

di Gennaro Prisco
Carlo Calenda è un uomo affascinante, empatico. Entra ed è un faccia a faccia senza alcun elemento di distanza con il pubblico. E’ alla Feltrinelli di Piazza dei Martire. Napoli, 30 ottobre 2018.
E’ qui per presentare il suo libro-manifesto politico
Non è candidato a niente. Candidata la propria visione politica liberale unitaria di risposta alla crisi delle forze politiche costituzionali di destra e di sinistra portando a conoscenza dei divisivi il fatto che il 28% degli analfabeti strutturati non capisce quello che legge.
E non tace sulle percentuali di quanti capiscono ma agiscono come se non capissero che la paura è uno stato d’animo prodotto dalla percezione del pericolo, che sulla paura si erodono i diritti civili e le fondamenta delle democrazie che si reggono sui parlamenti e sulle architravi Istituzionali che garantiscono l’unità nazionale e il funzionamento dello Stato indipendentemente dai risultati elettorali che di volta in volta si vengono a determinare.
Sulla paura si costruiscono le tirannie
Quindi, suggerisce l’ex ministro per lo sviluppo economico dei governi Renzi/Gentiloni, bisogna puntare sull’audacia e dire la verità “sugli errori di prospettiva politica che abbiamo compiuto pur governando bene”. Raccomandando di farlo subito. Perché la nostra crisi è la crisi dei progressisti occidentali per mano dei liberisti. Di farlo “spiegando le nostre ragioni”, gli inganni dei sovranisti, le bugie degli incompetenti difendendo l’Italia e l’Occidente che in Europa hai suoi confini fuori da quelli dell’ex Unione Sovietica, rivedendo quella politica dell’allargamento attraverso un ritorno alle origini geografiche dell’occidente. Chiudendo definitivamente le porte alla Turchia che proprio occidentale non è.
Per non perdere le espressioni che accompagnano le ragioni che lo hanno spinto a scrivere un libro militante, “Orizzonti Selvaggi”, appoggio il mento sul manico dell’ombrello.
Lo seguo e come lui sono convinto che bisogna rispondere a quanti ci riempiono di male parole con “gentilezza e fermezza”, spiegando le ragioni di un punto di vista differente.
Un libro militante, un libro progressista, un arma impropria per diffondere una nuova prospettiva di futuro da persone libere e liberate dal ritorno della Storia.
Ciò che è in pericolo è l’Occidente, ciò che è in pericolo è la Repubblica, lo Stato unitario. La nostra Repubblica.
Ciò che scuote è la globalizzazione deregolarizzata delle imprese e del lavoro. Il prezzo che la classe media ha pagato per assenza del centro regolatore, cioè la Politica.
Ha un’eleganza napoletana, la parlata facile, Carlo Calenda.
Conosce il linguaggio semplice e spiazza il numeroso pubblico che è venuto ad ascoltare la sua ricostruzione dei fatti che hanno determinato lo stato attuale con l’ardire di proporre una via d’uscita democratica da affidare a Paolo Gentiloni. L’uomo giusto per guidare un Fronte unitario costituzionale per competere con la destra sovranista e antieuropea. Un Fronte antifascista di uomini e donne rappresentativi della società italiana. Uomini e donne credibili, autorevoli.
Mentre dal pubblico piovono domande, mi guardo intorno: non ci sono i dirigenti metropolitani del partito democratico in sala. Non ci sono mai quando devono esserci.
1 Comment
Bravissimo, affascinante di sicuro è questo piace alle donne ma preparato e molto facile da capire….complimenti