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“Operazione grande centro”, Renzi pronto a chiudere il cerchio

Dopo aver disarticolato l’asse Pd, M5S, LeU e scombussolato l’alleanza di centrodestra, Matteo Renzi si appresta a raccogliere i frutti della semina che ha terremotato la politica italiana.

di Pino de Martino

Con il varo del governo Draghi, Matteo Renzi archivia da protagonista la prima parte del suo progetto grande centro. Sulle prime, la strategia dell’ex sindaco di Firenze che ritira i propri ministri dal Conte 2 sembrava oscura, incomprensibile, nonostante la difficoltà a credere che tutto fosse ispirato solo da risentimenti personali. Anche se in molti ci hanno creduto.

Soprattutto i suoi detrattori, restii a riconoscergli la fine mente politica che invece ha dimostrato ancora una volta di possedere. Ora il Matteo pensiero sembra uscire dalle nebbie e farsi tutto a un tratto più chiaro e lungimirante.

Un colpo a sinistra

Con la definitiva uscita di scena di Giuseppe Conte, Renzi ha assestato un grave colpo all’asse Pd, LeU, 5S di cui l’ex premier ne era contemporaneamente il garante e la vestale.

Un pesante macigno sul progetto già traballante portato avanti dal duo Bettini/Zingaretti. Ora i mal di pancia della minoranza riformista dei Dem fin qui sopiti cominciano a fare più intensamente rumore. Con essi prende sempre più corpo il movimento dei sindaci Pd.

Qualcuno l’ha già definito come il Partito delle fasce tricolori. In realtà si tratta di un’area politica molto vicina a Renzi, con a capo il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Con lui anche il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, quello di Bari, Antonio Decaro, Mattia Palazzi (Mantova) e Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria). Tutti potenziali cavalli di Troia di Matteo Renzi che al momento buono potrebbero entrare in azione per minare la segreteria di Zingaretti e portare alla guida del Pd una figura a Renzi più vicina.

Un altro sindaco, quello di Siena, ha già spezzato i sogni di chi, soprattutto nei 5Stelle, con l’avallo di Zingaretti, pensava di portare Giuseppe Conte in parlamento attraverso le elezioni suppletive della Camera nel collegio del capoluogo toscano. Una mossa utile sia per rafforzare l’alleanza tra Pd, Movimento 5 Stelle e Leu, sia per riportare in luce la figura di Conte come leader politico, permettendogli di entrare in Parlamento.

Ma Luigi Da Mossi, ha subito chiarito: “Servono nomi di persone più legate al territorio. I grandi nomi a effetto non servono, serve gente che si interessi davvero alla città”. Anche dal Pd toscano è arrivata una netta frenata, con la segretaria dem regionale Simona Bonafè: “Le candidature nei seggi toscani devono essere espressione dei territori, decise dai territori o perlomeno insieme ad essi”.

Un colpo alla destra

Ma non c’è soltanto l’ala sinistra dello scacchiere politico italiano nel mirino di Matteo. La nascita dell’esecutivo Draghi sta portando grosso fermento anche nell’area di centro, senza la quale il nuovo governo non avrebbe potuto nascere.

Tra i principali protagonisti della nuova squadra di Palazzo Chigi, non a caso, vi è Forza Italia, partito con il quale Renzi non ha perso mai i contatti, nonostante la crisi apertasi con l’elezione del Presidente Mattarella.

Non da meno è da considerare la partecipazione all’esecutivo della Lega dell’altro Matteo, il Salvini ex fustigatore dell’Europa, ex Italexit e nazionalista convinto. Per aver accesso al governo guidato dall’ex Bce, il leader del Carroccio ha compiuto nell’arco di una settimana una conversione verso il moderatismo Atlantico e filo europeo non da poco.

Ora, epurato dai mali dell’anti europeismo, Matteo Salvini si avvia ad essere accolto senza paura dai poteri forti internazionali e dalle cancellerie europee, rendendo così possibile un’alleanza futura anche con il centrodestra.

L’operazione “grande centro” consiste proprio in questo: decidere progressivamente o di volta in volta, se essere il “centro” del centrosinistra o del centrodestra. Del resto, la scelta di Draghi di “premiare” le ali moderate di Lega e Forza Italia ne è la riprova e potrebbe consentire a Renzi di far nascere un nuovo grande centro moderato.

3 Comments

  1. Luisa Dapri ha detto:

    Io mi auguro che Renzi molli la sinistra.
    Si piazzi al centro con la prospettiva di accaparrarsi il residuo di Forza Italia e partitini che al centro non mancherebbero.

    Sarebbe una liberazione per tutti!

  2. pdm ha detto:

    –GOVERNO. RENZI: POLITICA SI EUROPEIZZA E SI APRE SPAZIO POLITICO AL CENTRO

    DIR0794 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT –GOVERNO. RENZI: POLITICA SI EUROPEIZZA E SI APRE SPAZIO POLITICO AL CENTRO PIU’ AMPIA DI IV, DEVE ESSERE SPAZIO POLITICAMENTE INTERESSANTE (DIRE) Roma, 17 feb. – Ora, con il governo Draghi, “la vera operazione e’ l’europeizzazione della politica”, fenomeno nel quale “c’e’ un discorso e una prospettiva”. Infatti “a destra vediamo che succede, che la destra si europeizzi e’ una cosa importante”, mentre “a sinistra fanno l’intergruppo, e si schierano su una posizione politica europeista”. C’e’ poi “uno spazio di centro”. Ecco “non so se andra’ avanti, ma se cosi sara’, se va avanti un’europeizzazione della politica, si apre uno spazio politico che in Europa c’e'”, uno spazio “di cui Italia viva puo’ essere promotrice”. Matteo Renzi lo dice in Senato conversando con i giornalisti. Siamo di fronte a “una riorganizzazione della politica con l’europeizzazione dei partiti”, ribadisce Renzi, “la destra diventa europea ed e’ spendibile, ma certo non la voto, e c’e’ una sinistra che sceglie una casa in Europa. Poi c’e’ un’area di centro, riformista, quella di Vestager, Michel, Macron. E’ quella di Iv? No, e’ piu’ ampia, ma deve essere uno spazio politicamente interessante”, aggiunge. (Ran/Dire) 11:51 17-02-21 NNNN

  3. giampiero minelli ha detto:

    Ormai sembra l’unica via da percorrere- A sinistra non si torna più. dato l’asse Pd. 5S e Leu. C’è da coinvolgere l’ex area Dc del Pd. lo smembramento dei 5S , Forza Italia e lega. E’ un progetto ambizioso. ma possibile. Auguri Matteogi

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