

Il capo del Carroccio aveva assicurato che il suo sottosegretario ai Trasporti non si sarebbe fatto da parte, come invece pretendevano Di Maio e i suoi, anche in caso di condanna. Poi, appena ricevuta la notizia, sono arrivate le dimissioni in segno di distensione e a condizione che passino tutti i provvedimenti bandiera della Lega: Tav, flat tax, ‘pace fiscale’ e sblocca cantieri, osteggiati dai Cinquestelle. In caso contrario saranno responsabili di riportare il Paese al voto.
di Peppe Papa
Movimento 5 stelle messo alle corde dal suo alleato che ha saputo sfruttare a proprio vantaggio un momento difficoltà, la vicenda giudiziaria del sottosegretario leghista ai Trasporti, Edoardo Rixi risoltasi in una condanna in primo grado cui sono seguite le immediate dimissioni dal governo, e passare all’attacco.
Evitato l’incidente che avrebbe potuto mandare gambe all’aria l’esecutivo (proprio sul caso Rixi i pentastellati battevano con insistenza per mettere in difficoltà il Carroccio) facendo dimettere il suo uomo in segno di estrema responsabilità, Salvini ha posto sul tavolo la contropartita, augurandosi che i ‘soci’ sappiamo dimostrare la stessa sensibilità istituzionale evitando di provocare la fine del “Contratto” che sarebbe solo a loro ascrivibile.
Tav, flat tax, pace fiscale, codici degli appalti, sblocca cantieri, decreto sicurezza.
Sono i temi urgenti che il ministro degli Interni ha posto all’attenzione dei Cinquestelle e su cui vuole risposte rapide, perché lui “non ha tempo da perdere”. Una specie di ultimatum, inflitto cinicamente al Movimento, alle prese con una sconfitta alle urne catastrofica e malumori interni che stanno mettendo in discussione la leadership del capo politico e pluriministro, Luigi Di Maio, cui è impossibile sottrarsi senza provocare sconquassi. In pratica Salvini li ha stretti all’angolo: o con lui, oppure contro e tutti a casa.
“Se qualcuno mi dicesse che la riduzione delle tasse può attendere, la pace fiscale può attendere, gli appalti e i rifiuti vanno bene così, se ci fossero quattro, cinque, sei no e si continua a bisticciare, allora – ha avvertito – la Lega non ha più tempo da perdere, la politica degli insulti è stata punita dagli italiani”. Pertanto, per quanto riguarda la Tav “i nostri contatti ci dicono che possono arrivare buone notizie sugli investimenti, le grandi opere e se la quota del finanziamento Ue dovesse aumentare fino al 55% sarebbe evidente che diventerebbe vantaggioso completare un’opera fondamentale”.
Ha poi annunciato, a proposito di infrastrutture che “la Lega presenterà oggi stesso un emendamento al decreto Sblocca cantieri per due anni del codice degli appalti”, praticamente un ‘liberi tutti’ di antica memoria, ma che il capo del Viminale si augura venga accettato senza preclusi oni politiche sia dalle opposizioni che dalla maggioranza.
Per quanto riguarda il fisco sarà posta all’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri, quando “Rousseau permettendo” sarà convocato ha aggiunto beffardo, la discussione sulla flat tax per imprese e famiglie”, fermo restando l’assoluta indisponibilità ad alzare l’Iva, o qualsiasi altra tassa.
Infine, il condono per completare la ‘pace fiscale’, un provvedimento saltato in precedenza per la contrarietà del M5S, che Salvini dice di voler ripresentare uguale alla prima volta con la possibilità di un forfait del 20% su quanto già dichiarato.
Queste sono le condizioni per continuare a ballare se i Cinquestelle ne hanno voglia, a prescindere da come andrà a finire la sceneggiata del referendum sulla riconferma di Di Maio alla carica di capo politico gestito dalla piattaforma ‘Casaleggio associati’. Avranno il coraggio di opporsi anche a costo di staccare la spina e ritornare al voto come è stato ventilato entro fine settembre? Per gran parte di loro sarebbe un dramma ritrovarsi nuovamente senza lavoro: “e chi lo paga il mutuo”?