

di Gennaro Prisco
A Medjugorje ci vanno anche i creduloni che hanno un miracolo da chiedere e pensano che la Madonna slava sia più potente di quella di Lourdes o di Fatima o di Loreto o di Pompei. E’ un argomento intrigante questo delle apparizioni. E quelle a comando di Medjugorje è davvero una storia per gli ‘azzeccati mistici’ che vivono nell’irrealtà delle fede usa e getta.
Una madre business, ciarlatana che fa fare soldi con la pala tramite il sacro. Una di quelle specialità mafiose la cui eccellenza e riconosciuta ovunque ci sia un capo o una capa di spessore e una affiliato o affiliata capace di portare a termine qualsiasi atto criminale. Non è un caso che boss, gregari e affini chiedano protezione a santi e madonne prima, durante dopo ogni azione malavitosa.
La preparazione del pellegrinaggio, dalle parti nostre, a Medjugorje, per chi scaglia volentieri la prima, la seconda e pure la terza pietra inizia, secondo i resoconti giornalistici dal barbiere e dal parrucchiere, un paio di giorni prima dell’imbarco per la Bosnia. Per le donne mesches e messa in piega, manicure e pedicure, pulizia del viso e trucco. Per gli uomini mesches e messa in piega, manicure e pedicure, pulizia del viso e barba curata alla jihadista. Bisogna essere in forma ed eleganti, l’appuntamento e di quelli importanti, oltre l’Adriatico c’è Maria che attende.
Tra le migliaia di pellegrini che vanno dalla Madonna con fede ingenua nei miracoli, ci sono loro. I maschi si mimetizzano, le donne no, e ogni settimana salpano per l’Erzegovina. Mogli di boss ergastolani, vedove e orfane di camorra della metropoli fanno parte di comitive devote e serve di Maria. Tutte con le Madonna dell’Arco nel cuore, che è la vera Madre di tutti i fujenti della Campania. Sono donne pentite? Sono donne in cerca della pace celeste? A quanto pare, no.
Un ipotesi che fa pure Monsignor Henryk Hoser, inviato del Papa a Medjugorje, per svolgere la missione di accertare se le regolari apparizioni della Madonna, in quello che è diventato uno dei più importanti santuari mariani, siano vere o no. Il monsignore, a quanto si sa, ha acquisito approfondite conoscenze della realtà e ha valutato l’operato dei frati francescani minori che gestiscono la parrocchia di Medjugorje e che sono in guerra con la diocesi di Mostar dalla quale dipendono.
A Marzo, il vescovo di Mostar, monsignor Ratko Peric, ha pubblicato sul sito della diocesi un documento dove dichiara apertamente che le apparizioni della Madonna di Medjugorje non sono autentiche con queste parole: “sono un inganno operato dai sei veggenti che ad orari e in date ben precise, chi tutti i giorni, chi una volta al mese, chi a Natale, sostengono di vedere la Madonna, di poterle parlare e addirittura di poterle dare degli ordini”. Secondo monsignor Peric i milioni di pellegrini che si sono recati nella cittadina bosniaca per assistere alle apparizioni programmate della Madonna sono vittime di un imbroglio perché la Madonna non e mai apparsa a Medjugorje. Ufficialmente invece il Vaticano non si e ancora pronunciato sulla veridicità delle apparizioni mariane ma il vero problema e quello rappresentato dal business milionario che si è venuto a creare attorno al santuario.
L’intera città è devota al business delle apparizioni della Madonna e a quanto pare i veggenti non conducono una vita modesta, tutt’altro. Sarà un caso, ma quasi tutti sono proprietari di strutture alberghiere e negozi di souvenir e anche i centri di meditazione e di preghiera come il Magnificat della veggente Marja. Perchè non c’e dubbio che grazie alla storia delle apparizioni i sei veggenti si siano arricchiti. Autoarricchiti per volere di Maria.
Del resto i veggenti sono dei privilegiati della fede e vedono la Madonna anche dal bordo di uno yacht o mentre sono in autostrada fermi al motel per una sosta alla toilette. Non devono per forza stare a Medjugorje: le visioni le possono avere ovunque e questo consente loro di fare dei tour delle apparizioni per portare la Madonna nel Mondo. Pare che Ivan abbia chiesto alla madre di Cristo di non apparirgli durante il volo intercontinentale per non spaventare i passeggeri e la Madonna slot machine , ha acconsentito.
Paolo Brosio, quello che riuscì ad evitare di finire sotto al tram in diretta televisiva dalla Procura di Milano nel ’92, ai tempi di mani pulite, è da qualche anno un devoto alla Madonna di Medjugorje. Molti hanno pensato ad una conversione, le sue apparizioni televisive, come quelle della Kroll, sembravano autentici furori di fede. Roba da voltastomaco, ma autentici. Poi, te lo ritrovi da Corrado Formigli, difendere il modello di business Medjugorje perché in fondo se ci sono cosi tanti pellegrini desiderosi di vivere un’esperienza di fede qualcuno dovrà pur provvedere a dare loro un tetto, qualcosa da mangiare e altri generi di conforto ‘kitsch’.
E bravo Brosio, bravo il settimo veggente, quello delle verità. Quello che non arrossisce mentre afferma: “la Madonna e mia e la gestisco io“. Per poi aggiungere: “noi a Medjugorje – dice proprio noi – non lucriamo e diffonde una falsa notizia: il Papa ha inviato il suo vescovo non per indagare ma per trasformare la parrocchia in Santuario”. Per poi aggiungere la vera notizia e minacciare proprio il Papa: “la mossa di Bergoglio è ostile. Ma anche se il Vaticano dovesse screditare le apparizione, milioni di pellegrini farebbero uno scisma e continuerebbero ad andare”.
Ma torniamo ai veggenti manager dell’incredulità popolare ed ai tanti italiani che hanno aperto un esercizio commerciale ai piedi della madonna. Fanno soldi, tanti soldi. E’ uno sporco lavoro, ha confessato uno di loro, e qualcuno deve pur farlo, senza contare che, come sempre, le canaglie si sentono dei benefattori che fanno girare l’economia e danno lavoro a tante brave e pie persone del luogo, del fuori luogo e del fuori fuori luogo perché il denaro corre e le tasse sono sanguisughe e l’elusione fiscale un dovere religioso secondo un’apparizione antica della madonna di Medjugorje.
Secondo una ricerca riportata dal Piccolo di Trieste, e condotta da Vencel Culjak della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Hercegovina, il turismo della fede nella piccola città bosniaca dal 1981 (anno della prima apparizione) al 2013 ha generato un giro d’affari pari a 2,85 miliardi di euro (90 milioni di euro l’anno spesi dai turisti in gadget e alberghi) con guadagni anche per la Chiesa Cattolica locale che avrebbe incassato 290 milioni di euro in donazioni. Senza contare le spese di viaggio (8,5 miliardi di euro) che fanno lievitare il denaro passato per Medjugorje a 11 miliardi di euro. Passati appunto, perché a quanto pare la maggior parte degli esercizi commerciali non avrebbe licenza e preferisce fare tutto in nero (fino al 70% degli incassi non verrebbe dichiarato). Ad esempio la tassa di soggiorno locale in base ai flussi di pellegrini dovrebbe generare introiti per 600.000 euro l’anno ma nelle casse del paesino arrivano spiccioli.
Forse, però, su Medjugorie si sta per abbattere dopo 34 anni la smitizzazione delle apparizioni. L’inviato del Papa ha concluso il suo lavoro e poi c’è, come in tutti i romanzi criminali, il giallo di una morte bianca di un sacerdote su cui indagare. Ma andiamo per ordine: per il cristianesimo non esiste che la Madonna appaia ad orari prestabiliti per anni e anni allo stesso posto e agli stessi veggenti. Nel 1991, la Conferenza Episcopale jugoslava giunse a conclusione che non era possibile affermare che si trattava di apparizioni e fenomeni soprannaturali. E il Papa, oggi emerito, Ratzinger, avviò i lavori di una commissione d’inchiesta che oggi pare si stia concludendo. La storia di Medjugurje inizia il 24 giugno del 1981, giorno in cui appare la Madonne a sei bambini nella campagna del paese. Nel 1986 la Conferenza Episcopale jugoslavia vietò i pellegrinaggi ma, come ha ben detto il devoto Brosio, non è possibile fermare milioni di fedeli che da tutto il mondo si recano nella piccola parrocchia.
La ragione del successo risiede nell’irrealtà dei piccoli grandi segni divini che il business ha centrato: il sole che danza nel cielo, statue che piangono o che s’illuminano, messaggi registrati, orari prestabiliti per le visioni. Tutto ciò da 34 anni. Tutto ciò, forse sta per crollare, forse.
Qualche dubbio c’è poiché il Vaticano fino adesso non ha bollato le apparizioni come una truffa. Nonostante, nel 1996, Tarcisio Bertone, allora segretario della Congregazione della Fede, in una lettera a Woityla scrisse: “i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorie non possono essere organizzati ne a livello parrocchiale, ne diocesano“. Censurando le attività dei francescani accusati di manipolazione delle coscienza, eresia e scisma. Ma solo anni dopo, i due padri francescani sospettati di aver architettato il tutto, padre Vaslic e padre Zovko, hanno pagato pegno: il secondo, nel 2004 fu espulso dall’ordine e il primo, che aveva messo incinta anche una suora, fu sospeso, nel 2008. Dei sei bambini, oggi adulti e ricchi, nessuno si e consacrato. Mica fessi.
Si e stimato che tra il 1981 e il 2013, 23 milioni di pellegrini si sono recati in Erzegovina, ed hanno prodotto per spese turistiche 2,85 miliardi di euro ( 290 milioni versati alla chiesa cattolica ), mentre per le spese di viaggio sono state 11 miliardi di euro. A breve, la Santa Sede dovra esprimersi e prendere una posizione. La commissione guidata dal Cardinale Ruini ha valutato la documentazione, ascoltato i veggenti e i testimoni. Il Cardinale ha dichiarato: “ Dal 2010 abbiamo fatto diciassette riunioni, se non ricordo male, lavorando sempre più intensamente e più a lungo nell’ultimo periodo. Abbiamo fatto un’indagine molto accurata, un’inchiesta completa: abbiamo potuto guardare tutto, mandato persone che esaminassero le cose in concreto sul territorio”.
Il Cardinale Ruini però parla di una “ proposta articolata “ che lascia il dubbio che, anche questa volta, si deciderà di non decidere. In ogni caso, l’ultima parola spetterà al Papa, e il suo pensiero e noto: la Madonna non fa orario d’ufficio come Filippo. Non ricicla i soldi fatti con il movimento terra e con le costruzioni con l’abbigliamento con la sua firma taroccata.
Il suo nome è Luciano Ciciarelli, missionario. In prima battuta gli inquirenti hanno pensato ad un allontanamento volontario. Poi i familiari hanno ricostruito una serie di mail che fotografano uno scenario nel quale, si muovono “ le forze del male” attive a Medjugorje, come le ha definite l’arcivescovo Hoser, di cui fanno parte anche “le mafie napoletane”.
E poi c’è il fatto, che di tutte le persone scomparse a Medjugorje è stato ritrovato il corpo. Tranne quello del missionario, come afferma l’Interpol, sparito il 2 agosto 2015. L’allarme per la sparizione, dicono i familiari del sacerdote missionario, fu dato con quattro giorni di ritardo. E un nipote ha dichiarato: “Mio zio fu fotografato da due peruviani la mattina del 2 agosto. Da quel momento di lui non si è saputo più nulla”
Accanto a questo suolo c’è un parcheggio ed è in una posizione molto ambita. Il missionario voleva dar seguito al testamento del suo confratello, padre Luca Cirimotic, e farci un ospizio, ma non ci riuscì. Padre Ciciarelli, insomma, si imbatté in una situazione intricata assai che sembra legata al racket dei suoli sacri. I nipoti del missionario hanno ricostruito i passaggi del terreno dopo la morte del proprietario.
Il suolo fu ereditato dal fratello di padre Luca Cirimotic, all’epoca vescovo di Scopje, in Macedonia, e dai nipoti, residenti a Medjugorje e con incarichi importanti. Padre Ciciarelli attivò le sue fonti. Una bosniaca residente a Parigi, in particolare, che doveva metterlo in contatto con avvocati e consulenti. Quella donna bosniaca aveva un appuntamento con il missionario il pomeriggio in cui sparì, ma sebbene lui non si presentò all’appuntamento, lei non diede l’allarme.
Non è sconosciuto alle cronache che gli ‘ndranghetisti si recano in pellegrinaggio alla Madonna di Polsi in Aspromonte, i camorristi alla Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia mentre i mafiosi si dividono tra la Madonna di Tindari, Santa Rosalia a Palermo e Sant’Agata a Catania.
Insomma, a tre anni dalla scomparsa del missionario ed in attesa delle decisioni del successore di Pietro facciamo voto e azzecchiamo meno: Dio è con noi, dentro di noi, ci si può rivolgere a lui da casa, si risparmiano soldi e forse il miracolo arriva nella forma della grazia.