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LE ZIBA RIFLESSIONI Votare? Datemi un leader vero

di Roberto Ziba Martucci

Non so voi, ma io proprio non riesco più a votare. Il prossimo 4 marzo dovrei chiedere alla parte meno pigra di me di spingermi verso il seggio elettorale, rispolverare la mia carta d’identità, prendere la brava matitina e scegliere la  preferenza. Sembra semplice, ma proprio non ci riesco. Pur volendo, dovrei fare una scelta di partito, una ideologica e una di convenienza. Odio ovviamente doverlo fare, ma in tutte queste opzioni non riesco ancora a trovare il mio leader. Se diamo uno sguardo alle liste, poi viene un nodo alla gola terrificante: non ci sta un conoscitore reale della politica, sembrano quelle elezioni di paese, dove si mettono nelle liste il professore, il magistrato e l’ex brigadiere per dare quella parvenza di onestà che proprio non ci sta.

Allora chi votare? E’ risaputo che gli italiani sono schifati, disgustati dalla politica e cercano un reale motivo per tornare alle urne, ma per farlo vogliono ritrovare almeno una persona che dia le giuste motivazioni o che almeno abbia la faccia meno da culo. Le promesse di lavoro, sgravi fiscali e abbattimento di leggi ingiuste vanno alla grande nei discorsi dei politici delle tre fazioni dominanti, ma centrodestra e centrosinistra sembrano inseguire i pentastellati in una corsa senza troppi sforzi e si sbriciolano e perdono pezzi nel tentativo di tenere il passo dei grillini. Posso sbilanciarmi? Per me zio Silvio vince alla grande. Trionferà di sicuro il nostro hilander della politica è l’unico che è portatore sano della spinta mondiale alla chiusura verso gli stranieri tipico degli uomini che hanno i capelli strani, cosa che accomuna Hitler, Trump e lo stesso Berlusconi.

Si è ripresentato a tutti ringiovanito come se dietro la villa di Arcore avesse la vasca di Cocoon con tanto di capello disegnato e stilizzato e una pelle tirata e stirata come un bimbo. L’anfant del centrodestra porterà con sé anche il simpaticissimo Salvini come un’appendice utile a raccogliere briciole di esclusione e a giustificare i comportamenti più impopolari. La giostra gira, ma per Renzi, sono finiti i gettoni; ha sempre l’aria del bullo annoiato nel circolo dopo una partita a carambola e la faccia incline alla sconfitta. Porta con gli strascichi di un centrosinistra martoriato in cerca di un’identità mai trovata che spesso si giustifica e soprattutto incapace di rendersi veramente competitivo.

Il Movimento Cinque Stelle si pone come reale alternativa, ma non sarà votato, gli italiani sono poco inclini alle rivoluzioni e non amano le incertezze. Nei discorsi da bar tutti sono disposti a votarli, ma fattivamente quando entreranno in cabina, verranno presi dalla sindrome democristiana che è nel Dna di ogni insano patriota: cercano di votare in maniera differente, ma poi la matita va da sola verso il centrodestra. I nostri politici sembrano tutti bambini che giocano alla guerra, ma quando è l’ora di rientrare a casa fanno i capricci e alla fine interviene mamma Europa che li sculaccia a dovere. Perché le stelle vere a noi le fanno vedere solo l’Europa quando ci impone sacrifici. Sembra sempre di sentire l’iniziativa  di mussoliniana memoria “Donare oro alla patria” e automaticamente si presentano balzelli nuovi e questo davvero non ci piace. Io non vi voto.

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