell’amministrazione ‘arancione’dell’ex Provincia di Napoli. Improntata, così come a Palazzo San Giacomo, alla conservazione del consenso, privilegiando le spinte corporative di centri sociali, associazioni civiche ‘amiche’ a scapito, come in questo caso, delle vere emergenze che riguardano la cittadinanza tutta. Ma veniamo ai fatti. In mattinata, ieri, De Magistris firma un provvedimento con il quale propone al Consiglio una variazione di bilancio per un importo di 300mila euro per “mettere in sicurezza, anche attraverso sistemi di antintrusione (telecamere e quant’altro, ndr) gli immobili acquisiti al patrimonio immobiliare indisponibile proveniente dai beni confiscati alla criminalità organizzata dall’Agenzia nazionale”. Iniziativa condita, ovviamente, con la solita dichiarazione retorica: “Prosegue senza sosta la nostra azione per restituire alla società civile (cioè alle varie associazioni del comparto ‘anticamorra’ che le gestiscono, ndr) i beni che sono proventi di attività criminale. Attraverso il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati, contribuiamo a rinsaldare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a togliere forza alle organizzazioni malavitose”. Giusto. Bene, niente da eccepire, tranne per il fatto che in Campania e, in particolare Napoli e provincia, “quasi nove scuole su dieci non possiedono il certificato di agibilità statica, mentre otto su dieci non hanno collaudo” (rapporto Cittadinanza Attiva 2016) ed è “fanalino di coda per le verifiche di vulnerabilità sismica”. Certo, a questo proposito, l’ente provinciale ha stanziato nella primavera del 2016 sedici milioni, ma è evidente che non sono bastati, tanto da indurre, proprio nello stesso giorno dell’annuncio dei 300mila euro per i beni confiscati, il dirigente di Palazzo Matteotti che da anni si occupa della materia a mettere un punto alla sua esperienza. E lo ha fatto in maniera chiara, mettendo nero su bianco con una lettera al sindaco metropolitano le sue  perplessità  denunciando senza mezzi termini l’ostracismo del suo superiore, l’ingegnere Pasquale Gaudino coordinatore dell’Area tecnica edilizia istituzionale dell’ente, chiedendo di cambiare ufficio. “Il coordinatore  – ha scritto l’architetto nella missiva – non presta attenzione alle mie richieste e non fornisce la documentazione comprovante che i 308 plessi da me segnalati siano in sicurezza. Per cui credo che non esistono gli atti comprovanti il rispetto delle norme di sicurezza. Per tale motivo non ho la necessaria serenità di operare e chiedo di essere rimosso dall’incarico”. Apriti cielo. Raccontano che il sindaco di Napoli, appena ricevuta la notizia che gli guastava la giornata ‘celebrativa’ si sia precipitato all’altro Palazzo da lui diretto che si trova a due passi dal Comune e seduta stante abbia risolto il problema delegando lo stesso Gaudino ad assumere le incombenze del dirigente dimissionario, raccomandando tutti di tenere il più possibile la bocca cucita sulla  vicenda. La quale, come sempre accade in queste situazioni, ci ha messo un attimo a fare il giro tra consiglieri metropolitani e cittadini, funzionari e redazioni di giornali. Dell’architetto Russo che si è chiamato fuori si sono perse le tracce, pare che gli abbiano consigliato di prendersi qualche giorno di permesso, “poi si vedrà”. Intanto resta la preoccupazione per questi 308 edifici scolastici del territorio di cui non si capisce, visto che sono state negate le documentazioni allo stesso funzionario addetto, se siano in sicurezza. E su queste cose non si scherza, soprattutto se si tratta della ‘salute’ dei nostri ragazzi.

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