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No al Mes: le otto bugie del premier Conte

Le motivazioni del “no al Mes” da parte del presidente del Consiglio Conte non reggono alla prova dei fatti, anzi sono vere e proprie bugie. Una per una, ecco perché.

di Costantino de Blasi

Nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte è stato chiaro: “il Mes non serve“. Salvo correggersi, poco dopo, di fronte alle rimostranze del segretario Pd, Nicola Zingaretti di non escluderne – “se necessario” – l’utilizzo.

Ma quali sono le motivazioni di tanta ostilità nei confronti di un prestito europeo a zero interessi di 36-37 miliardi di euro, fondamentali per affrontare la pandemia e riformare la sanità nazionale? Le scuse addotte dal presidente del Consiglio non reggono, anzi, sono vere e proprie bugie.

Conte 1

Cerchiamo di far capire anche al grande pubblico i termini della questione. Cerchiamo di essere questa volta anche un po’ più dettagliati. I soldi del MES sono dei prestiti non possono finanziare spese aggiuntive. Si possono coprire spese già fatte in cambio di un risparmio di interessi

Falso 1

Il Pandemic Crisis Support del MES nasce l’8 maggio proprio per finanziare spese aggiuntive. Così come fece per il famoso deficit 2,40% diventato poi 2,04% per far fessi i gonzi, Il Conte ‘Mascetti’ gioca con le parole: le parole dei term sheets (lettera di intenti) sono “supporting costs incurring since (supporto alle spese sostenute) – ‘SINCE’ february 2020“.

Tradotto significa che possono essere finanziate tutte le spese effettuate a partire da febbraio. Se fai una spesa a ottobre (come con i 4 miliardi appena stanziati) puoi finanziarla col MES; il PCS sarà disponibile per 12 mesi + eventualmente altri 12 per tutte le spese necessarie in questo arco di tempo. Incomprensibile perché le spese aggiuntive non sarebbero finanziabili con un prestito.

Conte 2

Siccome li dobbiamo restituire vanno ad incrementare il debito pubblico“.

Falso 2

Perché i 133 miliardi di nuovo debito già autorizzato non incrementano il debito pubblico? E lo SURE non incrementa il debito pubblico? E i loans (prestiti) del Recovery Fund non incrementano il debito pubblico?

Conte 3

Quindi dovrò intervenire se prenderemo i soldi del MES con nuove tasse o tagli di spese, perché il Deficit (il debito pubblico) lo dobbiamo tenere sotto controllo“.

Falso 3

Conte si scopre rigorista. Incredibile, rigorista col MES, cartalista con tutto il resto del debito. Ricordo che lo sforamento di bilancio, se le cose non peggioreranno (ma peggioreranno) è già di 181 miliardi. A questi si aggiungeranno di sicuro gli interventi di ristori annunciati nella stessa conferenza stampa e gli altri interventi, anche sulla sanità, pure annunciati

Conte 4

Poi ci sono i soldi del Recovery fund dove sicuramente andremo ad investire circa 9/10 Miliardi, stiamo completando i progetti“.

Falso 4

Il Recovery fund non c’entra nulla con la spesa sanitaria. Un capitolo che potrebbe effettivamente cubare 9 miliardi riguarda l’ammodernamento infrastrutturale in ambito sanitario, ma non le gestione dell’emergenza. Inoltre quel capitolo fa parte dei loans, quindi debito

Conte 5

Quello che voglio dire è che il MES non è la panacea come viene rappresentata e in più aggiungo che visto che la situazione, nonostante la criticità e la crisi economica che stiamo attraversando, la situazione nostra dal punto di vista dei segnali economici è molto positiva, anche il vantaggio in termini di interessi diventa adesso molto contenuto“.

Falco 5

I segnali economici positivi li ha visti in un rimbalzo degli ordinativi di agosto e nel clima di fiducia dello stesso periodo. Ora, con il fermo o il rallentamento delle attività dovuto alla pandemia e alle scelte del governo quel rimbalzo verrà riassorbito.

Il vantaggio in termini di interesse è, per usare le sue stime, di 200 milioni l’anno. Bruciamoli allora, facciamoci un falò. Ad esempio il MIUR ha chiesto per il fondo di sostegno alle università 165 milioni, meno del risparmio MES.

Infine il risparmio attuale è dovuto a condizioni straordinarie dipendenti da: a) gli interventi della BCE; b) prospettive economiche che erano quelle precedenti alla cosiddetta seconda ondata

Conte 6

I tecnici fanno la distinzione tra i tassi negativi che riguardano i titoli a tre anni, e dicono non dobbiamo considerare i tassi negativi fino a tre anni, ma almeno i decennali che sono allo 0,7%, però il vantaggio in termini di interesse è molto contenuto cosa sono attualmente 200 Milioni?”

Falso 6

Appunto, vanno considerati quelli a 10 anni che rappresentano circa il 50% dello stock circolante. I tassi MES oggi sono probabilmente negativi anche su quella durata e saranno sempre inferiori ai tassi dei BTP.

Conte 7

Ecco allora quando facciamo questi ragionamenti tenendo conto di queste circostanze dobbiamo valutare che in ogni caso dovremo comparare il vantaggio in termini di interesse, molto contenuto, rispetto ad un rischio che gli analisti colgono che è difficilmente quantificabile in termini economici che si chiama STIGMA”.

Falso 7

Nella storia degli interventi MES (Grecia, Portogallo, Cipro, Irlanda e Spagna) non si è mai visto lo stigma. Sebbene imperfetti i mercati hanno una trasmissione di informazioni ben più efficiente di altri settori, ad esempio quelli burocratici. Se ci dovesse essere una fuga dai titoli italiani sarà perché aumenta il rischio default, non perché ci si indebita a tassi più vantaggiosi

Conte 8

Ecco perché ho detto senza nessuna pregiudiziale ideologica, se avremo fabbisogni di cassa, sicuramente tra gli strumenti finanziari che dovremo considerare c’è anche il MES, ma se questo non accade evidentemente prendere il MES per risolvere una disputa nel dibattito pubblico non ha senso“.

Falso 8

Il MES non copre il fabbisogno di cassa; ripetete con me, NON COPRE IL FABBISOGNO DI CASSA.

Le spese eleggibili col MES sono quelle sanitarie; non puoi chiedere il prestito perché non puoi pagare pensioni e stipendi. Se oggi copri le spese sanitarie dirette e indirette con indebitamento domestico, domani non potrai chiederlo perché non ti sono rimasti soldi in cassa.

La verità?

La disputa nel dibattito pubblico la sta pervicacemente portando avanti il suo partito di riferimento, il M5S, banalmente e drammaticamente perché è l’ultima promessa elettorale che pensa di essere in grado di mantenere dopo averle abiurate tutte.

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