

di Alfio Mancini
Ormai vive a Roma stabilmente, ma a Napoli ha il cuore e “un mondo di affetti“. Nino D’Angelo, il “ragazzo della curva B“, la voce di Napoli, l’idolo di svariate generazioni di partenopei, interviene sulla sfida per Palazzo San Giacomo. E lo fa alla sua maniera, con schiettezza senza tanti giri di parole, dichiarando il proprio sostegno incondizionato a Antonio Bassolino.
Pur vivendo in un’altra città Napoli resta la sua anima e se ne occupa di tutto diritto. “Io mangio in napoletano, dormo in napoletano, respiro, scrivo e penso in napoletano, io faccio tutto in napoletano“, ha spiegato nel corso di una conversazione con l’Adnkronos a poco più di dieci giorni dalle amministrative.
“Non l’avrei lasciata – ha proseguito – se in quegli anni la mia famiglia a Napoli fosse stata al sicuro, ma dopo quegli spari della camorra contro casa mia, per ben due volte, ho preso la decisione di andarmene e ora vivo a Roma dal 1986. A Napoli, comunque, ho casa e un mondo di affetti“.
Poi, l’endorsement che fa notizia, quello che può spostare un numero consistenti di voti: “Per le prossime elezioni io spero in Bassolino. Amo Bassolino non solo perché mi ha valorizzato quando nessuno lo faceva, ma perché sono certo che per Napoli possa fare ancora molto. Lui è nato sindaco, è nato con la fascia da sindaco“.
Certamente deve molto D’Angelo all’ex primo cittadino che ne sdoganò l’immagine di disimpegnato neomelodico, simbolo della Napoli più trash e popolare, affidandogli l’importante direzione del Teatro Trianon che stava rinascendo.
“Possiamo dire che sono una sua scoperta” , ha ricordato divertito. “Quando non mi davano i teatri a Napoli – ha spiegato – perché ero considerato un fenomeno troppo popolare e davo fastidio perché riuscivo a fare i dischi da solo, mentre altri investivano milioni per produrre gli artisti, ecco, allora Bassolino invece mi ha sempre appoggiato”.
Un rapporto di stima tra i due consolidatosi poi nel tempo, con una serie di eventi che hanno fatto epoca. “Quando lui è stato sindaco – ha sottolineato l’artista a questo proposito – abbiamo fatto tante cose belle, inclusi i tre concerti con Lucio Dalla. Lui ha fatto tante cose belle“.
Le priorità di Napoli? “In testa c’è la disoccupazione – ha risposto – a Napoli ce n’è troppa. Poi al secondo posto la sicurezza. Al terzo le periferie, soprattutto in luoghi come San Pietro a Patierno“.
Infine la priorità che più stringe il cuore ai napoletani che vivono fuori, il decoro, l’immagine della città che i turisti portano a casa. “Questa è una grande responsabilità – ha concluso D’Angelo – anche perché Napoli ha dalla sua una grande forza turistica ed è bello che chi va a visitarla possa dire al rientro che è una città pulita“.