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LE ZIBA RIFLESSIONI Il vigilante ammazzato vittima dell’indifferenza

di Roberto Ziba Martucci

Guardo Napoli da poco lontano ultimamente, perché da un po’ di tempo abito a Pozzuoli, una città all’ombra del Vesuvio e col culo su un vulcano molto attivo. Forse per la paura costante di un’eruzione o per i continui movimenti di una terra ballerina per il fenomeno del bradisismo, ho sviluppato un certo finalismo o meglio una filosofia di vita che cospira verso fini negativi che non guarda al futuro in maniera positiva, ma tende stranamente e tendenzialmente alla grattata di palle per poi avere picchi straordinari su intensi momenti di sconforto quando leggo un certo tipo di notizie che mi mettono notevolmente ko. Tra queste ha suscitato un certo sconforto, la notizia della barbara uccisione il 3 marzo scorso, del vigilante Francesco della Corte.

L’uomo era stato aggredito da tre minorenni che nel tentativo di rubarli la pistola, l’hanno colpito ripetutamente a colpi di bastone, alla fine di una giornata di lavoro mentre stava chiudendo le porte della stazione metropolitana collinare di Piscinola. Della Corte è deceduto in ospedale giovedì scorso a causa delle ferite riportate alla testa e dopo aver subito una difficilissima e delicatissima operazione che non ha avuto l’esito sperato. I tre giovani sono stati identificati grazie alle telecamere di sorveglianza,  arrestati e in seguito hanno confessato l’efferato crimine ed hanno motivato l’accaduto dicendo che volevano impossessarsi dell’arma della guardia metropolitana. Sono un genitore e sono stato un figlio ed ho sempre vissuto la mia città senza troppe preoccupazioni, soprattutto mai facendomi problemi,  uscendo a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma oggi, sicuramente, un certo timore tali informazioni me lo provoca.

Queste notizie aumentano la fama di metropoli violenta e fanno sprofondare Napoli negli indici più bassi della qualità della vita. In questi casi è difficile analizzare il problema, si rischia di essere scontati e banali, ma l’indifferenza spesso fa peggio e oscura le problematiche. La periferia Nord di Napoli è sempre Napoli ed è la parte più urbanizzata della città. Qui accade di tutto: si consumano i crimini più efferati tra rifiuti, rapine e omicidi, nella totale assenza delle istituzioni anche se si parla del problema hinterland settentrionale ogni giorno. Da Secondiogliano a Marano, dall’Asse Mediamo da Melito a Giugliano,in concreto non esiste alcun tipo di controllo: poche volanti della polizia, esigui accertamenti stradali e presenza minima delle forze dell’ordine sul territorio. Sono convinto che la repressione non abbia mai risolto nulla, ma la presenza tante volte degli uomini in divisa può sicuramente evitare episodi criminali di questo tipo.

Il problema è sicuramente anche culturale. I tre minori, ad esempio, non frequentavano la scuola e forse hanno tentato come tanti loro coetanei di imitare le gesta delle baby bang usando una violenza ingiustificata nei confronti del povero vigilante. Ho cercato di immedesimarmi anche nei genitori dei ragazzi ed ho visto solo il fallimento di famiglie e lo sconforto di madri e padri che non sono riusciti, o non hanno voluto e potuto dare una giusta strada ai loro figli. Non mi sento di colpevolizzare nessuno perché è facile sbagliare quando non hai possibilità, è facile passare “al lato oscuro” farsi corrompere da una vita diversa che offre, in breve tempo, le possibilità che mai si potrebbero ottenere onestamente.

Non giustifico sicuramente l’abbandono e l’irresponsabilità. In questa vicenda non ci sono vincitori o vinti. Sono colpevoli gli indifferenti, i politici corrotti, gli assessori tanto al chilo, chi non giudica, chi giudica, chi soffre nel silenzio ma non fa nulla, quella bella cucchiarella mai usata abbastanza, quella pantofola rotante lanciata stile boomerang che non ha mai colpito la disobbedienza, il battipanni che non si usa più, internet senza freni, i preti pedofili, la spettacolarizzazione del crimine, la morale degli stolti, le mancanze di noi tutti, le parole dette, quelle non dette. Ciao Francesco, vittima innocente dell’indifferenza. Tu ora sarai da qualche parte a chiederti forse il perché di tale gesto e perché sia capitato proprio a te. Per te sicuramente si saranno aperte le porte del paradiso. Il vero inferno purtroppo resta qui.

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