

di Peppe Papa
L’ottimo risultato conseguito in Campania da Italia Viva alle ultime regionali, il migliore a livello nazionale, rischia di essere appannato dai malumori che serpeggiano tra i suoi sostenitori della prima ora riuniti nei comitati e da manovre poco limpide tra i membri del suo apparato dirigente.
Soprattutto a Napoli, dove nella prossima primavera si tornerà alle urne per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco, chiamato a risollevare la città dopo i disastrosi anni di amministrazione De Magistris.
Graziella Pagano, coordinatrice cittadina del partito, è finita oggetto delle mire di chi vorrebbe prenderne il suo posto, naturalmente in gran segreto, approfittando della malattia contro cui combatte da tempo e che da qualche settimana la tiene lontana da Napoli ricoverata in una clinica della Capitale.
E’ stata lei stessa a renderlo noto in un post su Facebook nel quale, naturalmente, non ha smentito la sua proverbiale grinta e il piglio della combattente: “Mi dicono che qualcuno vorrebbe il mio posto come coordinatore IV ‘visto il suo stato di salute’: sto ridendo da mezz’ora”.
Se così fosse, colpisce lo spirito di sciacallaggio che non fa onore a chi ha pensato di sbarazzarsi del suo contributo, ritenuto evidentemente scomodo, o poco funzionale a chissà quali giochi di potere, approfittando delle sue condizioni fisiche.
Per il momento, ovviamente, non si fanno nomi di chi dovrebbe essere il sostituto, si sa solo che si tratterebbe di una donna, come impone lo statuto, la quale affiancherebbe l’altro coordinatore cittadino, maschio, Apostolos Paipais presidente dell’VIII Municipalità (Scampia, Marianella, Piscinola, Chiaiano), al tavolo della coalizione in vista delle prossime comunali.
Un appuntamento decisivo per il futuro politico di molti aspiranti amministratori che hanno intravisto in Iv, come già successo alle consultazioni regionali appena archiviate, una sorta di taxi per la propria affermazione politica personale.
Cosa che ha messo in fibrillazione, come dicevamo, tanti aderenti ai comitati territoriali che non ci stanno ad essere trattati da semplice massa di manovra per gli interessi di pochi.
Una insofferenza la cui evidenza è apparsa palpabile in alcune chat di militanti dove il partito è stato definito “un disastro, un contenitore sovietico, il nulla”, nel quale “si sono espressi potenti comitati elettorali e presunti dirigenti senza né arte né parte”.
Fino a chi, addirittura, si è spinto a prefigurare “se non ascoltati” una lista civica “espressione di realtà associative di ispirazione liberare e riformista”.
Una cosa del genere, ovviamente, vanificherebbe tutto lo sforzo fin qui compiuto e l’ottima affermazione registrata alle urne il 20 settembre scorso in un quadro di alleanze, tra l’altro, che sta prendendo una direzione non esattamente in linea con quanto sempre sostenuto da Renzi e i suoi. “Mai con il M5S”.
Il Pd, infatti, ha fatto sapere per bocca del suo segretario metropolitano, Marco Sarracino che per la scelta del prossimo candidato sindaco del capoluogo partenopeo si procederà “senza primarie” e con un accordo scaturito da un campo largo di soggetti, Cinquestelle compresi, come la coalizione che sostiene il governo nazionale.
Posizione confermata da Nicola Oddati, componente della segreteria nazionale dem e ascoltato consigliere di Nicola Zingaretti per gli affari regionali, in una recente intervista a “Il Mattino”. Alla quale, proprio Graziella Pagano, dal suo letto di degenza, sempre via Fb, ha replicato esplicitando le sue perplessità.
“Conosco Nicola da troppi anni per sorprendermi delle sue capacità – ha scritto – a lui però dico, bene il dialogo a partire dal perimetro della maggioranza di governo, ma dalla Toscana all’Emilia alla Campania, abbiamo dimostrato di poter vincere anche senza i 5Stelle. Possiamo farlo anche al comune di Napoli”.
E a proposito di primarie ha aggiunto: “Come Goffredo Bettini non esclude si facciano a Roma, possiamo pensare di farle (una volta tanto bene) anche qui? Proviamoci”. Be’, sembra abbastanza perché a qualcuno venga l’idea di togliersela dai piedi.