

di Peppe Papa
Presa dall’ansia da prestazione per legittimare il buon risultato ottenuto a Napoli alle elezioni regionali – uno dei migliori in Italia ma comunque abbondantemente sotto le due cifre percentuali – Italia Viva ha finito per lasciarsi intruppare in una improbabile coalizione di centrosinistra, compresi i 5Stelle, e accogliere tra le sue fila, senza andare molto per il sottile, portatori di voti in cerca di uno strapuntino per le prossime amministrative di ottobre.
Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto i renziani della prima ora, che senza clamore delusi stanno abbandonando la nave allo sbando, non comprendendo il perché della deriva. Il perché di una decisione presa a Roma, a proposito del sostegno al candidato riformista Carlo Calenda, da non replicare a Napoli schierandosi con Antonio Bassolino, l’altro autorevole outsider tra gli aspiranti sindaci italiani.
Proprio su questo è crollato il già debole ‘entusiasmo’ di Luciano Crolla, il giovane manager della comunicazione dell’Eav con un passato di primo piano nel Pd locale e tra i fondatori in città dei primi circoli di Iv il quale, stufo della piega presa dal partito, ha affidato alle pagine del suo profilo Facebook l’addio. Oltre ad annunciare il suo endorsement per l’ex governatore della Campania.
“Cari compagni, amici, vecchi amici, cara sinistra confusa, subalterna, grillizzata, cari ‘riformisti’ perduti, sparpagliati, residuali e partitizzati, stavolta a Napoli, per quanto mi riguarda, Antonio Bassolino” ha scritto, lasciando trasparire dal tono, quasi un senso di liberazione. Raggiunto al telefono ha accettato di parlare della sua decisione.
Finalmente un autentico e fiero riformista che fa prevalere l’intelligenza politica e il pragmatismo. Il dissenso rispetto a Iv riguarda in generale, o è solo relativo alla situazione locale, gli abbiamo chiesto.
Italia Viva era una speranza partita con tante aspettative e grande potenziale, poi si è tradotta in un disastro organizzativo. La ridotta di una ridotta corrente democristiana che con l’argomento di combattere il correntismo ha mortificato ogni altra autentica sensibilità. A livello locale anche peggio, ha imbarcato qualunque cosa e emarginato tutte le energie migliori. Ho letto Biagio De Giovanni l’altro giorno. Era alle prime due iniziative di Iv a Trieste e Trento e al Metropolitan a Napoli, quelle organizzate da me e dai comitati. Non puoi perdere De Giovanni e prendere Gabriele Mundo (consigliere comunale, uno dei principali sostenitori di De Magistris, passato da poco con Iv, ndr) non puoi perdere anima e testa della città per qualche pacchetto di voti.
La piroetta di Mundo non l’ha proprio digerita, vero? Eppure è stato accolto a braccia aperte e nominato in breve tempo coordinatore provinciale, niente male come percorso.
Vinci qualche giro se tutto va bene, ma non vai da nessuna parte, questo è situazionismo, non politica.
Bella questa del partito situazionista. Con loro ha chiuso qui?
Renzi per me resta un punto di riferimento, talento e idee mi convincono ancora. Non il resto.
Intende l’organizzazione del partito immagino? Lei che ruolo aveva, ho notato centinaia di commenti al suo post, la gran parte favorevoli alla sua decisione e pronti a seguirla.
Non avevo alcun incarico. Mi sono occupato della fase di start up insieme ai tanti comitati che avevano aderito con entusiasmo al progetto, entusiasmo credo in gran parte smarrito per strada. Dieci anni di battaglie, di Leopolda, di vittorie e pure di cocenti sconfitte.
Uno di quelli che ci credeva, insomma.
Ero un ‘veterano’, sentivo l’onere di assolvere ad un compito. E poi in tanti mi contattavano non avendo ancora punti di riferimento chiari, spontaneamente. Successivamente sono stati nominati i gruppi dirigenti, senza alcun processo democratico, senza alcun coinvolgimento reale o discussione fra gli iscritti.
E la scelta di schierarsi con Bassolino come è maturata, cosa l’ha convinta?
Bassolino è stato l’ultimo sindaco di Napoli, il migliore che io ricordi. Conosce la città profondamente, non esaurisce certo le sue conoscenze a 20 metri di lungomare pseudo-liberato. E Napoli ha bisogno di un sindaco, capace di ‘rammendare’ le buche, le voragini di De Magistris e anche di ricucire le anime in eterno conflitto di questa città duplice, impresa che già gli è riuscita in passato. Non possiamo permetterci altri lustri di populismo spaccone e inconcludente.
Una bocciatura senza appello delle manovre interne all’affollata coalizione di centrosinistra, ancora senza un candidato e un progetto. Deprimente, non trova?
Vedo un centrosinistra smarrito, subalterno al grillismo, un Pd senza bussola, mentre i riformisti ormai sono dispersi in mille rivoli e partitini rissosi e marginali, incapaci di esprimere egemonia, di imporre una agenda, come è accaduto qualche anno fa e nonostante l’incredibile occasione di Mario Draghi. Tutto questo sta producendo una imbarazzante trattativa sulle amministrative che mortifica le città, le grandi città, a cominciare da Napoli. E Napoli non può essere più mortificata, basta. Non siamo periferia di nessuno.
Quindi Bassolino, nessun ripensamento?
No, la mia determinazione è nata dai motivi che le dicevo.
Ci ha parlato?
Con Bassolino non ho ancora avuto occasione di parlarne, pensi un po’. Sono un autarchico, direbbe Nanni Moretti.