

di Peppe Papa
Mentre il leader in pectore, Giuseppe Conte scende a Napoli per ‘benedire’ ufficialmente il sostegno del M5S al candidato sindaco del centrosinistra, Gaetano Manfredi frutto dell’accordo con Pd e Art.1, l’ammutinamento della base grillina in città non si placa. E a finire sotto gli strali dei rivoltosi questa volta è Roberto Fico.
La terza carica dello Stato, fondatore proprio a Napoli del primo meet-up italiano e ‘uomo forte’ del partito locale, è stato sommerso in questi giorni – come rivelato dal Giornale – da una valanga di insulti in chat, accusato di essere il vero regista della candidatura Manfredi e testa di ponte con il Pd. Operazione ritenuta come un tradimento delle originarie prerogative e dei valori del Movimento.
Dopo la clamorosa conferenza stampa di inizio giugno al Maschio Angioino, convocata da un nutrito gruppo di attivisti di lungo corso partenopei, come il capo gruppo uscente Cinquestelle in consiglio comunale, Matteo Brambilla e la consigliera regionale Marì Muscarà, nella quale fu ribadito con forza che “il M5S alle elezioni comunali non correrà in coalizione con i partiti tradizionali”, la protesta ha ‘preso fuoco’ in parlamento.
“Dici solo bugie – ha attaccato il senatore Vincenzo Presutto – sei la terza carica dello Stato, la lealtà dovrebbe essere un tuo valore”. Alle critiche, sullo stesso tono, si è unita poco dopo la sua collega, anche lei grillina Maria Castellone che non ha risparmiato di rappresentare a Fico tutta la sua indignazione.
Una presa di posizione che non ha lasciato indifferente il presidente della Camera in considerazione del fatto che entrambi i senatori sono campani e una volta suoi supporter.
Per questo si è precipitato a replicare cercando di difendersi: “Non è vero, non c’entro nulla con l’intesa Pd-M5s a Napoli”. Una dichiarazione che però non è servita a niente, i due hanno minacciato lo strappo annunciando: “Votiamo Maresca”.
Che fa il paio con quella dei dissidenti, resa pubblica nella conferenza stampa di cui sopra, di dare vita ad una lista autonoma con un proprio candidato usando il simbolo M5S anche a costo di finire in tribunale.
“Faremo questa battaglia che andrà avanti per tutta l’estate – scandì nell’occasione la Muscarà – spero che il buon senso e la ragionevolezza prevalga e che i tanti rappresentanti campani e napoletani si rendano conto che quello che dicevamo anni fa per noi è ancora valido: i territori decidono per il territorio”.
E’ vero che avevano promesso di presentare entro il 5 giugno il loro programma con i candidati, sindaco compreso, e che finora non si è visto niente, ma per Fico il problema resta enorme, considerato di essere lui il garante dell’accordo con gli alleati di coalizione che proprio a Napoli è l’unica città dove è andato a buon fine.
Conte si è fidato, tanto è vero che si è prestato alla passerella in riva al golfo con l’ex Rettore e suo Ministro, ignorando volutamente di prendere atto della spaccatura del Movimento.
Evidentemente avrà ricevuto rassicurazioni in merito felice di non doversi occupare, oltre di quelle che ha già, di un’altra grana a complicare i piani di ‘rinascita’ del partito.
Diventa pertanto imprescindibile che il presidente dell’Aula di Montecitorio riesca a sedare la rivolta. In queste ore pare abbia convocato una riunione riservata con i due senatori e alcuni esponenti della dissidenza per cercare di ricucire. Vedremo se ci riuscirà, anche se sembra difficile. Napoli non è mai stata più distante dai ‘confortevoli’ palazzi romani.
1 Comment
Cmq meglio non litigare meglio votare per il bene si Napoli le polemiche con quello che ha passato il sud no a polemiche Napoli ha bisogno di un sindaco capace motivato Gaetano Manfredi è la persona giusta ma la voglio più grintoso e più vivace
Sarà il carattere un po riservato ma gaetano Manfredi è una persona giusta per Napoli non litigate
Giusta l agenzia col PD perché il sud è senza guida politica
Proviamoci