Pd in cerca di una identità, Peppe Russo: “l’utopia liberale si è trasformata nel suo rovescio”
Luglio 18, 2018
Bassolino ammette l’errore: “Dovevo promuovere una lista civica senza passare per le primarie farlocche, potevo farcela a ritornare a Palazzo San Giacomo
Luglio 20, 2018

Pd-M5S prossimi alleati: Di Maio alle feste dell’Unità e Renzi si “tolga dai piedi”

Il gruppo dirigente dei democratici crede nell’implosione dell’alleanza Lega-M5S e briga per farsi trovare pronto all’evenienza di dovere sostenere un esecutivo di emergenza dopo le elezioni europee del 2019, dove Salvini e i suoi sono sicuri di fare ‘cappotto’ per poi  ritornare alle urne e conquistare l’intera posta del potere in Italia

 

di Peppe Papa

“Dio è morto, Marx pure e anch’io non mi sento troppo bene” diceva Woody Allen in un suo celebre monologo di parecchi anni fa. Che è più o meno quello che sta accadendo al Pd il quale, frastornato da una lunga agonia, non si sente molto bene ed è prossimo a “tirare le cuoia”.

Un suicidio annunciato e compiuto con metodica fermezza instillando al suo interno la dose di veleno necessaria per avvicinarlo al fatale precipizio.

L’apparato, come è ormai chiaro, sta cercando di mantenersi in vita immaginandosi un futuro, anche a costo di svendersi l’anima, e non disdegna di ammiccare ai ‘grillini’ ritenuti, come in uso negli anni settanta, “compagni che sbagliano”.

Sapremo “redimerli” vanno cianciando, intanto si apprestano a dare battaglia al congresso, unendosi in un inedito ‘cartello’ per archiviare definitivamente la stagione Renzi.

Nel frattempo si portano con il lavoro avanti, invitando il capo dei Cinquestelle, vice premier e ministro al quadrato del governo giallo-verde, Luigi Di Maio, alle prossime feste dell’Unità a partire da quella di Ravenna, poi Genova e forse in altre ancora.

Sono convinti, Maurizio Martina e gli altri capibastone che prima, o poi l’alleanza spuria Lega-M5S sia destinata a implodere  e bisogna farsi trovare pronti per rientrare in partita.

Salvini sogna di fare il botto alle europee del 2019 e far saltare il governo per andare a nuove elezioni con l’obiettivo di conquistare l’intera posta, in tal caso il Pd può venire buono per proseguire la legislatura insieme ai pentastellati. Un disegno chiaro che si è già estrinsecato attraverso prima la composizione della segreteria, “dentro tutti”, poi le dichiarazioni dei “leader” della paccottiglia dell’attuale establishment dem. Andrea Orlando, riferimento della sinistra-sinistra del partito non ha avuto remore a dirsi propenso a “valutare punto per punto il ‘Decreto dignità’ presentato dal ministro del Lavoro e, nell’eventualità, votare a favore sulle questioni ci convincono”. Gianni Cuperlo, appena rientrato in direzione,  ha ancora più spinto sull’acceleratore giusto per far capire di che si parla: “Il Pd cambi tutto, tranne il nome. La stagione Renzi è finita, che errore lasciare M5S alla Lega”.

Chiaro, insomma, l’andazzo. Per l’ex premier non c’è più spazio, si faccia un altro partito se ci riesce e amen. Che è quello che probabilmente succederà, la nona ‘Leopolda’sembra sia stata convocata proprio per questo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *