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EUREKA (di Peppe Papa) Destinazione Prima repubblica per salvarsi dal ‘Capitano’ e la sua ciurma

di Peppe Papa

Destinazione Prima repubblica, non c’è altro modo per scongiurare la deriva sovranista di Salvini il ‘Capitano’ e il populismo arruffone dei Cinque Stelle. Il sistema elettorale maggioritario, architrave istituzionale delle democrazie mature, non fa per noi. Meglio un bel proporzionale puro che, pur pagando dazio alla governabilità, assicura una rappresentanza diffusa alle mille facce del Paese e il ritorno alla politica.

Difronte ad una destra agguerritissima e strafavorita nei sondaggi, non è il caso di indugiare con le formule bizantine e confuse che hanno caratterizzato gli ultimi venti anni della politica italiana seguiti al fallimento del referendum del 1999 per l’abolizione dell’ultimo residuo di proporzionale che ancora restava nel nostro giovane maggioritario. Non si può correre il rischio di un vincitore che piglia tutta la posta; no, da questo punto di vista abbiamo già dato.

I padri costituenti, che si trovarono a ricostruire sulle macerie di un regime dittatoriale e una guerra devastante, compresero bene che per la forma di governo parlamentare che avevano scelto, finalizzata a scongiurare colpi di testa di qualche nuovo ducetto e anche per il pericolo comunista, il proporzionale puro era l’unico in grado di garantire la rappresentanza e la sintesi degli interessi di una Italia unitaria solo sulla carta.

Un sistema che ha retto bene fino alla caduta del Muro e il buco nero di Tangentopoli, dopodiché si pensò di passare al maggioritario, eleggere le persone nei collegi e privilegiare la governabilità, trasformare il Paese in una democrazia compiuta. Sappiamo come è andata a finire, tra riforme approvate e quelle bocciate dalla Corte costituzionale, il tentativo di tenere insieme la governabilità appunto e la rappresentanza è miseramente fallito, aprendo le porte all’assalto di gente incompetente e senza scrupoli e nuovi barbari capaci di trascinarci in un moderno Medioevo.

Un pericolo che il governo cosiddetto giallo-rosso non sembra avvertire nella sua interezza, tanto da decidere ieri di rimandare a dicembre la definizione di una nuova legge elettorale da sottoporre al Parlamento, ritenuta da loro stessi necessaria dopo il ridicolo taglio dei parlamentari voluto dal M5S.

Nel Pd, inutile dirlo, regna la confusione, o meglio, il canto dissonante delle correnti interne indecise su quale linea adottare in merito all’alleanza con i populisti pentastellati. C’è chi vorrebbe chiudere bottega e andare a votare, chi invece spinge per un rapporto strutturale con Di Maio e compagnia nonostante l’esperimento umbro si sia trasformato in una disfatta per la coalizione di governo. Comunque sia, prima di prendere qualsiasi decisione per quanto riguarda il ricorso alle urne, è bene che si metta mano alla legge elettorale e che sia proporzionale puro per le ragioni che abbiamo illustrato.

Basterebbe un unico articolo per ripristinare la legge del 1948 e 24 ore per approvarla. Questa è quella che per il momento ci meritiamo e che come noi adottano in Germania e Spagna le quali, non a caso, hanno alle spalle una storia di sensibilità ai despoti come la nostra. Basta, dunque, Mattarellum, Porcellum, Consultellum, Italicum e via di questo passo, facciamo i seri e, soprattutto, non facciamoci del male.

1 Comment

  1. umberto minopoli ha detto:

    Primo: fare leggi elettorali a misura dell’avversario di turno da battere e’ un’idiozia. Secondo: e’ controproducente. Ogni volta che si e’ cambiata la legge per non far vincere qualcuno, questo ha vinto ( vedi M5S e Rosatellum nel 2018 ). Terzo: e’ una sciocchezza grande come il Vesuvio che il proporzionale indebolisca Salvini. Perche’? In base a quale cervellotico ragionamento? Distrugge il Pd che e’ insediato da mille rivoli e partitini a destra, a sinistra e al centro. Quarto: il ritorno alla legge elettorale della Prima Repubblica senza i grandi partiti della Prima Repubblica e’ il suicidio della Repubblica, l’avventura nella notte della frammentazione, dei partitini personali, dell’instabilita’ come sistema. Il Pd deve resistere al proporzionalismo: e’ l’ultima trincea.

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